Il Tirreno

Pistoia

Scuola: cancellati 90 posti di lavoro

Anna Cecchini
Scuola: cancellati 90 posti di lavoro

Troppi alunni con pochi insegnanti, problemi anche per le supplenze. L’assessore Roccella: «E’ una scuola in cui la formazione passa in secondo piano».

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PISTOIA. Tagliati quasi 100 posti di lavoro nelle scuole di ogni ordine e grado presenti in tutta la provincia. Praticamente è come se chiudesse un’azienda di medie dimensioni, solo che a risentirne non saranno soltanto i cento insegnanti che perdono occupazione e stipendio, ma anche gli alunni. Visto che la falce della riforma Gelmini sulle scuole implicherà, a Pistoia come nel resto d’Italia, un calo nella qualità della didattica e difficolta di nominare insegnanti supplenti anche per periodi temporanei.

A dare l’allarme sui tagli ai danni dell’organico scolastico pistoiese sono Provincia, Comuni, Cgil, Cisl e Uil scuola, ma anche le associazioni dei genitori e quella nazionale dei dirigenti scolastici, che si sono riuniti in un gruppo di monitoraggio per tamponare gli effetti negativi che la Finanziaria 2009 avrà sull’istruzione pubblica. I numeri che il ministero ha ufficializzato all’Ufficio scolastico provinciale (l’ex Provveditorato agli studi) sono preoccupanti, perchè confermano un taglio certo di 90 posti di lavoro tra i docenti, concentrato nelle scuole elementari e medie. «Il prossimo anno gli alunni delle elementari saranno 11mila 736 - dice Anna Maria Giusti, direttore dell’area socio-amministrativa dell’Ufficio scolastico pistoiese -, cifra invariata rispetto a quest’anno. Il problema è che da 971 insegnanti attuali si passerà a 932».

Stesso discorso anche alle scuole medie, dove il numero di alunni rimarrà sostanzialmente invariato rispetto a quest’anno (7mila 527), ma invece saranno depennate 50 cattedre. «Si passerà da 620 professori - prosegue Giusti - a 570, anche perchè, sulla base dei scelte fatte dallle famiglie, saranno formate 13 classi in meno a tempo prolungato. Ciò implica la perdita di 13 posti di lavoro». Situazione difficile anche nelle scuole materne a gestione statale, per cui è stato riconfermato il numero dei docenti, ma invece sembra sia già stato negato l’incremento di organico che gli anni passati veniva concesso all’inizio della scuola per accogliere i molti bambini in lista di attesa. «Il personale rimane bloccato - spiega Giusti - a 391 unità, ma sappiamo già che ci sono 200 famiglie che aspettano di poter iscrivere i figli alle materne statali». Se la situazione non si sbloccherà, queste famiglie dovranno rivolgersi a strutture private, visto che anche gli asili comunali sono stracolmi.

«I posti tagliati in verità erano supplenze annuali, cioè cattedre di insegnamento - dice Giovanna Roccella, assessore provinciale all’istruzione - che non sono confermate. Problemi ci saranno anche per le supplenze temporanee, visto che l’insegnante alternativo viene nominato dopo 15 giorni, intere classi saranno affidate ad altri docenti, magari per periodi lunghi».

Vista la gravità della situazione, che potrebbe peggiorare con la possibile perdita di 70 posti di lavoro anche nel personale tecnico e amministrativo, il gruppo di monitoraggio capitanato dalla Provincia di Pistoia porterà avanti una serie di iniziative per recuperare almeno una parte dei posti in organico. «Abbiamo già avuto un incontro con il Prefetto, ma ne chiediamo un altro - conclude l’assessore Roccella - per provare a incrementare i docenti a settembre, quando avremo l’organico di fatto. Questi tagli sono negativi perchè si fa solo una “scuola del banco” e non si punta su formazione e approfondimento».

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