Il dolore
pistoia
Soldi avuti e mai spesi
Anna Cecchini
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Le case popolari di via D’Aragona a Bottegone Le domande delle famiglie in cerca di un alloggio popolare sono salite a quota 800A lanciare l'allarme è il Sunia, l'associazione targata Cgil che si occupa di contratti di locazione
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PISTOIA. Le famiglie che hanno disperatamente bisogno di un alloggio a condizioni "facilitate" e chiedono aiuto al Comune sono almeno 800, ma di costruire nuove case da destinare a questa emergenza non se ne parla. E, soprattutto, non se ne è parlato negli ultimi dieci anni, periodo in cui l'amministrazione pistoiese ha trovato il modo di rispedire al mittente una cifra globale di oltre 7 milioni di euro arrivata dalla Regione appositamente per il settore dell'edilizia agevolata e, di fatto, mai investita.
A lanciare l'allarme è il Sunia, l'associazione targata Cgil che si occupa di contratti di locazione.
Finanziamenti mai utilizzati. Davide Innocenti, segretario provinciale del Sunia, sottolinea come fino ad oggi la questione abitativa sia stata considerata secondaria. «Dal 1997 la Regione - spiega Innocenti - ha suddiviso un totale di 532 milioni di euro tra i vari Comuni della Toscana per il settore dell'emergenza abitativa, il problema è che molti enti locali non sono stati in grado di spendere questi soldi, non perchè sui territori di loro competenza non ci fosse bisogno di nuovi alloggi per fasce deboli, ma perchè non sono stati in grado di approntare progetti residenziali da abbinare a questi fondi». Sembra che anche il Comune di Pistoia rientri nella lista degli enti locali che si sono lasciati sfuggire questi finanziamenti. «L'amministrazioe non ha approntato gli atti necessari per fare propri una parte di questi soldi regionali - prosegue Innocenti - e quindi ha perso, in poco più di dieci anni, una cifra stimabile oltre i sette milioni di euro». Cifra che invece sarebbe stata indispensabile per tamponare la forte carenza di alloggi che è andata accumulandosi negli ultimi dieci anni.
Liste d'attesa senza fine. Ad oggi i nuclei familiari in attesa di un'abitazione a condizioni agevolate sono centinaia. «In 500 sono in graduatoria - sottolinea il segretario Sunia - per l'assegnazione di un alloggio popolare, mentre oltre 300 chiedono case di emergenza, ossia un luogo dove abitare per brevi periodi, nell'attesa di risollevarsi da una situazione economica particolarmente disagiata». A questi dati vanno aggiunti quelli riguardanti gli sfratti, che in città sono aumentati in modo allarmante a seguito della grave situazione che sta vivendo l'economia locale.
Raddoppio degli sfratti per morosità. «Sul territorio comunale - dice ancora Innocenti - si contano oltre 17mila unità abitative in affitto e vediamo che stanno aumentando gli sfratti a nuclei familiari che da mesi non riescono a pagare il canone mensile. Per fare un esempio se nel 2004 si sono rivolti al Sunia per sfratto moroso 230 famiglie, l'anno scorso siamo arrivati quasi a 400. Un incremento che, viste le condizioni di crisi che sta vivendo Pistoia, è destinato a subire ulteriori impennate. E poi va detto che non tutte le persone che vengono sfratatte si rivolgono a noi, perchè magari hanno vergogna arendere pubblica la loro situazione». Ciò significa che gli sfratti praticati sono in verità un quantitativo maggiore rispetto a quelli regitrati dal Sunia.
Un tavolo di concertazione sull'emergenza casa. A fronte di un'emergenza abitativa crescente pochi sono stati gli interventi dell'amministrazione per costruire nuove case. «Ecco perchè è importante - dice Innocenti - che si crei un tavolo di confronto continuo sulle politiche abitative. Noi al momento non abbiamo una sede istituzionale di riferimento, c'è il Lode, l'assemblea dei Comuni pistoiesi, ma non basta a pianificare e gestire un'attività di questa portata».
Visto che a breve dovrebbe arrivare una nuova tranche di soldi dalla Regione, il timore del Sunia è che il Comune si faccia scappare anche questa occasione. «Nei giorni scorsi l'ente regionale ha approvato una delibera - spiega il responsabile Sunia - che, nell'ambito di misure straordinarie urgenti per il contenimento dell'emergenza abitativa, porterà a stanziare per Pistoia circa 13 milioni di euro. Il fatto è che le amministrazioni riceveranno questi fondi solo se prima presenteranno progetti precisi. Cosa ha intenzione di fare il Comune di Pistoia?»
A lanciare l'allarme è il Sunia, l'associazione targata Cgil che si occupa di contratti di locazione.
Finanziamenti mai utilizzati. Davide Innocenti, segretario provinciale del Sunia, sottolinea come fino ad oggi la questione abitativa sia stata considerata secondaria. «Dal 1997 la Regione - spiega Innocenti - ha suddiviso un totale di 532 milioni di euro tra i vari Comuni della Toscana per il settore dell'emergenza abitativa, il problema è che molti enti locali non sono stati in grado di spendere questi soldi, non perchè sui territori di loro competenza non ci fosse bisogno di nuovi alloggi per fasce deboli, ma perchè non sono stati in grado di approntare progetti residenziali da abbinare a questi fondi». Sembra che anche il Comune di Pistoia rientri nella lista degli enti locali che si sono lasciati sfuggire questi finanziamenti. «L'amministrazioe non ha approntato gli atti necessari per fare propri una parte di questi soldi regionali - prosegue Innocenti - e quindi ha perso, in poco più di dieci anni, una cifra stimabile oltre i sette milioni di euro». Cifra che invece sarebbe stata indispensabile per tamponare la forte carenza di alloggi che è andata accumulandosi negli ultimi dieci anni.
Liste d'attesa senza fine. Ad oggi i nuclei familiari in attesa di un'abitazione a condizioni agevolate sono centinaia. «In 500 sono in graduatoria - sottolinea il segretario Sunia - per l'assegnazione di un alloggio popolare, mentre oltre 300 chiedono case di emergenza, ossia un luogo dove abitare per brevi periodi, nell'attesa di risollevarsi da una situazione economica particolarmente disagiata». A questi dati vanno aggiunti quelli riguardanti gli sfratti, che in città sono aumentati in modo allarmante a seguito della grave situazione che sta vivendo l'economia locale.
Raddoppio degli sfratti per morosità. «Sul territorio comunale - dice ancora Innocenti - si contano oltre 17mila unità abitative in affitto e vediamo che stanno aumentando gli sfratti a nuclei familiari che da mesi non riescono a pagare il canone mensile. Per fare un esempio se nel 2004 si sono rivolti al Sunia per sfratto moroso 230 famiglie, l'anno scorso siamo arrivati quasi a 400. Un incremento che, viste le condizioni di crisi che sta vivendo Pistoia, è destinato a subire ulteriori impennate. E poi va detto che non tutte le persone che vengono sfratatte si rivolgono a noi, perchè magari hanno vergogna arendere pubblica la loro situazione». Ciò significa che gli sfratti praticati sono in verità un quantitativo maggiore rispetto a quelli regitrati dal Sunia.
Un tavolo di concertazione sull'emergenza casa. A fronte di un'emergenza abitativa crescente pochi sono stati gli interventi dell'amministrazione per costruire nuove case. «Ecco perchè è importante - dice Innocenti - che si crei un tavolo di confronto continuo sulle politiche abitative. Noi al momento non abbiamo una sede istituzionale di riferimento, c'è il Lode, l'assemblea dei Comuni pistoiesi, ma non basta a pianificare e gestire un'attività di questa portata».
Visto che a breve dovrebbe arrivare una nuova tranche di soldi dalla Regione, il timore del Sunia è che il Comune si faccia scappare anche questa occasione. «Nei giorni scorsi l'ente regionale ha approvato una delibera - spiega il responsabile Sunia - che, nell'ambito di misure straordinarie urgenti per il contenimento dell'emergenza abitativa, porterà a stanziare per Pistoia circa 13 milioni di euro. Il fatto è che le amministrazioni riceveranno questi fondi solo se prima presenteranno progetti precisi. Cosa ha intenzione di fare il Comune di Pistoia?»
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