Il dolore
No al Luna park, rivolta in via Gabelli
Fabio Calamati
Oltre un'ora di teso faccia a faccia tra assessori e residenti
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PISTOIA. È stata particolarmente tempestoso, ieri mattina, il sopralluogo degli assessori Silvia Ginanni e Barbara Lucchesi in via Gabelli, a Sant’Agostino, dove dovrebbe piantare le tende, all’inizio di luglio, il Luna park. I due amministratori si sono trovate di fronte una trentina di residenti inferociti, quasi tutti rigidamente contrari all’arrivo del Luna park. Ginanni e Lucchesi hanno parlato per oltre un’ora con i residenti, cercando inutilmente di convincerli. L’unico risultato concreto della visita è stato l’accordo su un nuovo incontro, che si dovrebbe svolgere oggi all’assessorato all’urbanistica. Ma a giudicare dalle urla di ieri, pare ci sia ben poco spazio per un’intesa. Il Luna park dovrebbe trasferirsi in via Gabelli perché la tradizionale sede al Campo di volo va lasciata libera per consentire i primi carotaggi al terreno, in vista dell’apertura del cantiere per il nuovo ospedale. La sede provvisoria (si dice per i prossimi tre anni, poi si vedrà) del Luna park è stata individuata dall’amministrazione in un terreno di proprietà comunale in via Gabelli, fino a poco tempo fa concesso alla ditta Salvestrini come parcheggio auto. Ora il terreno è libero. Nel piano regolatore è previsto come verde attrezzato, anche se il Comune vuol modificare la destinazione di una parte, trasformandola in industriale per venderla.
Gli abitanti, come detto, sono però quasi tutti fieramente contrari all’arrivo delle giostre. Ci sono problemi di inquinamento acustico - dicono - perché ci sono case già a una ventina di metri di distanza. Poi le tante auto che il Luna park porta con sè toglieranno posto ai residenti e a chi lavora nella zona. Infine c’è preoccupazione perché il Luna park - dicono gli abitanti - porta con sé anche gente incline alla rissa, ai vandalismi e cose del genere. Il tutto viene poi inserito in una storia decennale di promesse da parte del Comune di trasformare l’area in un parco, promesse fatte - secondo gli abitanti - e mai mantenute. Infine c’è il modo di procedere dell’amministrazione, che ha fatto infuriare tutti. Gli abitanti dicono di non essere stati informati in modo tempestivo dal Comune e di aver scoperto la decisione di spostare in Luna park solo quando hanno visto gli operai al lavoro per preparare l’area. Ginanni e Lucchesi si sono sentite ripetere queste cose per tutta la mattina. L’unica crepa tra i residenti riguarda il da farsi: ci sono quelli intenzionati a non cedere di un millimetro (e a occhio sembrano la maggioranza) e quelli più disposti al compromesso.
Della serie il Luna park va bene, magari solo due anni, purché il Comune offra garanzie in caso di furti e altri disagi. Ma dall’altra parte si risponde parlando di ricorso al Tar e di occupazione a oltranza del terreno conteso. In serata l’ufficio stampa del Comune ha anche diffuso una nota in cui si ribadiscono alcuni punti. Il trasferimento del Luna park sarà temporaneo e non definitivo, non porterà con sé alcuno spostamento del campo nomadi del Brusigliano. Inoltre il Comune si è impegnato a rafforzare la sorveglianza durante lo svolgimento del Luna park. Infine nel comunicato viene ribadita la volontà di destinare a giardino pubblico una parte dell’area.
Gli abitanti, come detto, sono però quasi tutti fieramente contrari all’arrivo delle giostre. Ci sono problemi di inquinamento acustico - dicono - perché ci sono case già a una ventina di metri di distanza. Poi le tante auto che il Luna park porta con sè toglieranno posto ai residenti e a chi lavora nella zona. Infine c’è preoccupazione perché il Luna park - dicono gli abitanti - porta con sé anche gente incline alla rissa, ai vandalismi e cose del genere. Il tutto viene poi inserito in una storia decennale di promesse da parte del Comune di trasformare l’area in un parco, promesse fatte - secondo gli abitanti - e mai mantenute. Infine c’è il modo di procedere dell’amministrazione, che ha fatto infuriare tutti. Gli abitanti dicono di non essere stati informati in modo tempestivo dal Comune e di aver scoperto la decisione di spostare in Luna park solo quando hanno visto gli operai al lavoro per preparare l’area. Ginanni e Lucchesi si sono sentite ripetere queste cose per tutta la mattina. L’unica crepa tra i residenti riguarda il da farsi: ci sono quelli intenzionati a non cedere di un millimetro (e a occhio sembrano la maggioranza) e quelli più disposti al compromesso.
Della serie il Luna park va bene, magari solo due anni, purché il Comune offra garanzie in caso di furti e altri disagi. Ma dall’altra parte si risponde parlando di ricorso al Tar e di occupazione a oltranza del terreno conteso. In serata l’ufficio stampa del Comune ha anche diffuso una nota in cui si ribadiscono alcuni punti. Il trasferimento del Luna park sarà temporaneo e non definitivo, non porterà con sé alcuno spostamento del campo nomadi del Brusigliano. Inoltre il Comune si è impegnato a rafforzare la sorveglianza durante lo svolgimento del Luna park. Infine nel comunicato viene ribadita la volontà di destinare a giardino pubblico una parte dell’area.
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