Attenzione
Crollo verticale dei partiti di sinistra
Forte crescita del Partito democratico, in aumento anche il Pdl
5 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Il Partito democratico in provincia si avvicina alla soglia del 44% guadagnando (al Senato) 5,9 punti percentuali rispetto al 2006, avanza anche la Lista Di Pietro (0,8%); crollo verticale della Sinistra Arcobaleno che lascia sul campo 11 punti e mezzo percentuali. Più limitata la crescita del centro destra: il Pdl guadagna 2 punti, la Lega 1. L'Udc limita la sconfitta fermandosi ad un -1,6%. Più limitata l'affermazione del partito di Veltroni alla Camera (+1,7%), segno che il Pd ha intercettato solo in parte il voto dei giovani. Difficile a caldo capire com'è avvenuto lo spostamento dei voti anche se la sensazione è che anche in provincia il Pd abbia raccolto voti più alla sua sinistra che al centro.
E il crollo dei partiti della sinistra non sarà indolore. Qualche problema lo creerà, soprattutto in vista delle alleanze per le elezioni amministrative dell'anno prossimo quando i pistoiesi saranno chiamati ad eleggere il nuovo consiglio provinciale e alcuni importanti comuni come Agliana.
Pistoia. Nel comune capoluogo, il Partito democratico si avvicina alla metà dei suffragi totali (46,9% il risultato al Senato), facendo segnare una crescita del 6,3% rispetto alle politiche di due anni fa.
Sull'altro fronte cresce anche il Popolo della libertà, ma del 2,2%; se ci si aggiunge la Lega Nord si arriva al 3% in più, per un totale consensi che arriva al 34,4%. Insomma, la distanza tra le due principali formazioni della destra e della sinistra è cresciuta: dal 10% circa di due anni fa al 12,4% di ieri.
Detto così, sembrerebbe una buona notizia per il centrosinistra alla guida della città con Renzo Berti. Ma il dato più clamoroso uscito dalle urne pistoiesi è il crollo senza precedenti dei partiti di sinistra al di fuori del Pd: nel 2006 Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi avevano incassato il 17,9%, ieri si sono ridotti a un misero 5,2. E anche non contando il 2,2% dei Verdi nel 2006, rimane un'emorragia gravissima di consensi all'alleanza che governa Palazzo di Giano.
Il passaggio di voti dall'Arcobaleno al Pd, in nome del "voto utile", ha sicuramente pesato. Un'altra manciata di voti è emigrata sui simboli del Partito comunista e della Sinistra critica, ma resta almeno un 3-4% di perdita secca sulla quale gli strateghi del centrosinistra dovranno meditare.
Lido Scarpetti. Il primo a parlare è stato, ieri, il neodeputato (ex senatore) Lido Scarpetti, che continuerà a rappresentare Pistoia in Parlamento, ma stavolta lo farà sui banchi dell'opposizione. «Nonostante l'ottimo risultato a livello locale - afferma l'ex sindaco di Pistoia - importantissimo per le scadenze elettorali che ci attendono nel 2009, nel Paese emerge una chiara prevalenza della destra. Anche se la campagna elettorale condotta da Veltroni ha sortito effetti più che positivi, che si trattava di un'impresa difficilissima lo sapevamo. Come succede nelle democrazie moderne, la destra ha sfruttato il vantaggio di essersi contrapposta ad un governo che è durato solo due anni».
L'insuccesso de "La Sinistra l'Arcobaleno" Scarpetti lo spiega in due modi: «Da un lato - dice - ha prevalso il voto utile per il Pd, dall'altro ha pesato la disaffezione figlia dell'esperienza di governo». Secondo Scarpetti, comunque, per Berlusconi non sarà affatto facile governare. «La Lega - fa notare - esce molto rafforzata da queste elezioni e avrà un ruolo importante nella maggioranza e nel governo. Le posizioni che ha le conosciamo bene e conviverci sarà un grosso problema».
Gli altri. Tornando a Pistoia, male anche il Partito socialista, che passa dal 2,2% allo 0,9%, mentre la crescita del Pd non penalizza - anzi - l'Italia dei valori di Di Pietro, che incamera un punto percentuale in più rispetto a due anni fa.
Sul fronte opposto l'accoppiata Forza Italia-An, sotto l'insegna del Popolo della libertà, avanza di 2,2 punti percentuali, sottraendo probabilmente qualcosa all'Udc, che scende al 4,3, ma non alla Lega che arriva quasi a sfiorare il 2%.
Ottimo, infine, il risultato della Destra, che arriva al 2,3%.
La Piana. Quello che balza agli occhi negli altri grandi comuni della Piana è lo scarto tra i risultati del Senato e quelli della Camera. Al Senato il Pd fa un deciso balzo in avanti un po' ovunque e la crescita è assai più consistente rispetto al centrodestra. A Quarrata il partito di Veltroni recupera quasi quattro punti e mezzo rispetto al 2006, a Agliana addirittura sono sette i punti in più che guadagna. Ma alla Camera è andata decisamente peggio. Clamoroso il caso-Quarrata dove il Pd lascia sul campo uno 0,9% sia rispetto al 2006 che al Senato. Tendenza analoga a Agliana dove la crescita alla Camera (+0,3) è stata di gran lunga inferiore rispetto a quella ottenuta al Senato (+7) anche se occorre osservare che due anni fa il risultato alla Camera, sia a Quarrata che a Agliana fu particolarmente negativo. Decisa ma più omogenea, invece, la crescita del Pdl nei due comuni.
Nella valutazione dei numeri positivi del Pd c'è però da considerare il crollo della sinistra: a Quarrata ha perso 11 punti sia al Senato che alla Camera, mentre a Agliana, da sempre uno dei feudi di Rifondazione comunista, la perdita è stata di oltre il 15% al Senato e di poco più del dieci alla Camera. E' allora evidente che anche nella Piana, come nel capoluogo, il Partito di Veltroni ha intercettato solo in parte i voti del popolo della sinistra senza riuscire ad assicurarsi voti al centro.
Un problema serio in vista delle scadenze elettorali del prossimo anno.
E il crollo dei partiti della sinistra non sarà indolore. Qualche problema lo creerà, soprattutto in vista delle alleanze per le elezioni amministrative dell'anno prossimo quando i pistoiesi saranno chiamati ad eleggere il nuovo consiglio provinciale e alcuni importanti comuni come Agliana.
Pistoia. Nel comune capoluogo, il Partito democratico si avvicina alla metà dei suffragi totali (46,9% il risultato al Senato), facendo segnare una crescita del 6,3% rispetto alle politiche di due anni fa.
Sull'altro fronte cresce anche il Popolo della libertà, ma del 2,2%; se ci si aggiunge la Lega Nord si arriva al 3% in più, per un totale consensi che arriva al 34,4%. Insomma, la distanza tra le due principali formazioni della destra e della sinistra è cresciuta: dal 10% circa di due anni fa al 12,4% di ieri.
Detto così, sembrerebbe una buona notizia per il centrosinistra alla guida della città con Renzo Berti. Ma il dato più clamoroso uscito dalle urne pistoiesi è il crollo senza precedenti dei partiti di sinistra al di fuori del Pd: nel 2006 Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi avevano incassato il 17,9%, ieri si sono ridotti a un misero 5,2. E anche non contando il 2,2% dei Verdi nel 2006, rimane un'emorragia gravissima di consensi all'alleanza che governa Palazzo di Giano.
Il passaggio di voti dall'Arcobaleno al Pd, in nome del "voto utile", ha sicuramente pesato. Un'altra manciata di voti è emigrata sui simboli del Partito comunista e della Sinistra critica, ma resta almeno un 3-4% di perdita secca sulla quale gli strateghi del centrosinistra dovranno meditare.
Lido Scarpetti. Il primo a parlare è stato, ieri, il neodeputato (ex senatore) Lido Scarpetti, che continuerà a rappresentare Pistoia in Parlamento, ma stavolta lo farà sui banchi dell'opposizione. «Nonostante l'ottimo risultato a livello locale - afferma l'ex sindaco di Pistoia - importantissimo per le scadenze elettorali che ci attendono nel 2009, nel Paese emerge una chiara prevalenza della destra. Anche se la campagna elettorale condotta da Veltroni ha sortito effetti più che positivi, che si trattava di un'impresa difficilissima lo sapevamo. Come succede nelle democrazie moderne, la destra ha sfruttato il vantaggio di essersi contrapposta ad un governo che è durato solo due anni».
L'insuccesso de "La Sinistra l'Arcobaleno" Scarpetti lo spiega in due modi: «Da un lato - dice - ha prevalso il voto utile per il Pd, dall'altro ha pesato la disaffezione figlia dell'esperienza di governo». Secondo Scarpetti, comunque, per Berlusconi non sarà affatto facile governare. «La Lega - fa notare - esce molto rafforzata da queste elezioni e avrà un ruolo importante nella maggioranza e nel governo. Le posizioni che ha le conosciamo bene e conviverci sarà un grosso problema».
Gli altri. Tornando a Pistoia, male anche il Partito socialista, che passa dal 2,2% allo 0,9%, mentre la crescita del Pd non penalizza - anzi - l'Italia dei valori di Di Pietro, che incamera un punto percentuale in più rispetto a due anni fa.
Sul fronte opposto l'accoppiata Forza Italia-An, sotto l'insegna del Popolo della libertà, avanza di 2,2 punti percentuali, sottraendo probabilmente qualcosa all'Udc, che scende al 4,3, ma non alla Lega che arriva quasi a sfiorare il 2%.
Ottimo, infine, il risultato della Destra, che arriva al 2,3%.
La Piana. Quello che balza agli occhi negli altri grandi comuni della Piana è lo scarto tra i risultati del Senato e quelli della Camera. Al Senato il Pd fa un deciso balzo in avanti un po' ovunque e la crescita è assai più consistente rispetto al centrodestra. A Quarrata il partito di Veltroni recupera quasi quattro punti e mezzo rispetto al 2006, a Agliana addirittura sono sette i punti in più che guadagna. Ma alla Camera è andata decisamente peggio. Clamoroso il caso-Quarrata dove il Pd lascia sul campo uno 0,9% sia rispetto al 2006 che al Senato. Tendenza analoga a Agliana dove la crescita alla Camera (+0,3) è stata di gran lunga inferiore rispetto a quella ottenuta al Senato (+7) anche se occorre osservare che due anni fa il risultato alla Camera, sia a Quarrata che a Agliana fu particolarmente negativo. Decisa ma più omogenea, invece, la crescita del Pdl nei due comuni.
Nella valutazione dei numeri positivi del Pd c'è però da considerare il crollo della sinistra: a Quarrata ha perso 11 punti sia al Senato che alla Camera, mentre a Agliana, da sempre uno dei feudi di Rifondazione comunista, la perdita è stata di oltre il 15% al Senato e di poco più del dieci alla Camera. E' allora evidente che anche nella Piana, come nel capoluogo, il Partito di Veltroni ha intercettato solo in parte i voti del popolo della sinistra senza riuscire ad assicurarsi voti al centro.
Un problema serio in vista delle scadenze elettorali del prossimo anno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google