Il dolore
Mamma Ebe: le accuse e gli imputati
A giudizio erano stati rinviati, oltre a Gigliola Giorgini, Gabriele Casotto, 51 anni, pistoiese, marito della Santona, Marzia Biancalani, 53 anni, di Roncofreddo (Forlì-Cesena); i cesenati Cecilia Bertacchi, 51, Alessandro Parigi, 55, e Fabrizio Spadoni; Mauro Martelli, 50, e Letizia Guasti, 38, entrambi di Montiano (Forlì-Cesena); Carmela Lo Conte, 70, Rita Andreacci, 59, e Otello Fioravanti, 60, tutti di Pistoia; Giuliano Calzolari, 51, di Empoli; Viviana Valentini, 61, di Forlì; Antonella Fabbri, 44, e Roberto Guazzari, 45, di Roncofreddo e Gabriele Mancini, 43, di Longiano. Dovevano tutti rispondere, a vario titolo, di sei capi d'imputazione: associazione a delinquere per la commissione di esercizio abusivo della professione medico-sanitaria; somministrazione di medicinali pericolosi per la salute; falso ideologico in ricetta di medico pubblico; truffa ai danni dell'Usl cesenate. Mamma Ebe è da diversi anni al centro di vicende giudiziarie, culminate in due arresti (nel 2002 e nel 2004), per la sua presunta attività di òsantonaò, portata avanti sia a Villa Gigliola, nel comune di Quarrata, sul Montalbano, che nell'altra sua sede, a Carpineta di Cesena.
Le investigazioni hanno consentito di accertare che Mamma Ebe, nonostante un primo processo a Pistoia all'inizio degli anni '90, aveva continuato ad attirare pazienti e adepti, utilizzando abusivamente pratiche medicosanitarie e riti pseudoreligiosi nei confronti di persone in stato di soggezione psicofisica .
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