Il Tirreno

Pistoia

Calano i reati, aumentano gli arresti

Fabio Calamati

Ma preoccupano i tanti immigrati che si danno al crimine

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PISTOIA. I reati diminuiscono, mentre crescono le persone arrestate e denunciate dalla polizia. Insomma, lo dicono le cifre: l’allarme criminalità che attraversa tutto il Paese, a Pistoia non ha motivo di attecchire più di tanto. Di qui il tono sostanzialmente ottimistico della relazione che il questore Domenico Gregori ha svolto in occasione della Festa della polizia, ieri mattina alla Fortezza Santa Barbara, davanti alle autorità civili, militari e religiose della provincia e agli studenti di Villaggio Belvedere e istituto Pacinotti. «Fortunatamente - ha detto Gregori - non esistono in provincia situazioni o fenomeni di ordine pubblico che spingano alla preoccupazione». Qualche dato. I reati complessivi commessi nel periodo dal 1º aprile 2007 al 31 marzo 2008 sono stati 14.133, dodici mesi fa nello stesso periodo si era arrivati a quota 14.689. La differenza in meno è 556 reati, pari al 3,7% del totale. Una flessione forse non grande, ma innegabile. La gran parte di questi reati sono furti (peraltro in diminuzione) e danneggiamenti alle cose (reato legato ai tentati furti, questo invece in aumento). Cifre rassicuranti anche per quanto riguarda altri ambiti criminali, come lo spaccio di droghe.

La provincia risulta essere sotto la media nazionale per questo tipo di fenomeno, nel 2007 si sono registrati un aumento dei sequestri (addirittura +864%) e delle denunce (+52%) mentre non c’è stata nessuna morte per abuso. Anche il fenomeno della prostituzione - secondo il questore - vive «esclusivamente negli spazi in cui il dovere di contrasto delle forze di polizia si arresta e si deve arrestare, di fronte alla verificata regolarità a tutto campo di chi la prostituzione la esercita». Insomma, la prostituzione non sta dilagando sulle strade della provincia, è confinata in ambiti ben precisi ed è comunque difficile da estirpare se le ragazze che si vendono hanno documenti in regola. Questo per quanto riguarda i reati. Ma i toni positivi della relazione di Gregori si basano anche sui numeri che mostrano in crescita il lavoro dei poliziotti. Negli archivi elettronici del Ministero dell’interno sono finite, nel 2007, 17.844 operazioni (vale a dire controlli effettuati da poliziotti), contro le 12.802 del 2006 e le 6.832 del 2005: un dato, quindi, triplicato in due anni. In aumento anche gli arresti (186, 32 in più del 2006) e le denunce (1.105, 191 in più).

Al di là delle cifre, Gregori ha ricordato anche alcune delle operazioni più brillanti: quella della sezione narcotici della squadra mobile, che ha smascherato una rete di 14 persone dedite allo spaccio di cocaina a Prato e Pistoia; l’arresto della banda di catanesi (5 malviventi) a poche ore di distanza dalla rapina a una banca di Bottegone, nel maggio scorso; l’operazione che ha portato all’arresto di nove cittadini di origine rumena ritenuti responsabili di un vasto giro di prostituzione a Pistoia e nel nord Italia; la rapida scoperta dell’omicida della ballerina lituana massacrata e nascosta in una valigia a Serravalle a febbraio. Insomma, un quadro idilliaco? No, la relazione di Gregori - pur senza alzare i toni - non nascondeva i problemi. Il primo indicato è la crescente presenza di immigrati, tra i quali chi è senza lavoro costituisce un ottimo terreno di coltura per la criminalità. Gli irregolari a Pistoia sono stimati in 10 ogni 1.000 abitanti, appena sotto la media nazionale. Le espulsioni sono state 360, molte meno delle 500 circa del 2006, ma il calo è dovuto soprattutto all’ingresso della Romania nell’Unione europea, fatto che ha escluso i rumeni dal provvedimento.

E proprio i rumeni sono in grande aumento (4.700 quelli regolari a marzo), ormai la seconda comunità straniera a Pistoia, dopo gli albanesi e prima dei marocchini. Poi c’è il grande problema della collaborazione con le altre forze di polizia. Gregori l’ha evocato ringraziando i vigili urbani per la collaborazione negli interventi sugli incidenti stradali, ma si capisce facilmente che la questura auspicherebbe un maggiore impegno del corpo di polizia municipale su questo fronte, che altrimenti finisce con il sottrarre poliziotti al lavoro di controllo e prevenzione della criminalità. Maggiore impegno di cui si sente il bisogno soprattutto di notte e nei fine settimana. Infine, nota dolente, la nuova questura. Gregori ha rimarcato, concludendo il suo intervento, che a Roma tutti i passi necessari per arrivare all’apertura del cantiere della nuova sede della polizia sono stati fatti. Ricordiamo che la nuova questura sorgerà all’ex Breda, in un edificio progettato dall’architetto Natalini che ospiterà anche la prefettura. L’ultimo passaggio è stato l’accordo economico per l’affitto tra il Ministero e la Coop Muratori, che realizzerà il palazzo. Ora «restano obbligati passaggi a livello locale» e l’auspicio è ovviamente di tempi brevi

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