Il Tirreno

Pistoia

Guerra ai falsi poveri, prime denunce

Cristiano Marcacci
Guerra ai falsi poveri, prime denunce

Comune e Guardia di finanza a caccia delle dichiarazioni Isee non veritiere

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PISTOIA. Rischiano grosso i furbetti delle false dichiarazioni Isee, l’indice reddituale e patrimoniale di ogni famiglia con cui è possibile, sotto una certa soglia, ottenere l’esenzione o la riduzione in materia di tributi. Alla procura della Repubblica di Pistoia c’è già una richiesta di rinvio a giudizio, che riguarda un padre di famiglia che si è finto povero per ottenere i benefici previsti per quanto riguarda le rette scolastiche. Oltre all’obbligo di rimborsare la quota non pagata, il rischio è quello di essere incriminato per falsa dichiarazione e per truffa ai danni dello Stato e di beccarsi una pena minima di due anni di reclusione. Il caso sfociato nella richiesta di rinvio a giudizio è stato scoperto dagli agenti della Guardia di finanza di Pistoia nell’ambito proprio dei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni Isee presentate al Comune. Questo tipo di attività delle fiamme gialle è in piedi dallo scorso febbraio, mese a cui risale l’accordo tra il Comune e la Guardia di finanza, relativo a tutte le agevolazioni erogate da palazzo di Giano e accordate dopo la certificazione Isee. Nidi, mensa, trasporto scolastico, tariffa d’igiene ambientale (ex Tarsu), assistenza domiciliare per anziani, contributi al canone d’affitto, ticket.

Un bagaglio di benefici che nel 2006 ha toccato quota 3,8 milioni di euro, per un totale di 5.445 domande a cui è stato risposto positivamente. Solamente per la tariffa d’igiene ambientale, sono ben 1.118 le famiglie pistoiesi che pagano meno o non pagano affatto, dopo aver presentato un’attestazione Isee tra i 5.000 euro (il parametro minimo, sotto il quale si ha diritto all’esenzione totale) e gli 8.700 euro, che rappresentano l’indicatore massimo. Di queste 1.118 famiglie, 739 sono quelle che godono dell’esenzione totale. I numeri sono in crescita, non è infatti una novità che aumentino le famiglie che non ce la fanno ad arrivare in fondo al mese e hanno bisogno di essere aiutate. «Le domande sono di più - spiega Marcello Bugiani dell’ufficio tributi del Comune - sia perché è maggiore il tasso di povertà nella popolazione, sia perché è più diffusa la conoscenza dei benefici previsti con le dichiarazioni Isee. Sono in grande crescita, ad esempio, le famiglie straniere beneficiarie, e questo grazie al metodo del “passaparola” tra connazionali».

Per chi non possiede i requisiti previsti dalla legge e prova ugualmente ad ottenere le agevolazioni certificando il falso, le probabilità di essere scoperto e denunciato all’autorità giudiziaria sono molto più alte che in passato. Negli ultimi anni, le maglie dei controlli sono infatti più fitte, già negli uffici del Comune a cui si devono rivolgere gli interessati. «I controlli - afferma sempre Marcello Bugiani - esistono dal 2004, anche se sono stati formalizzati con un accordo con la Guardia di finanza solo pochi mesi fa. Una parte di questi viene svolta a campione, un’altra avviene attraverso un monitoraggio e riguarda i casi giudicati sospetti. Talvolta, che qualcosa non torna lo vediamo già al momento della presentazione della domanda. Se uno mostra un cellulare da 300 o 400 euro oppure è vestito con capi firmati dalla testa ai piedi, è certo che la sua richiesta di pagare meno o non pagare le tasse scolastiche o la tariffa d’igiene ambientale deve essere valutata più appronditamente dai servizi comunali, che possono anche usufruire del collegamento telematico con il catasto, attraverso il quale si possono così ottenere immediate delucidazioni sulle proprietà immobiliari. Le difformità più frequenti rilevate dalle fiamme gialle scaturiscono, comunque, dai controlli effettuati presso le banche».

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