Il Tirreno

Pistoia

Quel magico click per raccontare il bello e l’impossibile

Giampiero Calapà
Quel magico click per raccontare il bello e l’impossibile

Dalla grande passione per le moto a quella per i viaggi e la fotografia. Gli manca solo il Polo Nord: ci andrà in motoslitta

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PISTOIA. Luca Bracali, 43 anni, pistoiese, ha viaggiato intorno al mondo con tutti i mezzi possibili, dalle auto alle mongolfiere, ma gli manca ancora la motoslitta. Per poco però, perché tra poco partirà alla volta del Polo Nord che percorrerà, appunto, con una motoslitta. E così Bracali aggiungerà altri Paesi ai 115 già visitati dal 1991 fino ad oggi. Alla guida di una motoslitta realizzerà un altro “reportage in movimento”, sotto l’occhio attento del grande fratello satellitare che non lo perderà mai di vista. Sky manderà in onda l’avventura del fotoreporter pistoiese a ottobre, sul canale Moto Tv, in dodici puntate. L’uomo che intervistò l’ultimo cannibale della Nuova Guinea, intervista pubblicata su L’Espresso nel dicembre 2001, è diventato fotoreporter per vincere una sfida e appagare un desiderio, una passione. La sfida è quella di un ragazzino che all’Istituto “Pacinotti” di Pistoia aveva 3 in italiano: “Chiuso nel suo piccolo e limitatissimo mondo dal quale non riesce a uscire”, questo il giudizio impietoso della sua professoressa. «Non posso certo paragonarmi ad Einstein - ride lui - però senza quel 3 e la pessima opinione della mia professoressa, forse non avrei mai trovato gli stimoli per iniziare quest’avventura».

La passione, Luca, l’ha trovata proprio uscendo dal suo piccolo e limitatissimo mondo, iniziando a viaggiare, quasi per caso, per scoprire «tutte le meraviglie che l’uomo sta progressivamente rovinando». Passioni che s’intrecciano, viaggi e motori. «Avevo una Honda 125 - ricorda Luca Bracali - e pensai che potevo usarla per uscire dal mio piccolo mondo, poi volevo trovare un modo per poter entrare ai box e conoscere le leggende del motomondiale». L’unico modo per realizzare questo sogno, gli dicono, è diventare giornalista o fotografo. Detto fatto. Luca inizia a scrivere e immortalare i suoi miti per Rombo, diretto da Marcello Sabatini, «un maestro che ci ha lasciati pochi giorni fa e che ricorderò sempre con affetto». Ma il primo viaggio, 14 mila chilometri in trenta giorni, Luca lo fa a 26 anni. «Dovevo provare una Toyota - racconta il fotoreporter pistoiese - per la rivista Auto, allora proposi al direttore Diego Eramo un viaggio di un mese in giro per il mondo. Quando tornai Eramo mi disse che i miei scatti fotografici non erano adatti per un giornale di motori, erano sprecati. Meritavo qualcosa di più, il salto di qualità».

Che non tarda ad arrivare, perché i viaggi iniziano a susseguirsi ad un ritmo incessante, per le pubblicazioni più varie, da riviste di moda a quelle di turismo. Negli scatti di Luca Bracali si coglie un momento della velocità, le scritte sul casco di Ayrton Senna mentre l’eroe di San Paolo corre a 300 all’ora: le passioni che s’intrecciano, appunto. Fotografare l’attimo fuggente, perché Bracali non è un cronista da reportage approfondito: «Non è il mio mestiere, non riesco a fermarmi in un posto per raccontarne tutte le sfaccettature della vita sociale, io riesco solo a coglierne dei frammenti», da inserire idealmente in un puzzle planetario. Scatti che sono quasi dipinti, «perché la mia scuola non è quella dei grandi fotografi, ma quella della pittura piuttosto, il mio vero maestro è il Caravaggio». E tra le fotografie firmate Luca Bracali non si trovano che posti bellissimi, paesaggi da favola, un mondo forse migliore di quello reale, senza la spazzatura di Napoli o gli orrori delle guerre e dei crimini.

Quindi il viaggio come fuga da una quotidianità odiata? «In un certo senso forse, però - risponde Bracali - mi fa capire sempre di più quale sia per me, nonostante quello che dicevo prima, il posto migliore del mondo: la mia Toscana, Pistoia e Firenze». Una contraddizione o, forse, soltanto un modo per trovare la forza di partire e poi ritrovarla per tornare a casa. Adesso è ora di un nuovo viaggio, “Artic sun on my path”. Una spedizione alla volta del Polo Nord. Insieme a Bracali viaggeranno Fabrizio Antonelli, 38 anni, anche lui pistoiese, Diego Nicoletti, 35 anni, di Padova e il responsabile della logistica Jim Trombley, 50 anni, dell’Alaska. Oltre al documentario per Sky, 10 puntate da 30 minuti e due da un’ora in onda il prossimo ottobre, il team Bracali dovrà testare nuovi materiali termici frutto della più evoluta ricerca sulle microfibre, messi a disposizione dalla Columbia Sportswear. Inoltre sarà testato anche uno speciale dispositivo di geoposizionamento satellitare, Iridium e Geomat, progettato da un’equipe italiana leader nelle architetture spaziali e soluzioni per ambienti estremi.

Il dispositivo sarà montato sulle motoslitte e permetterà di seguire sul sito www.lucabracali.it gli spostamenti del pistoiese e della sua squadra, ormai pronti a vivere quaranta giorni in posti dove le temperature raggiungono i -60 gradi. Il dispositivo satellitare, una volta perfezionato, potrebbe essere di grande aiuto per le popolazioni nomadi Inuit nei loro spostamenti. La prima tappa è nel Canada artico, nel parco Wapusk, per seguire l’uscita degli orsi polari dalle tane con i loro cuccioli. E, probabilmente, questa prima parte del viaggio sarà raccontata anche da Licia Colò, nella trasmissione domenicale di Raitre “Le falde del Kilimangiaro”. Durante il viaggio la spedizione incontrerà la signora delle aquile, l’ultraottantenne lady Jane, impegnata da una vita ad aiutare gli splendidi uccelli in crisi a trovare il cibo. Immancabile per un viaggio simile la leggendaria corsa con i cani da slitta: l’Iditarod, nove giorni di gara ai limiti più estremi della resistenza umana insieme a purissimi esemplari di husky. Sempre in motoslitta il Bracali team tenterà l’impresa delle imprese, l’attraversamento del mare ghiacciato dello stretto di Bering. Non mancherà neppure lo spettacolo dell’aurora boreale e le sculture di ghiaccio dell’Ice Festival, veri capolavori realizzati da artisti locali. Quando l’avventura glaciale terminerà Luca Bracali tornerà nella sua Pistoia. E ricomincerà ad insegnare alla scuola di fotografia di Firenze, the Dark Room: “Ci piacerebbe iniziare presto il progetto di una scuola itinerante, portare in viaggio gli studenti”. Per trovare un erede di Luca Bracali.

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