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Barba e capelli? Aspetto il 27

Francesco Albonetti
Barba e capelli? Aspetto il 27

Con la crisi si va dal parrucchiere dopo aver riscosso

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PISTOIA. I colpi di forbici della crisi si abbattono anche su parrucchieri e saloni di bellezza. Non tanto per un calo del numero dei clienti, a sentire dagli artigiani del settore, ma per le mutate abitudini. Le sedute dal barbiere o dalla parrucchiera per il colore e la messa in piega, si concentranono maggiormente intorno alle date degli stipendi, il 10 e il 27 del mese. Oppure avvengono in modo improvvisato, istintivo secondo come ci si alza la mattina e meno abitudinario. «Sicuramente un calo c’è - lamenta Vincenzo Gaetano dal suo negozio di parrucchiere in via Curtatone e Montanara - c’è meno continuità nell’afflusso dei clienti. Chiaramente ci sono meno soldi in giro e se uno deve tagliare su qualche spesa, preferisce farlo nela cura dell’estetica che per le necessità vitali. C’è anche da dire che, al di là della crisi, negli ultimi anni sono proprio cambiate le abitudini. Una volta il barbiere, che poi oggi è una figura scomparsa perché la barba se la fanno tutti a casa, era un centro di ritrovo, un luogo di socialità e cultura.

Oggi ci sono saloni di bellezza unisex che sembrano discoteche, ma non è rimasto nulla del clima di prima». Piero Peluso, titolare del Fashion Coiffeur di via Can Bianco, è appena più ottimista: «Non mi lamento troppo del numero delle clienti, ma fatto che hanno cambiato le abitudini. Vengono per istinto: una mattina si alzano e decidono di andare dal parrucchiere. Prima invece lo segnavano sul calendario, c’era il giorno fisso, il martedì perché viene dopo il giorno di chiusura e il sabato per farsi belle. Noi ci adeguiamo: prima i clienti si adeguavano ai parrucchieri, oggi è il contrario». Ma c’è anche chi, come Alessandra Radice, titolare del Coiffer Alessandra di via Bozzi, non vuole neanche sentir parlare di crisi: «Da me non ho sentito la crisi, semmai un cambiamento di abitudini. Le clienti vengono più concentrate nei periodi in cui arrivano gli stipendi. Però le cose vanno bene: dipende da noi, se si ha voglia di fare la crisi non c’è. Semmai si spende per la chirurgia estetica e poco per le cose utili». A notare i picchi di clientela in corrispondenza degli stipendi e delle pensioni è anche Stelvio Spampani, titolare del negozio “Barba e capelli” di viale Adua «Vengono in massa quando arrivano i soldi, poi ci sono degli stacchi, dei giorni in cui non si vede quasi nessuno.

Dobbiamo dire che noi siamo una categoria privilegiata rispetto ad altri, in quanto finché la gente nasce coi capelli che crescono e devono essere sistemati, una gran crisi non ci sarà mai. Devo dire che qui a Pistoia ci sono troppi parrucchieri unisex e quelli da uomo sono rimasti pochi. Anch’io venivo da un salone unisex, ma due anni fa ho deciso di aprire questo negozio specializzato per uomo e devo dire che ho azzeccato in pieno la scelta». «Gli uomini - prosegue il parrucchiere di viale Adua - provano imbarazzo a farsi i capelli dove ci sono anche le donne, mentre per il gentile sesso le cose vanno diversamente, sono più disinvolte. E’ la stessa cosa che noto osservando il sexy shop qui di fronte: quando entrano gli uomini sembra che vadano a fare una rapina, le donne invece entrano senza problemi, come se andassero al supermercato».

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