Il dolore
pistoia
Da 14 anni protestano per il servizio bus
I pendolari: «Che idea sciagurata quella di smantellare la sede Lazzi»
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PISTOIA. I pendolari delle autolinee da Pistoia per Firenze e viceversa, detengono un record di cui farebbero volentieri a meno: quello della protesta che dura da più tempo. Esattamente 14 anni, da quando fu smantellata la sede Lazzi di Pistoia, unica fra quelle toscane. Da allora sono iniziati una serie di disservizi mai risolti, nonostante ripetuti solleciti alle amministrazioni locali, alla Regione, ai parlamentari di riferimento. L’anno scorso i pendolari raccolsero 157 firme. Ora, delusi delle mancate risposte, tornano alla carica, intestando la protesta al Pdl regionale per confidare nella maggiore vicinanza al governo. Nella loro lettera i pendolari parlano di una «miope e sciagurata decisione» assunta all’epoca dai vertici pistoiesi dell’allora Pci che, «senza preoccuparsi minimamente delle vere esigenze degli utenti pendolari, pensarono bene di smantellare l’intera struttura Lazzi a Pistoia, a comunciare dalla sede posta in via Gobetti, per portare avanti un progetto di collegamento Pistoia-Firenze basato solo sul treno e comunque annullando, di fatto, il servizio automobilistico via autostrada».
Sbagliato, dicono i viaggiatori, pensare che il treno risolva sempre e comunque i problemi di mobilità, «specie quando si tratti di organizzare collegamenti con una città come Firenze che non è certamente un piccolo paese con una sola strada centrale e che si possa servire con un’unica tipologia di trasporto pubblico». In particolare, la zona per nulla servita dal treno è quella fra Peretola e Novoli, in cui molti pistoiesi hanno la propria sede di lavoro. Senza dimenticare che lo stesso discorso potrebbe essere fatto ai pratesi, lucchesi e montecatinesi, che invece usufruiscono di un servizio molto migliore. «Nel nostro caso - prosegue la protesta - il treno non ha mai garantito né garantisce al momento attuale la stessa puntualità ed efficienza del servizio lazzi e soprattutto non può garantire, né mai lo farà, il servizio capillare di fermate in un arco territoriale che va da Peretola fino alla stazione di Santa Maria Novella, passando per tutta l’area posta in prossimità degli uffici regionale di Novoli e più indirettamente del nuovo polo universitario». I pendolari hanno fatto anche qualche conto: col treno, occorre un’ora e trenta fra uscita dal lavoro, tempi di attesa, percorrenza del tratto urbano ecc., per coprire i 30 chilometri fra Firenze Rifredi e Pistoia.
Con la Lazzi, bastano 45 minuti. La richiesta è quella di fornire ai pistoiesi almeno due corse Lazzi pomeridiane da Firenze per Pistoia, per averne almeno cinque fra le 14,15 e le 18 o le 19. Da segnalare che due delle corse mattutine Firenze-Pistoia (10,50 e 11,50) sono quasi sempre semivuote: nell’arco fra le 14 e le 19, Prato è servita da 30 corse della Cap. L’anno scorso, dopo la petizione, la Regione rispose ai pendolari confermando l’ormai storica preferenza per il treno, il cui servizio è migliorato con la partenza di Memorario nel dicembre 2006. L’offerta dei treni Firenze-Pistoia, dice la direzione generale delle poltiche territoriali e ambientali della Regione, è salita a 44 corse giornaliere, mentre fra Pistoia e Firenze ce ne sono 46.
Sbagliato, dicono i viaggiatori, pensare che il treno risolva sempre e comunque i problemi di mobilità, «specie quando si tratti di organizzare collegamenti con una città come Firenze che non è certamente un piccolo paese con una sola strada centrale e che si possa servire con un’unica tipologia di trasporto pubblico». In particolare, la zona per nulla servita dal treno è quella fra Peretola e Novoli, in cui molti pistoiesi hanno la propria sede di lavoro. Senza dimenticare che lo stesso discorso potrebbe essere fatto ai pratesi, lucchesi e montecatinesi, che invece usufruiscono di un servizio molto migliore. «Nel nostro caso - prosegue la protesta - il treno non ha mai garantito né garantisce al momento attuale la stessa puntualità ed efficienza del servizio lazzi e soprattutto non può garantire, né mai lo farà, il servizio capillare di fermate in un arco territoriale che va da Peretola fino alla stazione di Santa Maria Novella, passando per tutta l’area posta in prossimità degli uffici regionale di Novoli e più indirettamente del nuovo polo universitario». I pendolari hanno fatto anche qualche conto: col treno, occorre un’ora e trenta fra uscita dal lavoro, tempi di attesa, percorrenza del tratto urbano ecc., per coprire i 30 chilometri fra Firenze Rifredi e Pistoia.
Con la Lazzi, bastano 45 minuti. La richiesta è quella di fornire ai pistoiesi almeno due corse Lazzi pomeridiane da Firenze per Pistoia, per averne almeno cinque fra le 14,15 e le 18 o le 19. Da segnalare che due delle corse mattutine Firenze-Pistoia (10,50 e 11,50) sono quasi sempre semivuote: nell’arco fra le 14 e le 19, Prato è servita da 30 corse della Cap. L’anno scorso, dopo la petizione, la Regione rispose ai pendolari confermando l’ormai storica preferenza per il treno, il cui servizio è migliorato con la partenza di Memorario nel dicembre 2006. L’offerta dei treni Firenze-Pistoia, dice la direzione generale delle poltiche territoriali e ambientali della Regione, è salita a 44 corse giornaliere, mentre fra Pistoia e Firenze ce ne sono 46.
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