Il dolore
Arrestate al Ceppo le due donne senza casa
L'accusa: hanno cercato di sottrarre la pistola a un vigilante durante una lite
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PISTOIA. Questa volta è arrivata in forze la polizia, all’ultimo piano del nuovo blocco del Ceppo, dove da mesi vivono madre e figlia senza casa. Durante l’ennesimo litigio con il personale dell’ospedale e con una guardia giurata chiamata dagli infermieri, le due donne - secondo le testimonianze raccolte - hanno cercato di sottrarre la pistola dalla fondina del vigilante, che sarebbe stato anche aggredito. Pochi istanti carichi di tensione e di paura, che però si sono risolti senza nessuna grave conseguenza. Ma che sono stati sufficienti a chiamare la polizia sul posto. Alla fine le due donne sono state arrestate per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Oggi, con ogni probabilità, saranno giudicate con rito direttissimo. Ines Munda e la figlia Deborah, 30 anni, sono due volti noti ai pistoiesi, che quest’inverno le hanno viste per lunghe settimane accampate sotto il porticato di Palazzo di Giano, chiedendo una casa e un lavoro. Milanesi, da 10 anni sono senza casa, da quando il marito di Ines è morto lasciandole senza un tetto.
Una vita, la loro, fatta di espedienti e soluzioni provvisorie, di emergenza in emergenza. In realtà un posto dove vivere l’hanno trovato: il pianerottolo sopra il reparto di chirurgia e urologia, nella parte nuova dell’ospedale, dove si sono costruite un rifugio fatto di cartoni, sacchi della spazzatura, coperte e cuscini. Ma la convivenza con i reparti ospedalieri, all’inizio tutto sommato tranquilla, è rapidamente peggiorata dopo che le due donne hanno ricevuto, il 14 febbraio scorso, un foglio di via. Secondo il personale del Ceppo il loro atteggiamento si è fatto prepotente e più volte hanno litigato con gli infermieri e anche con qualcuno dei familiari dei ricoverati. È la stessa scena che si è ripetuta anche ieri pomeriggio, secondo le prime ricostruzioni. Le due donne sono entrate nel reparto di urologia per chiedere dei cuscini, di qui ha preso il via una discussione piuttosto animata, per interrompere la quale è stato chiamato in causa una delle guardie giurate in servizio all’ospedale del Ceppo. Il suo intervento, in realtà, ha reso ancora più “calda” la situazione, fino all’episodio della tentata sottrazione della pistola. A quel punto sono stati chiamati i poliziotti, che sono arrivati nel giro di pochi minuti ed hanno provveduto a raffreddare gli animi.
Secondo le due donne, l’episodio sarebbe stato di segno opposto: sarebbero state loro ad essere aggredite e minacciate. La guardia giurata, ad ogni modo, attorno alle 20 era al pronto soccorso in attesa di essere visitata. Alla stessa ora è arrivata anche la direttrice del Ceppo, Cinzia Lupi, che proprio l’altro ieri era stata aggredita dalle due donne al culmine di una discussione (secondo madre e figlia, ovviamente, le aggredite sarebbero state loro). Ai poliziotti ha spiegato di aver presentato da febbraio diverse denunce sulla presenza indebita delle due senza casa nel reparto dell’ospedale. E in serata si è appreso che le due donne sono state arrestate per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Hanno passato la notte in guardina e oggi, con ogni probabilità, subiranno un giudizio per direttissima.
Una vita, la loro, fatta di espedienti e soluzioni provvisorie, di emergenza in emergenza. In realtà un posto dove vivere l’hanno trovato: il pianerottolo sopra il reparto di chirurgia e urologia, nella parte nuova dell’ospedale, dove si sono costruite un rifugio fatto di cartoni, sacchi della spazzatura, coperte e cuscini. Ma la convivenza con i reparti ospedalieri, all’inizio tutto sommato tranquilla, è rapidamente peggiorata dopo che le due donne hanno ricevuto, il 14 febbraio scorso, un foglio di via. Secondo il personale del Ceppo il loro atteggiamento si è fatto prepotente e più volte hanno litigato con gli infermieri e anche con qualcuno dei familiari dei ricoverati. È la stessa scena che si è ripetuta anche ieri pomeriggio, secondo le prime ricostruzioni. Le due donne sono entrate nel reparto di urologia per chiedere dei cuscini, di qui ha preso il via una discussione piuttosto animata, per interrompere la quale è stato chiamato in causa una delle guardie giurate in servizio all’ospedale del Ceppo. Il suo intervento, in realtà, ha reso ancora più “calda” la situazione, fino all’episodio della tentata sottrazione della pistola. A quel punto sono stati chiamati i poliziotti, che sono arrivati nel giro di pochi minuti ed hanno provveduto a raffreddare gli animi.
Secondo le due donne, l’episodio sarebbe stato di segno opposto: sarebbero state loro ad essere aggredite e minacciate. La guardia giurata, ad ogni modo, attorno alle 20 era al pronto soccorso in attesa di essere visitata. Alla stessa ora è arrivata anche la direttrice del Ceppo, Cinzia Lupi, che proprio l’altro ieri era stata aggredita dalle due donne al culmine di una discussione (secondo madre e figlia, ovviamente, le aggredite sarebbero state loro). Ai poliziotti ha spiegato di aver presentato da febbraio diverse denunce sulla presenza indebita delle due senza casa nel reparto dell’ospedale. E in serata si è appreso che le due donne sono state arrestate per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Hanno passato la notte in guardina e oggi, con ogni probabilità, subiranno un giudizio per direttissima.
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