Il Tirreno

Pistoia

LA RICERCA

Censiti i negozi storici della città

Censiti i negozi storici della città

Quanti sono i negozi storici? I ricercatori ne hanno ritrovati 227 e per 39 di loro sono state curate delle schede dettagliate che ora compaiono nella pubblicazione "I Luoghi del commercio a Pistoia", con sottotitolo chiarificatore "Materiali per un primo censimento delle botteghe e dei mercati storici e di tradizione", a cura dei ricercatori Chelucci e Ottanelli. Un'indagine che mostra quanti spazi e luoghi del commercio e dell'artigianato, strettamente connessi alla tradizione, sono ancora presenti e vivi nel sentire comune dei cittadini

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PISTOIA. Se le città nuove si alimentano di speranze, quelle storiche si nutrono di certezze che non sono solo grandi monumenti e palazzi. La certezza della storia deriva anche da tutto un intreccio, correlazioni e scambi giorno per giorno, quotidiani acquisti e vendite che da decenni scandiscono la vita dei quartieri e delle loro comunità. Con questo convincimento, la Regione, nel 2006, aveva invitato il Centro commerciale naturale a ricercare quali botteghe e negozi meritassero i fregi della storicità.
Riconoscimento da estendere anche agli esercizi commerciali con età minore del fatidico mezzo secolo, ma comunque con meriti corrispondenti ed affini. Il tutto è stato quindi fatto proprio dall'assessorato allo sviluppo economico e turismo del Comune, con cui hanno collaborato sia la Confcommercio che la Confersercenti. Dato l'incarico di supervisori della ricerca ad Andrea Ottanelli, storico del commercio, ed a Gianluca Chelucci, studioso di storia locale, ecco censite 227 imprese, una mappatura preliminare dal quale lavoro, in particolare, sono state redatte 39 puntuali schede nell'apposita pubblicazione "I Luoghi del commercio a Pistoia", con sottotitolo chiarificatore "Materiali per un primo censimento delle botteghe e dei mercati storici e di tradizione", a cura dei medesimi Chelucci e Ottanelli.
Da subito, è apparso evidente il legame di così tanti spazi e luoghi del commercio e dell'artigianato, strettamente connessi alla tradizione, ed ancora presenti e vivi nel sentire comune dei cittadini. Il volume verrà presentato domani alle 16, nella Galleria Vittorio Emanuele di via Orafi. Presente il sindaco Berti, oltre ai curatori, interverranno Raffaele Melani della Regione ed i presidenti pistoiesi di Confcommercio e Confesercenti, Stefano Morandi e Maurizio Innocenti; l'assessore al commercio, Barbara Lucchesi, consegnerà diplomi ai titolari di botteghe storiche ed ai rappresentanti dei mercati storici pistoiesi.
Esaurite le canoniche introduzioni, il libro regala un glossario, tanto per distinguere un negozio storico da un negozio d'autore e spiegare gli ‘invarianti', dopo di che propone una mappa delle rintracciate 36 botteghe e dei 3 mercati storici, per fornire quindi un "Primo elenco di negozi e botteghe di attività storica, di tradizione e d'autore": meritevoli tutte di un'ancora di salvezza. Da aggiungere, di rigore, la felice presenza delle foto, con molti particolari a stabilire un colloquio serrato e confidenziale con il lettore.
«I negozi storici e di tradizione come beni culturali - sottolineano i due curatori - serve a dare indentità alla città, a richiamare il turismo e, non meno importante, a aumentare la qualità della vita per chi rimane dentro le mura, difesi dalla globalizzazione». Fondamentale carattere distintivo, per inserire botteghe e negozi nell'elenco speciale di siffatti beni, è la continuità d'impresa, insomma che ci siano i segni e il gusto del passato, nelle tipologie esterne o negli arredi o nella discendenza familiare dei conduttori. Attenzione anche per i negozi d'autore, progettati da architetti famosi ed a quelli neotradizionali; e pure per i vecchi chioschi, anch'essi tracce utili per una carta d'identità che dia a Pistoia una visibilità d'eccellenza.

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