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Due imprenditori indagati per truffa allo Stato

Finanzieri effettuano dei controlli sulle banche dati Anche due pistoiesi coinvolti nell’inchiesta di Nocera
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Finanzieri effettuano dei controlli sulle banche dati Anche due pistoiesi coinvolti nell’inchiesta di Nocera

Una truffa da 50 milioni di euro ai danni dello Stato, soldi finiti in larga parte (34, il resto è stato "congelato" in tempo) nelle casse di aziende insediatesi in un'area industriale di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, che chiedevano i finanziamenti in cambio di assunzioni fatte solo in parte

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PISTOIA. Una truffa da 50 milioni di euro ai danni dello Stato, soldi finiti in larga parte (34, il resto è stato "congelato" in tempo) nelle casse di aziende insediatesi in un'area industriale di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, che chiedevano i finanziamenti in cambio di assunzioni fatte solo in parte. Questa l'accusa che la procura della repubblica e la Guardia di finanza hanno rivolto a 28 imprenditori, di cui 4 sono finiti agli arresti. Sequestrati 9 stabilimenti nell'area industriale, ed anche le quote sociali (in possesso degli indagati) di numerose aziende attive in tutta Italia.
Nell'inchiesta sono coinvolti anche due imprenditori pistoiesi e un'azienda che nel 2002-2003 aveva sede a Pistoia, poi trasferitasi a Bagno a Ripoli. L'azienda in questione, una srl con sede in via Bolognese, si occupava di acquisto e vendita di beni immobili ed aveva come amministratore unico F.P., 55 anni, originario di Lecce ma residente in città. Si tratta di uno dei due indagati pistoiesi della vicenda. L'altro è F.D.O., 47 anni, pistoiese. Ad entrambi il gip del tribunale di Nocera Inferiore ha applicato il divieto di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire cariche direttive in società o imprese.

  • Rastelli. Rinviata al 21 settembre la prima udienza del processo contro Osvaldo Rastelli, 55 anni, e Maurizio Pasquinelli, 46 anni, accusati di appropriazione indebita e truffa per aver cercato di vendere a un imprenditore pistoiese dei beni immobili di cui non erano proprietari. Il rinvio è dovuto alla notifica dell'udienza giunta in ritardo a Pasquinelli.

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