Attenzione
pistoia
In consiglio il dramma dei cassintegrati
Tiziana Gori
Assemblea straordinaria coi lavoratori di Radici, Toscoligure e Mas
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PISTOIA. «Chiediamo che venga salvaguardato il nostro diritto al lavoro». L’appello che i rappresentanti dei lavoratori di Radicifil, Breda, Mas e Toscoligure rivolgono alle istituzioni è accorato e dignitoso. Per discutere della grave crisi che vede coinvolte le più importanti aziende del territorio pistoiese si è svolto ieri pomeriggio un consiglio comunale straordinario aperto al pubblico. Oltre cento i lavoratori presenti, tutti precipitati nel baratro dell’incertezza per il proprio futuro professionale. In difficoltà e con un grosso punto interrogativo per le decisioni del gruppo sullo stabilimento di Pistoia gli operai Ansaldo Breda, in cassa integrazione a zero ore i 137 dipendenti della Radicifil di Ponte alla Pergola e i 43 della Toscoligure (nata nel 2008 dalle ceneri della storica lavanderia industriale Bellucci) di Sant’Agostino. Dalla fine di ottobre del 2008 sono in cassa integrazione ordinaria anche i 120 dipendenti della Mas di Bottegone. «Pistoia - ricorda Paolo Pagnini, l’operaio della Radicifil che ha parlato a nome dei colleghi nell’intervento in consiglio - ha una presenza industriale medio-piccola, tranne alcuni casi come Breda, Radicifil e Mas che, insieme al proprio indotto, garantiscono al territorio un buon livello occupazionale.
Se questo venisse a mancare tutta la realtà occupazionale ne sarebbe impoverita». I lavoratori Radicifil hanno acquisito una professionalità specifica sulla produzione delle fibre sintetiche. «È praticamente impossibile una nostra ricollocazione in un altro ambito lavorativo». Gli operai hanno il sospetto «che dopo aver ottenuto dalle istituzioni tutte le facilitazioni possibili per creare l’insediamento produttivo - che ha maturato negli anni forti utili -, l’azienda voglia trasferire l’esperienza e la qualità acquisita in altre sedi. La nostra priorità, adesso, è riprendere l’attività industriale e trovare le condizioni per continuare a lavorare a Pistoia». «Non è possibile - gli fa eco Franco Guastini, Rsu Breda - che questi grossi gruppi vengano a Pistoia prendendo contributi e spazi pubblici e, dopo averne tratto profitto, se ne vadano lasciando nel dramma centinaia di famiglie. È necessario un intervento delle istituzioni. Le imprese hanno delle responsabilità sociali di cui dovrebbero rispondere». Solidarietà e vicinanza ai colleghi della Radicifil anche dai lavoratori della Mas. «Dall’ottobre del 2008 - ricorda Alessio Rossi, rappresentante sindacale - i dipendenti Mas sono in cassa integrazione.
La collaborazione con la società è egregia, ma siamo in balìa della crisi e di istituti di credito senza scrupoli». Altro dramma occupazionale, quello della Toscoligure. «Il 31 gennaio 2008 - spiega Koren Corsini, dipendente della Toscoligure - è cessato il contratto che avevamo con l’ospedale del Ceppo. Poi si è interrotta la commessa con la So.Ge.Si di Perugia e noi dipendenti (in maggioranza si tratta di donne), ci siamo trovate in cassa integrazione. Ci auguriamo che le istituzioni, e anche l’azienda Usl, tengano nella dovuta attenzione la nostra situazione». Sia maggioranza che opposizione hanno presentato una mozione sul grave momento dell’economia pistoiese. «Chiediamo - sostiene Alessandro Capecchi, capogruppo del Pdl - al sindaco, nostro tramite ufficiale, di attivarsi presso la giunta regionale e il governo». Capecchi auspica che vengano previsti nuovi insediamenti produttivi nel nuovo regolamento urbanistico. Positiva, in tal senso, la risposta, di Luciano Mazzieri, capogruppo del Pd. «Intendiamo agevolare la realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.
Crediamo sia importante anche l’apporto che potrà dare l’unità di crisi appena istituita con la Provincia, e ricordiamo che nel bilancio di previsione il Comune ha istituito un fondo di solidarietà di 100mila euro per far fronte alla crisi occupazionale. C’impegneremo con il sindaco e la giunta perché intervengano a tutti i livelli istituzionali. La giunta regionale e il governo devono fare il possibile per questi lavoratori».
Se questo venisse a mancare tutta la realtà occupazionale ne sarebbe impoverita». I lavoratori Radicifil hanno acquisito una professionalità specifica sulla produzione delle fibre sintetiche. «È praticamente impossibile una nostra ricollocazione in un altro ambito lavorativo». Gli operai hanno il sospetto «che dopo aver ottenuto dalle istituzioni tutte le facilitazioni possibili per creare l’insediamento produttivo - che ha maturato negli anni forti utili -, l’azienda voglia trasferire l’esperienza e la qualità acquisita in altre sedi. La nostra priorità, adesso, è riprendere l’attività industriale e trovare le condizioni per continuare a lavorare a Pistoia». «Non è possibile - gli fa eco Franco Guastini, Rsu Breda - che questi grossi gruppi vengano a Pistoia prendendo contributi e spazi pubblici e, dopo averne tratto profitto, se ne vadano lasciando nel dramma centinaia di famiglie. È necessario un intervento delle istituzioni. Le imprese hanno delle responsabilità sociali di cui dovrebbero rispondere». Solidarietà e vicinanza ai colleghi della Radicifil anche dai lavoratori della Mas. «Dall’ottobre del 2008 - ricorda Alessio Rossi, rappresentante sindacale - i dipendenti Mas sono in cassa integrazione.
La collaborazione con la società è egregia, ma siamo in balìa della crisi e di istituti di credito senza scrupoli». Altro dramma occupazionale, quello della Toscoligure. «Il 31 gennaio 2008 - spiega Koren Corsini, dipendente della Toscoligure - è cessato il contratto che avevamo con l’ospedale del Ceppo. Poi si è interrotta la commessa con la So.Ge.Si di Perugia e noi dipendenti (in maggioranza si tratta di donne), ci siamo trovate in cassa integrazione. Ci auguriamo che le istituzioni, e anche l’azienda Usl, tengano nella dovuta attenzione la nostra situazione». Sia maggioranza che opposizione hanno presentato una mozione sul grave momento dell’economia pistoiese. «Chiediamo - sostiene Alessandro Capecchi, capogruppo del Pdl - al sindaco, nostro tramite ufficiale, di attivarsi presso la giunta regionale e il governo». Capecchi auspica che vengano previsti nuovi insediamenti produttivi nel nuovo regolamento urbanistico. Positiva, in tal senso, la risposta, di Luciano Mazzieri, capogruppo del Pd. «Intendiamo agevolare la realizzazione di nuovi insediamenti produttivi.
Crediamo sia importante anche l’apporto che potrà dare l’unità di crisi appena istituita con la Provincia, e ricordiamo che nel bilancio di previsione il Comune ha istituito un fondo di solidarietà di 100mila euro per far fronte alla crisi occupazionale. C’impegneremo con il sindaco e la giunta perché intervengano a tutti i livelli istituzionali. La giunta regionale e il governo devono fare il possibile per questi lavoratori».
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