Sicurezza
Commerciante massacrato di botte e rapinato
Massimo Donati
Sorprende i ladri in casa: costretto ad aprire la cassaforte, legato e imbavagliato
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MONTAGNANA. Doveva essere una serena giornata di relax per lui e la sua famiglia. Niente lavoro: con le due figliolette, tutti insieme avrebbero dovuto pranzare dai genitori della sua compagna. Ma quando ormai era arrivato a destinazione, a Quarrata, Manuel Nesti, 32 anni, commerciante ambulante, si è accorto di essersi dimenticato in cassaforte l’incasso del mercato ambulante di sabato. E, da solo, è tornato a casa, a Montagnana, per prendere i soldi e andare a depositarli in banca. E una volta aperta la porta d’ingresso, si è trovato di fronte tre ladri che lo hanno massacrato di botte per poi abbandonarlo legato a un divano dopo essersi fatti aprire la cassaforte. Con una spalla fratturata, un violento trauma cranico e innumerevoli contusioni, il giovane commerciante è stato trasportato in stato di choc all’ospedale del Ceppo. Mancavano pochi minuti a mezzogiorno di ieri quando Manuel Nesti è riuscito a chiedere aiuto con il telefono cellulare che i rapinatori gli avevano lasciato accanto, sul pavimento.
Con voce quasi incomprensibile a causa del nastro adesivo che gli tappava la bocca, ha chiamato il 118 e poi a casa dei suoceri, riuscendo a far capire dove si trovava e cosa gli era successo. Sul posto, al numero 143 di via IV Novembre (la ripida stradina lastricata che si inerpica tra le case dell’antico borgo di Montagnana), è accorsa un’ambulanza della Misericordia di Pistoia. Dalla Ferruccia di Quarrata, l’ambulante si è trasferito nella piccola frazione di Marliana da circa un anno e mezzo, con la compagna Fabiana, con la quale porta avanti la sua attività di commerciante ambulante di biancheria intima. La coppia ha due bambine, una di un anno e mezzo e una che ha meno di due mesi. Ieri mattina attorno alle dieci, tutti e quattro sono usciti di casa per andare a Quarrata. Come detto, una volta a destinazione, Manuel si è accorto di aver dimenticato l’incasso del mercato di Agliana di sabato scorso e altri soldi che avrebbe dovuto depositare. Ed è tornato a prenderli.
La sua abitazione ha due ingressi: uno, principale, dal portone che si affaccia su via IV Novembre, l’altro, secondario (quello che viene sempre usato), che dà su una stradina sul retro. Una volta aperta quest’ultima porta, il commerciante si è accorto che in casa c’erano le luci accese. Salite le scale, si è trovato di fronte tre ladri che stavano rovistando in cassetti e armadi. I malviventi (giovani, parlavano con accento meridionale) gli sono saltati addosso. Nonostante la sua corporatura robusta, da solo contro tre Manuel Nesti ha avuto la peggio: lo hanno preso a calci e pugni, sbattendogli anche la testa contro il termosifone. I ladri lo hanno quindi costretto ad aprire la cassaforte, che invano avevano cercato di forzare, e quindi lo hanno legato con una corda e con del nastro adesivo alla zampa di un divano, che poi gli hanno appoggiato addosso. Prima di andarsene con il bottino (circa 4-5.000 euro), gli hanno lasciato il suo cellulare accanto.
Dopo aver lottato a lungo con i legacci, il commerciante è riuscito a prendere il telefono e a chiedere aiuto. Nonostante la voce ridotta a un borbottio, alla centrale del 118 sono riusciti a intuire quello che era successo e ad inviare sul posto un’ambulanza della Misericordia di Pistoia, avvertendo subito dopo le forze dell’ordine. La squadra di soccorso, entrata nell’abitazione attraverso la porta sul retro lasciata aperta dai rapinatori, ha trovato Nesti ancora legato sul pavimento. In stato di choc, aveva quasi certamente una spalla fratturata e un notevole trauma cranico. Immobilizzato su una barella spinale, è stato trasportato al pronto soccorso. Chiamati dallo stesso commerciante, a Montagnana sono arrivati in poche decine di minuti anche la compagna e il padre di quest’ultima. «Quando ci ha telefonato a casa - racconta l’uomo - sembrava uno scherzo, dalla voce sembrava una donna». «E’ riuscito a prendere il cellulare - ha spiegato la compagna Fabiana parlando al telefono - e a chiamarci.
Ma parlava con la bocca chiusa, non si riusciva a capire». Per entrare nell’abitazione, i ladri non sono passati né dall’ingresso secondario né da quello principale, ma da una porta - spesso lasciata aperta per il gatto - che si affaccia su un cortiletto interno senza sbocchi sulla strada. Utilizzando come gradino il contatore del gas del muro esterno, i malviventi sono saliti sul tetto (che in quel punto non arriva a due metri sul livello stradale, e sono saltati dall’altra parte. Per questo, non trovando alcun segno di scasso sulla porta d’ingresso, Nesti non si è insospettito fino a quando non ha visto le luci accese. Sul posto, sono accorse le pattuglie della squadra volante e della squadra mobile della questura, seguite poi dai carabinieri di Marliana e San Marcello (le indagini sono però condotte dalla polizia). Anche il questore, Domenico Gregori, ha voluto intervenire di persona, per garantire ai familiari l’impegno delle forze dell’ordine per trovare i responsabili dell’efferata aggressione. I malviventi, senza dubbio, sapevano dell’esistenza della porta che si affaccia sul cortile interno, il punto debole di tutta l’abitazione: da circa un mese Nesti aveva fatto istallare un sistema di allarme agli ingressi, mentre le finestre sono dotate di inferriate.
Con voce quasi incomprensibile a causa del nastro adesivo che gli tappava la bocca, ha chiamato il 118 e poi a casa dei suoceri, riuscendo a far capire dove si trovava e cosa gli era successo. Sul posto, al numero 143 di via IV Novembre (la ripida stradina lastricata che si inerpica tra le case dell’antico borgo di Montagnana), è accorsa un’ambulanza della Misericordia di Pistoia. Dalla Ferruccia di Quarrata, l’ambulante si è trasferito nella piccola frazione di Marliana da circa un anno e mezzo, con la compagna Fabiana, con la quale porta avanti la sua attività di commerciante ambulante di biancheria intima. La coppia ha due bambine, una di un anno e mezzo e una che ha meno di due mesi. Ieri mattina attorno alle dieci, tutti e quattro sono usciti di casa per andare a Quarrata. Come detto, una volta a destinazione, Manuel si è accorto di aver dimenticato l’incasso del mercato di Agliana di sabato scorso e altri soldi che avrebbe dovuto depositare. Ed è tornato a prenderli.
La sua abitazione ha due ingressi: uno, principale, dal portone che si affaccia su via IV Novembre, l’altro, secondario (quello che viene sempre usato), che dà su una stradina sul retro. Una volta aperta quest’ultima porta, il commerciante si è accorto che in casa c’erano le luci accese. Salite le scale, si è trovato di fronte tre ladri che stavano rovistando in cassetti e armadi. I malviventi (giovani, parlavano con accento meridionale) gli sono saltati addosso. Nonostante la sua corporatura robusta, da solo contro tre Manuel Nesti ha avuto la peggio: lo hanno preso a calci e pugni, sbattendogli anche la testa contro il termosifone. I ladri lo hanno quindi costretto ad aprire la cassaforte, che invano avevano cercato di forzare, e quindi lo hanno legato con una corda e con del nastro adesivo alla zampa di un divano, che poi gli hanno appoggiato addosso. Prima di andarsene con il bottino (circa 4-5.000 euro), gli hanno lasciato il suo cellulare accanto.
Dopo aver lottato a lungo con i legacci, il commerciante è riuscito a prendere il telefono e a chiedere aiuto. Nonostante la voce ridotta a un borbottio, alla centrale del 118 sono riusciti a intuire quello che era successo e ad inviare sul posto un’ambulanza della Misericordia di Pistoia, avvertendo subito dopo le forze dell’ordine. La squadra di soccorso, entrata nell’abitazione attraverso la porta sul retro lasciata aperta dai rapinatori, ha trovato Nesti ancora legato sul pavimento. In stato di choc, aveva quasi certamente una spalla fratturata e un notevole trauma cranico. Immobilizzato su una barella spinale, è stato trasportato al pronto soccorso. Chiamati dallo stesso commerciante, a Montagnana sono arrivati in poche decine di minuti anche la compagna e il padre di quest’ultima. «Quando ci ha telefonato a casa - racconta l’uomo - sembrava uno scherzo, dalla voce sembrava una donna». «E’ riuscito a prendere il cellulare - ha spiegato la compagna Fabiana parlando al telefono - e a chiamarci.
Ma parlava con la bocca chiusa, non si riusciva a capire». Per entrare nell’abitazione, i ladri non sono passati né dall’ingresso secondario né da quello principale, ma da una porta - spesso lasciata aperta per il gatto - che si affaccia su un cortiletto interno senza sbocchi sulla strada. Utilizzando come gradino il contatore del gas del muro esterno, i malviventi sono saliti sul tetto (che in quel punto non arriva a due metri sul livello stradale, e sono saltati dall’altra parte. Per questo, non trovando alcun segno di scasso sulla porta d’ingresso, Nesti non si è insospettito fino a quando non ha visto le luci accese. Sul posto, sono accorse le pattuglie della squadra volante e della squadra mobile della questura, seguite poi dai carabinieri di Marliana e San Marcello (le indagini sono però condotte dalla polizia). Anche il questore, Domenico Gregori, ha voluto intervenire di persona, per garantire ai familiari l’impegno delle forze dell’ordine per trovare i responsabili dell’efferata aggressione. I malviventi, senza dubbio, sapevano dell’esistenza della porta che si affaccia sul cortile interno, il punto debole di tutta l’abitazione: da circa un mese Nesti aveva fatto istallare un sistema di allarme agli ingressi, mentre le finestre sono dotate di inferriate.
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