Sicurezza
Parroco lascia l'eredità al Comune rosso
Marta Quilici
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Don Sergio DomeniconiMONTALE Il prete stroncato dalla leucemia
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MONTALE. Cinquantamila euro lasciati in eredità dal parroco al Comune di centro sinistra. Unica clausola: che i soldi siano utilizzati in favore delle famiglie bisognose della parrocchia. Protagonista di questo gesto, don Sergio Domeniconi, parroco della chiesa di San Giovanni Evangelista a Montale, cittadina a quindici chilometri da Pistoia, governata da un'amministrazione di centrosinistra. Una decisione insolita, presa in solitudine e senza darne anticipo; che supera, almeno in questo caso, i delicati rapporti tra Chiesa e Stato con un unico obbiettivo: aiutare chi ha bisogno.
Venuto a mancare il 4 marzo scorso, all'età di 77 anni, in seguito a una lunga malattia, don Sergio era sacerdote di una parrocchia di circa settemila persone, la principale del comune di Montale. Vi entrò nel 1982 e da allora c'è rimasto per ben 27 anni. Un lungo periodo, in cui ha maturato un profondo attaccamento al paese e alle persone e in cui ha toccato con mano le problematiche sociali presenti nel territorio parrocchiale. Da qui è nata la volontà di devolvere metà dei propri averi al Comune, a un'istituzione laica. «Perché la povertà non ha razza - come afferma una parrocchiana, Valderis Vivarelli - non ha un credo, né sottostà a differenze culturali o religiose. E don Sergio, infatti, non faceva distinzioni». L'altra metà dei suoi averi, altri cinquantamila euro, sono stati invece lasciati alla parrocchia.
Volontà di don Sergio è stata quella di lasciare la cospicua donazione alle istituzioni con la sola condizione che la somma fosse impiegata a sostegno delle famiglie in difficoltà che vivono all'interno del territorio parrocchiale. don Sergio era malato da molti anni: aveva scoperto di essere affetto da leucemia dieci anni fa, ma fino alla fine non aveva mai abbandonato la parrocchia, né il paese di Montale a cui era legato da profondo affetto. Un sentimento forte lo legava al paese, ricambiato dagli abitanti e anche dall'amministrazione che nel 2007, per il 50º anniversario della sua ordinazione, lo aveva insignito del riconoscimento di cittadino benemerito.
«Il gesto di don Sergio - spiega il sindaco di Montale Piero Razzoli - è eccezionale perché mette al primo posto l'impegno verso i più poveri, senza distinzioni di alcun genere».
La notizia della donazione è stata comunicata al Comune attraverso un atto notarile pochi giorni fa. E nell'ordine del giorno del consiglio comunale di ieri sera era infatti prevista la votazione per l'adozione ufficiale della somma attraverso una modifica al bilancio. «I soldi - continua il sindaco - saranno probabilmente messi a disposizione dei servizi sociali».
Venuto a mancare il 4 marzo scorso, all'età di 77 anni, in seguito a una lunga malattia, don Sergio era sacerdote di una parrocchia di circa settemila persone, la principale del comune di Montale. Vi entrò nel 1982 e da allora c'è rimasto per ben 27 anni. Un lungo periodo, in cui ha maturato un profondo attaccamento al paese e alle persone e in cui ha toccato con mano le problematiche sociali presenti nel territorio parrocchiale. Da qui è nata la volontà di devolvere metà dei propri averi al Comune, a un'istituzione laica. «Perché la povertà non ha razza - come afferma una parrocchiana, Valderis Vivarelli - non ha un credo, né sottostà a differenze culturali o religiose. E don Sergio, infatti, non faceva distinzioni». L'altra metà dei suoi averi, altri cinquantamila euro, sono stati invece lasciati alla parrocchia.
Volontà di don Sergio è stata quella di lasciare la cospicua donazione alle istituzioni con la sola condizione che la somma fosse impiegata a sostegno delle famiglie in difficoltà che vivono all'interno del territorio parrocchiale. don Sergio era malato da molti anni: aveva scoperto di essere affetto da leucemia dieci anni fa, ma fino alla fine non aveva mai abbandonato la parrocchia, né il paese di Montale a cui era legato da profondo affetto. Un sentimento forte lo legava al paese, ricambiato dagli abitanti e anche dall'amministrazione che nel 2007, per il 50º anniversario della sua ordinazione, lo aveva insignito del riconoscimento di cittadino benemerito.
«Il gesto di don Sergio - spiega il sindaco di Montale Piero Razzoli - è eccezionale perché mette al primo posto l'impegno verso i più poveri, senza distinzioni di alcun genere».
La notizia della donazione è stata comunicata al Comune attraverso un atto notarile pochi giorni fa. E nell'ordine del giorno del consiglio comunale di ieri sera era infatti prevista la votazione per l'adozione ufficiale della somma attraverso una modifica al bilancio. «I soldi - continua il sindaco - saranno probabilmente messi a disposizione dei servizi sociali».
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