Gioco
L’autovelox è nascosto, sotto accusa finiscono i vigili
Per beccare gli indisciplinati, l’apparecchio era nascosto in una Panda di servizio del Comune
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MONTALE. Autovelox ancora nell’occhio del ciclone. Dopo Quarrata, questa volta, nel mirino delle ire dei cittadini c’è la polizia municipale di Montale, colpevole, secondo molti automobilisti, di tirare a far cassa utilizzando per mimetizzare il misuratore di velocità un’anonima Panda rossa parcheggiata lungo il bordo della strada. Niente insegne dei vigili urbani sulla carrozzeria, soltanto una ingannevole scritta sulla portiera: Comune di Montale, servizi finanziari. «Inconcepibile» lamentano in molti, ma a ben vedere quale miglior auto se non quella dell’ufficio comunale che proprio di soldi si occupa? La famigerata Panda, secondo gli automobilisti scesi sul piede di guerra, viene solitamente parcheggiata, come nel pomeriggio di venerdì della scorsa settimana, alle porte del capoluogo, lungo il tratto di strada che collega la via Vecchia Montalese alla tangenziale, davanti al Penny Market.
Un tratto di strada leggermente in discesa, con un limite di velocità di 50 all’ora che dopo qualche metro torna ad essere di 70. «Una situazione giunta al limite di sopportazione e di tollerabilità - accusa un’automobilista che ha immortalato con la propria macchina fotografica la Panda - Vi prego di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo ennesimo caso di sfruttamento collettivo della comunità: chiamatele tasse indirette legittimate, tramite l’uso improprio, immorale e speculativo dell’autovelox. Ho parlato di situazione insopportabile poiché è divenuta quotidiana questa pratica, su entrambi i lati, davanti al Penny Market di Montale, nel pezzo che collega la Vecchia Montalese con la tangenziale. Non passa giorno che questa pandina si nasconda “mimeticamente” e spari foto e multe in un breve tratto con limite a 50 chilometri all’ora che poco dopo diviene 70. Oltretutto in un tratto fortemente in discesa, dove, senza gas, si arriva senza problemi a 60-70 chilometri all’ora».
Nelle foto scattate venerdì della scorsa settimana, si nota chiaramente come la Panda, parcheggiata all’ombra di un albero, non sia assolutamente distinguibile da una normale auto privata. Ciò che contestano gli automobilisti è il fatto che l’uso dell’autovelox dovrebbe avere come scopo principale quello di prevenire, di dissuadere a pestare troppo sul pedale dell’acceleratore: ma quale prevenzione se uno si accorge della sua presenza solo quando, a volte mesi dopo, si vede recapitare a casa la multa? «Tralasciando la meschinità di tale operazione, tutt’altro che propedeutica e preventiva - conclude l’autore delle foto - resta il dubbio se è legittimo porre ogni giorno un mezzo camuffato a sottrarre denaro a gente che va a lavoro».
Nei giorni scorsi, un caso simile aveva sollevato un’infuocata polemica a Quarrata, con coinvolgimenti anche a livello politico. Il comandante dei vigili quarratini aveva replicato alle accuse spiegando come la legge consenta di utilizzare auto diverse da quelle di servizio per istallare l’autovelox, sempre che nelle vicinanze ci sia il personale in divisa. Ma non sembrerebbe questo il caso di Montale, almeno stando alle testimonianze e alle foto scattate dieci giorni fa.
Un tratto di strada leggermente in discesa, con un limite di velocità di 50 all’ora che dopo qualche metro torna ad essere di 70. «Una situazione giunta al limite di sopportazione e di tollerabilità - accusa un’automobilista che ha immortalato con la propria macchina fotografica la Panda - Vi prego di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo ennesimo caso di sfruttamento collettivo della comunità: chiamatele tasse indirette legittimate, tramite l’uso improprio, immorale e speculativo dell’autovelox. Ho parlato di situazione insopportabile poiché è divenuta quotidiana questa pratica, su entrambi i lati, davanti al Penny Market di Montale, nel pezzo che collega la Vecchia Montalese con la tangenziale. Non passa giorno che questa pandina si nasconda “mimeticamente” e spari foto e multe in un breve tratto con limite a 50 chilometri all’ora che poco dopo diviene 70. Oltretutto in un tratto fortemente in discesa, dove, senza gas, si arriva senza problemi a 60-70 chilometri all’ora».
Nelle foto scattate venerdì della scorsa settimana, si nota chiaramente come la Panda, parcheggiata all’ombra di un albero, non sia assolutamente distinguibile da una normale auto privata. Ciò che contestano gli automobilisti è il fatto che l’uso dell’autovelox dovrebbe avere come scopo principale quello di prevenire, di dissuadere a pestare troppo sul pedale dell’acceleratore: ma quale prevenzione se uno si accorge della sua presenza solo quando, a volte mesi dopo, si vede recapitare a casa la multa? «Tralasciando la meschinità di tale operazione, tutt’altro che propedeutica e preventiva - conclude l’autore delle foto - resta il dubbio se è legittimo porre ogni giorno un mezzo camuffato a sottrarre denaro a gente che va a lavoro».
Nei giorni scorsi, un caso simile aveva sollevato un’infuocata polemica a Quarrata, con coinvolgimenti anche a livello politico. Il comandante dei vigili quarratini aveva replicato alle accuse spiegando come la legge consenta di utilizzare auto diverse da quelle di servizio per istallare l’autovelox, sempre che nelle vicinanze ci sia il personale in divisa. Ma non sembrerebbe questo il caso di Montale, almeno stando alle testimonianze e alle foto scattate dieci giorni fa.
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