Sicurezza
Fondazione più povera: - 12 milioni
Fabio Calamati
Colpa del crollo dei valori di Borsa. E il 2009 sarà un “anno orribile”
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PISTOIA. Il 2008 è stato un anno difficile per la Fondazione Cassa di risparmio, a causa della crisi economica mondiale. E il 2009 sarà ancora peggio: un vero “annus horribilis”, un anno orribile, ha ammesso il presidente della Fondazione Ivano Paci, relazionando ieri davanti a soci, autorità e cittadini riuniti ad ascoltarlo nell’aula magna del seminario. Intanto il 2008, di cui ieri Paci ha fornito il consuntivo. Anno pesante soprattutto per la crisi finanziaria internazionale. Nei forzieri della Fondazione - ha spiegato Paci - non c’erano titoli tossici, obbligazioni della Lehman Brothers o altre cose del genere. Ma il crollo dei valori delle azioni in Borsa non poteva non far sentire il suo effetto sul patrimonio della Fondazione, che ovviamente è largamente investito in titoli. Alla fine, il conto è stato negativo per 11,9 milioni di euro. Se a questo si aggiungono gli esborsi per questioni fiscali che hanno pesato per 1,7 milioni e altri accantonamenti, ecco che i proventi lordi da record - 29 milioni - portati a casa dalla Fondazione nel 2008 si sono ridotti a 16 milioni.
Comunque, grazie anche agli accantonamenti prudenziali degli anni scorsi, la Fondazione ce l’ha fatta a varare 230 nuovi progetti (185 di terzi e 45 propri della Fondazione) e a continuare finanziamenti già intrapresi per un totale di 28,8 milioni, soprattutto nei settori dell’assistenza sociale, dell’edilizia e delle attività culturali. Impossibile fare tutto l’elenco: Paci ha comunque ricordato il sostegno ai progetti di assistenza sociale della Caritas e della Provincia, alla rete del microcredito, i fondi per l’edilizia sociale, l’impegno per restauri come quello della Fortezza Santa Barbara (progetto fermo), della Madonna dell’Umiltà (la Fondazione ha mantenuto l’impegno, mentre i fondi del Ministero sono stati tagliati), del Palazzo De Rossi (sede della Fondazione: i lavori di restauro sono stati aggiudicati alla ditta Zetagi e partiranno a giorni). E per il 2009? Le risorse a disposizione della Fondazione subiranno una secca riduzione, soprattutto perché - come era emerso già a novembre - quest’anno Intesa Sanpaolo non distribuirà dividendi.
E la Fondazione, la cui proprietà più rilevante sono proprio 36,4 milioni di azioni del colosso bancario del nord, perderà qualcosa come 13-14 milioni di euro. Se ci si aggiunge l’andamento della Caripit peggiore nel 2008 che nel 2007, più altre svalutazioni, ecco delineato l’“annus horribilis”. Tanto che Ivano Paci aveva proposto - lo ha rivelato lui stesso - di non prevedere, per il bando 2009, la possibilità di finanziare restauri e interventi d’arte. Gli altri consiglieri lo hanno messo in minoranza, ma è certo che la Fondazione, nell’esaminare le richieste del bando 2009 (aperto ufficialmente da ieri) darà la precedenza agli interventi sociali, agli aiuti al volontariato, all’edilizia per i meno abbienti. «Meno pubblicazioni, meno celebrazioni - ha sottolineato Paci - e anche meno restauri nel 2009. Riceverete anche qualche no in più. Ma daremo la precedenza ai bisogni reali del territorio».
Comunque, grazie anche agli accantonamenti prudenziali degli anni scorsi, la Fondazione ce l’ha fatta a varare 230 nuovi progetti (185 di terzi e 45 propri della Fondazione) e a continuare finanziamenti già intrapresi per un totale di 28,8 milioni, soprattutto nei settori dell’assistenza sociale, dell’edilizia e delle attività culturali. Impossibile fare tutto l’elenco: Paci ha comunque ricordato il sostegno ai progetti di assistenza sociale della Caritas e della Provincia, alla rete del microcredito, i fondi per l’edilizia sociale, l’impegno per restauri come quello della Fortezza Santa Barbara (progetto fermo), della Madonna dell’Umiltà (la Fondazione ha mantenuto l’impegno, mentre i fondi del Ministero sono stati tagliati), del Palazzo De Rossi (sede della Fondazione: i lavori di restauro sono stati aggiudicati alla ditta Zetagi e partiranno a giorni). E per il 2009? Le risorse a disposizione della Fondazione subiranno una secca riduzione, soprattutto perché - come era emerso già a novembre - quest’anno Intesa Sanpaolo non distribuirà dividendi.
E la Fondazione, la cui proprietà più rilevante sono proprio 36,4 milioni di azioni del colosso bancario del nord, perderà qualcosa come 13-14 milioni di euro. Se ci si aggiunge l’andamento della Caripit peggiore nel 2008 che nel 2007, più altre svalutazioni, ecco delineato l’“annus horribilis”. Tanto che Ivano Paci aveva proposto - lo ha rivelato lui stesso - di non prevedere, per il bando 2009, la possibilità di finanziare restauri e interventi d’arte. Gli altri consiglieri lo hanno messo in minoranza, ma è certo che la Fondazione, nell’esaminare le richieste del bando 2009 (aperto ufficialmente da ieri) darà la precedenza agli interventi sociali, agli aiuti al volontariato, all’edilizia per i meno abbienti. «Meno pubblicazioni, meno celebrazioni - ha sottolineato Paci - e anche meno restauri nel 2009. Riceverete anche qualche no in più. Ma daremo la precedenza ai bisogni reali del territorio».
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