Il Tirreno

Pistoia

Carbonaio, pastore e ora scrittore

Celestino Sichi
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Celestino Sichi

Celestino Sichi spiega come è nato l'impegno di scrivere la rievocazione degli anni dell'armistizio e le vicissitudini che ne sono scaturite. E così racconta anche emozioni di sé e della gente di Pian degli Ontani

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A pensarci bene è normale che Celestino Sichi abbia voluto fermare su carta la sua drammatica esperienza della Seconda guerra mondiale, della sua permanenza in Grecia, dei due anni di prigionia nel lager nazista di Dresda. Per tanti anni l’ha raccontata ai figli e alla moglie. Per troppo tempo se l’è portata dentro come un coltello affilato che gli fa sanguinare ancora una ferita lancinante.

Al solo parlarne, gli occhi di Celestino si riempiono di lacrime. Sono passati più di sessanta anni ma ancora è un dolore vivo, profondo quello che prova. Così, stimolato dal figlio Fabio, Celestino Sichi, all’età di 84 anni, ha preso carta e penna e ha scritto le memorie di quei tre anni, sotto forma di diario.

Ne sono nate circa otto pagine. Senz’altro poche. Ma talmente ricche di testimonianze storiche, di ricordi, di sofferenze e tragici aneddoti, che quei pochi fogli scritti a mano diventano, a leggerli, di maggior valore di tanti tomi di illustri accademici. «Mi sembrava un lavoro difficile - spiega - quando me lo chiese mio figlio. Poi, fatta un po’ di mente locale, la mia mano è partita e tutto è apparso facile, perché è ancora chiuso dentro di me il ricordo di ogni giorno vissuto tra sofferenza e patimenti».

Prima di essere richiamato sotto le armi (era il 7 settembre 1942) Celestino lavorava con il padre Giovanni, carbonaio. E, giovanissimo, si era trovato ad andare a fare carbone in Maremma o in Sardegna: «Ho cominciato a lavorare all’età di 12 anni. Pensi un po’ come sono cambiati i tempi. Quando non andavo a fare carbone aiutavo mio padre a fare il boscaiolo. Vengo da una famiglia di boscaioli e di pastori, la nostra vita era fatta di lavoro duro».

Celestino è originario di Pian degli Ontani. Come sua moglie Renza Ceccarelli, sposata nel 1952 e recentemente scomparsa. «Poi, a 19 anni mi toccò partire in guerra - continua - Tutti, anche quei ragazzi che erano con me, abbiamo sofferto le pene dell’infermo. E quando siamo riusciti a tornare a casa nostra neanche i parenti ci riconoscevano da quanto eravamo deperiti. Io, sempre robusto e sano, pesavo appena 41 chili. Ma mi ritengo fortunato perché durante il periodo passato in Germania ogni giorno vedevo morire dei giovani di stenti».

Celestino ha una sua teoria del perché a lui è andata meglio che ad altri: «Sono convinto che sia stata la farina dolce che sulla montagna pistoiese era il pane quotidiano. Sono stato allevato con i suoi derivati e questo mi ha permesso di avere una costituzione più temprata». Ma la guerra è una brutta cosa per tutti. Celestino, durante i tre anni di lontananza da casa, non aveva tempo di pensare alle sue terre: «C’era solo da sopravvivere, troppi pensieri non ce li potevamo permettere. L’unico modo per sentirmi vicino alla mia famiglia sono state le lettere di mia madre Fanny. Guardi - indica mentre il suo volto si riempie di luce - le conservo ancora».

Quando tornò a Pian degli Ontani trovò una società cambiata. «La guerra è una brutta cosa anche per chi rimane a casa - racconta - Le persone, anche se poco, erano diventate più egoiste e la gente non era più semplice e familiare come prima». Dopo un periodo dedicato alla pastorizia, Celestino entra a lavorare alla Smi, nel 1962, e vi rimane fino al 1981, alla pensione. In questi anni ha vissuto con la moglie e i tre figli (gli altri sono Rino e Valerio) a Bardalone. Poi il trasferimento a Lizzano.

Di quel periodo Celestino Sichi conserva tanti ricordi e un buon amico, di Tobbiana, Domenico Meoni, con il quale si vede tutt’oggi. Non si aspetta che il suo diario segua la strada della pubblicazione. Poco importa. L’importante è che la sua memoria sia stata fermata sulla carta, per la sua famiglia e per tutti coloro che quotidianamente gli chiedono una copia di quelle “pesanti” otto pagine.

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