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Pistoia

Stangata sulle bollette dell’acqua: più 9,5 per cento

Francesco Albonetti
Stangata sulle bollette dell’acqua: più 9,5 per cento

Publiacque si giustifica: ritocchi dovuti all’ampliamento del bacino di utenza e per far fronte a 57 milioni di investimenti Francesco Albonetti

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PISTOIA. Bollette dell’acqua più care, in qualche caso carissime. L’assemblea dei Comuni dell’Ato 3 ha deliberato un aumento medio della tariffa che si aggira sul 9,5% per una famiglia media dal consumo “tipo”. Gli aumenti scatteranno subito, fin dalla prossima bolletta. Anzi, ci sarà anche un conguaglio per pareggiare i conti con le bollette del 2007 alle quali era stata applicata la vecchia tariffa. Rimodulati gli scaglioni di consumo, con una riduzione della fascia meno cara da 100 a 80 metri cubi. Tutto ciò è stato deciso nel corso dell’ultima assemblea dei comuni dell’ Ato, nella quale sono state approvate le modifiche al piano di ambito, con una serie di altre importanti novità: l’entrata definitiva nell’Ato 3 dei comuni del Chianti (Bagno a Ripoli, Barberino Val D’Elsa, Greve, Impruneta, S. Casciano e Tavernelle) e maggiori agevolazioni per le famiglie a reddito più basso.

«L’aumento delle tariffe è dipeso in parte proprio dall’ingresso dei comuni del Chianti - dice Alessandro Coppini, consigliere pistoiese nell’Ato 3 - e in parte dalla necessità di portare avanti un alto livello di investimenti, che nel 2007 toccano i 57 milioni di euro in tutta l’area». Le tariffe vengono aumentate da 7 al 9,54% nella tariffa base. La tariffa agevolata verrà applicata per un consumo annuo fino a 80 metri cubi (prima era 100 metri cubi) con un aumento dell’8,25% euro l’anno. Da 80 a 150 metri cubi l’anno l’aumento è del 9,5% ed è questa la fascia prevalente: per una famiglia che consuma 150 mc, la spesa sarà di 230 euro (30 euro in più dell’anno scorso) mentre, fa notare l’Ato 3, la spesa media di altri ambiti territoriali va da 240 a 245 euro. In realtà, la riduzione della fascia bassa di consumo da 100 a 80 mc, comporta aumenti per le famiglie che si trovano su quella soglia anche del 15%. «A pagare di più saranno i residenti dei comuni del Chianti - spiega Coppini - perché avevano le tariffe ferme a quelle del Cipe del 2002 ed ora sono stati adeguati agli altri comuni dell’Ato».

«C’è da rilevare che si sta verificando la possibilità di migliorare le tutele per le famiglie a basso reddito - prosegue Coppini - con un doppio criterio: l’indice Isee e il numero di componenti delle famiglie». La soglia Isee (reddito annuo) viene incrementata da 6.713,94 euro a 9.300. Alcuni politici dell’opposizione, ma anche consiglieri dei comuni del Chianti, hanno fatto notare che l’aumento delle tariffe non dipende solo dai nuovi ingressi e dalla necessità di far fronte agli investimenti, ma anche alle previsioni sbagliate sui consumi. In pratica, vengono scaricati sugli utenti errori di previsione dei manager, che avevano previsto un’impennata dei consumi d’acqua che invece non ci sono stati, grazie al contenimento delle perdite e alle campagne anti-sprechi da parte del gestore Publicacqua.

E a quello dell’acqua, si sta per aggiungere la partita della depurazione, con l’entrata in vigore della legge 152 che comporterà l’obbligo di una serie di adeguamenti degli impianti entro il 2016. «Ci siamo resi conto che non si potrebbero finanziare i lavori di adeguamento che occorrono senza dover aumentare in modo molto consistente le tariffe di depurazione - conclude Coppini - per cui si andranne pensate fonti di finanziamento alternative».

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