Gioco
pistoia
Fratoni: prima di tutto la crisi economica
Fabio Calamati
◗
PASSAGGIO DEL TESTIMONE Gianfranco Venturi, presidente della Provincia uscente, con Federica FratoniLa vittoria al 1º turno? La gente ha visto in me il vero rinnovamento
4 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Prima di tutto, la crisi. Le emergenze Radicifil e Mas, ma anche il resto dell'economia che annaspa. È questo il primo pensiero di Federica Fratoni, da neanche 24 ore presidente della Provincia.
«Possiamo svolgere un importante ruolo di sostegno, abbiamo una unità di crisi che lavora in coordinamento con la Regione e con le realtà del territorio, le associazioni, i sindacati. In un'ottica di sistema la Provincia può essere molto importante come snodo per trovare soluzioni possibili».
Siete chiamati a dare risposte urgenti...
Questa situazione mi responsabilizza molto. Del resto credo che essere pragmatici, occuparsi dei problemi veri della gente e non delle questioni, spesso autoreferenziali, della politica, sia il modo migliore per recuperare il mondo dei delusi, di quelli che anche questa volta non hanno votato.
Che sono stati moltissimi: in un anno il Pd ha perso oltre 29.000 voti, tra le politiche 2008 e il voto di sabato e domenica.
Non c'è dubbio che l'astensionismo sia andato molto a nostro sfavore. Il quadro politico nazionale di partenza, del resto, era molto pesante, anche se il buon lavoro di Franceschini e le vicende recenti di Berlusconi qualcosa hanno spostato. Ma questa disaffezione al voto si combatte proprio offrendo risposte concrete e pragmatiche.
Al di là della crisi, quali altri impegni per i fatidici primi cento giorni di mandato?
Vorrei impegnarmi per una Provincia aperta, capace di comunicare più e meglio con i cittadini. Ci sono gli sportelli dedicati, i numeri verdi, c'è soprattutto la legge regionale sulla partecipazione che ci offre strumenti innovativi. E poi il rapporto con le imprese. Procedure più veloci...
E strutture più snelle?
Sulle strutture devo acquisire una conoscenza diretta che mi farò nei prossimi giorni. Penso anche a diverse articolazioni degli uffici, sulla base degli assessorati.
A proposito, resteranno quelli di Venturi?
Penso a diverse organizzazioni delle deleghe.
Qualche nome? Un'anticipazione?
Non ho ancora avuto il tempo di farci mente locale. Di certo la nuova giunta sarà un mix di continuità e rinnovamento, come ho sempre detto. Cercherò persone competenti e dedite alla causa. Non posso anticipare nulla, se non che comunque vorrei fare presto.
Che significa?
Giovedì c'è l'insediamento, poi avrei 20 giorni di tempo. Diciamo che vorrei fare tutto in 10-15 giorni al massimo.
Questa avventura è cominciata a metà dello scorso anno, quando si iniziò a parlare della sua candidatura alle primarie. Allora si sarebbe immaginata questo percorso?
Il mio nome all'epoca circolava ma non perché fosse stato avanzato, bensì come conclusione di un ragionamento che richiedeva un riequilibrio delle responsabilità amministrative in provincia. Se il sindaco del comune capoluogo è un esponente che proviene dai Ds, sembrava giusto che il presidente della Provincia fosse espressione dell'altro ceppo del Pd, cioè la Margherita e io sono stata l'ultimo segretario provinciale... Comunque devo dire che se non avessi trovato la convergenza sul mio nome di un gruppo vasto e autorevole di dirigenti, non sarei andata avanti, un discorso di affermazione personale in quanto tale non mi interessa.
La vittoria al primo turno ha sorpreso un po' tutti. Da cosa è dipesa?
Credo ci sia stata una spinta molto forte sulla mia persona. Dovuta forse al fatto che si è capito che il rinnovamento vero stava da questa parte. Non discontinuità, perché questa provincia è stata ben governata. Ma rinnovamento sì. E i molti voti che ho preso in più rispetto alle liste (81.824 personali contro 74.170 delle liste, ndr) mi sembra lo testimonino.
Il nuovo consiglio provinciale non avrà posto per la Sinistra e i Verdi, che sono rimasti fuori. Si tratta dell'area politica inizialmente vostra alleata, che poi ha preso un'altra strada dopo la sua vittoria alle primarie e i primi colloqui. Sente la responsabilità di rappresentare anche quelle proposte?
Io non ho cambiato una virgola del programma che anche Sinistra e Verdi avevano sottoscritto, salvo poi scegliere un altro percorso del quale, lo confesso, ancora mi sfuggono le ragioni. Cercando di applicare quel programma, quindi, mi sento di parlare anche a loro.
Si ferma qui la prima intervista di Federica Fratoni da presidente della Provincia. Presto, molto presto, arriverà il momento degli atti, delle scelte. Intanto, comunque, l'ex segretaria comunale del Pd un posticino nella storia pistoiese se lo è già guadagnato: è la prima presidente della Provincia donna e comunque uno dei più giovani a sedersi sulla poltrona più alta di piazza San Leone. Buon lavoro, presidente.
«Possiamo svolgere un importante ruolo di sostegno, abbiamo una unità di crisi che lavora in coordinamento con la Regione e con le realtà del territorio, le associazioni, i sindacati. In un'ottica di sistema la Provincia può essere molto importante come snodo per trovare soluzioni possibili».
Siete chiamati a dare risposte urgenti...
Questa situazione mi responsabilizza molto. Del resto credo che essere pragmatici, occuparsi dei problemi veri della gente e non delle questioni, spesso autoreferenziali, della politica, sia il modo migliore per recuperare il mondo dei delusi, di quelli che anche questa volta non hanno votato.
Che sono stati moltissimi: in un anno il Pd ha perso oltre 29.000 voti, tra le politiche 2008 e il voto di sabato e domenica.
Non c'è dubbio che l'astensionismo sia andato molto a nostro sfavore. Il quadro politico nazionale di partenza, del resto, era molto pesante, anche se il buon lavoro di Franceschini e le vicende recenti di Berlusconi qualcosa hanno spostato. Ma questa disaffezione al voto si combatte proprio offrendo risposte concrete e pragmatiche.
Al di là della crisi, quali altri impegni per i fatidici primi cento giorni di mandato?
Vorrei impegnarmi per una Provincia aperta, capace di comunicare più e meglio con i cittadini. Ci sono gli sportelli dedicati, i numeri verdi, c'è soprattutto la legge regionale sulla partecipazione che ci offre strumenti innovativi. E poi il rapporto con le imprese. Procedure più veloci...
E strutture più snelle?
Sulle strutture devo acquisire una conoscenza diretta che mi farò nei prossimi giorni. Penso anche a diverse articolazioni degli uffici, sulla base degli assessorati.
A proposito, resteranno quelli di Venturi?
Penso a diverse organizzazioni delle deleghe.
Qualche nome? Un'anticipazione?
Non ho ancora avuto il tempo di farci mente locale. Di certo la nuova giunta sarà un mix di continuità e rinnovamento, come ho sempre detto. Cercherò persone competenti e dedite alla causa. Non posso anticipare nulla, se non che comunque vorrei fare presto.
Che significa?
Giovedì c'è l'insediamento, poi avrei 20 giorni di tempo. Diciamo che vorrei fare tutto in 10-15 giorni al massimo.
Questa avventura è cominciata a metà dello scorso anno, quando si iniziò a parlare della sua candidatura alle primarie. Allora si sarebbe immaginata questo percorso?
Il mio nome all'epoca circolava ma non perché fosse stato avanzato, bensì come conclusione di un ragionamento che richiedeva un riequilibrio delle responsabilità amministrative in provincia. Se il sindaco del comune capoluogo è un esponente che proviene dai Ds, sembrava giusto che il presidente della Provincia fosse espressione dell'altro ceppo del Pd, cioè la Margherita e io sono stata l'ultimo segretario provinciale... Comunque devo dire che se non avessi trovato la convergenza sul mio nome di un gruppo vasto e autorevole di dirigenti, non sarei andata avanti, un discorso di affermazione personale in quanto tale non mi interessa.
La vittoria al primo turno ha sorpreso un po' tutti. Da cosa è dipesa?
Credo ci sia stata una spinta molto forte sulla mia persona. Dovuta forse al fatto che si è capito che il rinnovamento vero stava da questa parte. Non discontinuità, perché questa provincia è stata ben governata. Ma rinnovamento sì. E i molti voti che ho preso in più rispetto alle liste (81.824 personali contro 74.170 delle liste, ndr) mi sembra lo testimonino.
Il nuovo consiglio provinciale non avrà posto per la Sinistra e i Verdi, che sono rimasti fuori. Si tratta dell'area politica inizialmente vostra alleata, che poi ha preso un'altra strada dopo la sua vittoria alle primarie e i primi colloqui. Sente la responsabilità di rappresentare anche quelle proposte?
Io non ho cambiato una virgola del programma che anche Sinistra e Verdi avevano sottoscritto, salvo poi scegliere un altro percorso del quale, lo confesso, ancora mi sfuggono le ragioni. Cercando di applicare quel programma, quindi, mi sento di parlare anche a loro.
Si ferma qui la prima intervista di Federica Fratoni da presidente della Provincia. Presto, molto presto, arriverà il momento degli atti, delle scelte. Intanto, comunque, l'ex segretaria comunale del Pd un posticino nella storia pistoiese se lo è già guadagnato: è la prima presidente della Provincia donna e comunque uno dei più giovani a sedersi sulla poltrona più alta di piazza San Leone. Buon lavoro, presidente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
