Sicurezza
Dai campi alla tavola spendendo meno
Francesco Albonetti
Coi "Farmers market" si potrà acquistare la verdura dal produttore
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PISTOIA. Una volta, neppure troppo tempo fa, anche a Pistoia esistevano i mercatini rionali, dove i contadini portavano cipolle e carote direttamente dal campo e le vendevano alle massaie senza intermediari. In tempi di prezzi al rialzo più o meno contestati, balza agli occhi l’iniziativa che stanno mettendo in piedi Coldiretti e Cia, le associazioni degli agricoltori, insieme a Slowfood. Una proposta che, di fatto, ripropone la stessa filosofia dei mercati rionali, con l’unica variante di un linguaggio di marketing e promozione più moderno e accattivante. Il nome tecnico è “Farmers market”. In soldoni, si tratta di spazi più o meno permanenti, situati in alcune zone di città e periferie messi a disposizione dai Comuni, nei quali gli agricoltori portano la verdura e la frutta fresca colta nei loro campi e la rivendono direttamente ai consumatori, abbattendo i costi intermedi della filiera.
Un guadagno per loro, ma anche per i consumatori. E la qualità del prodotto sarà assicurata. Il primo progetto di farmers market partirà entro breve tempo in un comune della provincia, per il momento top secret. Poi toccherà a Pistoia. «E’ diventato un cavallo di battaglia della nostra associazione - dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Pistoia - Un’iniziativa nazionale che in questa zona dove l’agricoltura ha radici profonde e antiche, può trovare una buona applicazione. Portando la produzione direttamente nei luoghi di consumo, questo il senso della proposta, il produttore avrà un margine di guadagano superiore al libero mercato: ha più ricarico, perché non vende all’ingrosso e salta diversi passaggi intermedi che incidono sul prezzo fino al 40-50%. Dal canto suo, il consumatore trova il prodotto decisamente meno caro che nei negozi o sulle bancarelle dei mercati ordinari».
Il progetto non è solo sulla carta, ma ci sono due ipotesi concrete: «Stiamo lavorando a due iniziative, una riguarda un comune della provincia e siamo ormai in via di avanzata definizione. L’altro interessa Pistoia ed è ancora allo stato embrionale e non vedrà la luce nell’immediato. L’idea del Farmers market faceva parte delle proposte contenute nel programma che, come Coldiretti, presentammo ai candidati sindaci prima delle recenti elezioni di Pistoia, Quarrata e gli altri comuni. Berti ne è al corrente e confidiamo in un riscontro positivo». Luciano Bertini, presidente della condotta pistoiese di Slow Food, conferma che «l’associazione partecipa al progetto». I piccoli produttori, quindi, potranno coalizzarsi con la certezza di guadagnare qualcosa in più.
E la certezza l’avrebbero soprattutto i loro clienti: per entrambi, il segreto consiste nel saltare i passaggi della filiera della vendita ortofrutticola, oggi sottoposta a rincari da capogiro. Una novità che potrebbe contribuire a calmierare anche i prezzi al dettaglio, visto che grossisti e commercianti si troveranno a dover competere con un concorrente inatteso: colui che fornisce loro i prodotti.
Un guadagno per loro, ma anche per i consumatori. E la qualità del prodotto sarà assicurata. Il primo progetto di farmers market partirà entro breve tempo in un comune della provincia, per il momento top secret. Poi toccherà a Pistoia. «E’ diventato un cavallo di battaglia della nostra associazione - dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Pistoia - Un’iniziativa nazionale che in questa zona dove l’agricoltura ha radici profonde e antiche, può trovare una buona applicazione. Portando la produzione direttamente nei luoghi di consumo, questo il senso della proposta, il produttore avrà un margine di guadagano superiore al libero mercato: ha più ricarico, perché non vende all’ingrosso e salta diversi passaggi intermedi che incidono sul prezzo fino al 40-50%. Dal canto suo, il consumatore trova il prodotto decisamente meno caro che nei negozi o sulle bancarelle dei mercati ordinari».
Il progetto non è solo sulla carta, ma ci sono due ipotesi concrete: «Stiamo lavorando a due iniziative, una riguarda un comune della provincia e siamo ormai in via di avanzata definizione. L’altro interessa Pistoia ed è ancora allo stato embrionale e non vedrà la luce nell’immediato. L’idea del Farmers market faceva parte delle proposte contenute nel programma che, come Coldiretti, presentammo ai candidati sindaci prima delle recenti elezioni di Pistoia, Quarrata e gli altri comuni. Berti ne è al corrente e confidiamo in un riscontro positivo». Luciano Bertini, presidente della condotta pistoiese di Slow Food, conferma che «l’associazione partecipa al progetto». I piccoli produttori, quindi, potranno coalizzarsi con la certezza di guadagnare qualcosa in più.
E la certezza l’avrebbero soprattutto i loro clienti: per entrambi, il segreto consiste nel saltare i passaggi della filiera della vendita ortofrutticola, oggi sottoposta a rincari da capogiro. Una novità che potrebbe contribuire a calmierare anche i prezzi al dettaglio, visto che grossisti e commercianti si troveranno a dover competere con un concorrente inatteso: colui che fornisce loro i prodotti.
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