Sicurezza
Paola Turci, un concerto per tre
Luigi Scardigli
Cantano con lei al parco dell'Aringhese Max Gazzé e Marina Rei
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MONTALE. Non è la prima volta che Paola Turci si presenta al suo caloroso pubblico in compagnia di alcuni colleghi e sempre con grande successo. Questa formula sarà ripetuta anche a Montale, al parco dell'Aringhese per l'apertura dell'undicesimo “Moon Tale”. Appuntamento il 7 luglio. La cantautrice romana dunque ha deciso che preferirà farsi applaudire non da sola, ma in compagnia di Max Gazzè, da una parte, e Marina Rei, dall'altra. «Esibirsi insieme è cominciato per gioco, ma ha funzionato immediatamente» racconta Paola Turci, raggiunta telefonicamente durante una pausa delle prove del tour. Questo tour la porterà, con i suoi due amici, in giro per l'Italia per dieci appuntamenti.
«Per questo abbiamo deciso di non lasciar cadere nel ricordo di una semplice emozione questa esperienza - dice ancora la Turci - ma abbiamo deciso di lavorarci sopra, arrivando a questa piacevolissima conclusione: la tournée».
Paola Turci ci dice che questa sinergia artistica sia cominciata per gioco, si riferisce probabilmente, al precedente trio, quello che lei formò, all'epoca, sempre con Max Gazzè, ma con Carmen Consoli al posto dell'attuale Marina Rei. Era il 2001 e a questa conclusione la Turci arrivò dopo aver vinto parecchi premi e convinto tanta gente, critica compresa. La 43enne romana infatti sale agli onori della cronaca musicale poco più che ventenne, quando a Sanremo si aggiudica il premio della giuria con “L'uomo di ieri”. E non si tratta certo di un'eccezione, perché la giuria, a conferma delle sue ottime doti non solo timbriche, decide di insignirla dello stesso ambito riconoscimento anche nelle tre edizioni successive, con “Primo tango” (1987), “Sarò bellissima” (1998) e “Bambini” (1989).
«Con Max (Gazzé) e Marina (Rei) il rapporto però non si limita solo a questa meravigliosa condivisione scenica e strumentale - precisa - in comune abbiamo anche lo stesso manager, ad esempio, la stessa etichetta indipendente, produciamo la musica e tutto quello che a questa gira intorno all'incirca nello stesso modo, ma abbiamo soprattutto una voglia pazzesca di sperimentare nuovi campi, sondare nuovi umori, cercare di decifrare altre atmosfere». «Marina ad esempio - aggiunge - proprio recentemente, ha pubblicato un cd davvero bello, quasi sperimentale, rispetto al pop che ci contrassegna. Max è in continuo movimento artistico e io sto terminando di scrivere un libro, nel quale sto mettendo la stessa carica e le stesse emozioni che riesco ad emettere tutte le volte che ho la fortuna di esibirmi».
Al parco dell'Aringhese insomma la triplice manifestazione non sarà una novità, perché Paola, Marina e Max questo esperimento lo hanno già fatto ottenendo davvero molto successo. «A nessuno di noi però piace molto cullarsi sugli allori - aggiunge la cantante - siamo sempre motivati dalla volontà e dalla possibilità di poter arrivare oltre, per vedere nuovi orizzonti. Per questo crediamo che la nostra esperienza e quella più in generale della musica intesa come studio e ricerca non corra il rischio di estinzione».
E con un trio tanto assortito (Marina Rei è una polistrumentista), la formazione vanta anche alcuni sessionisti a supporto: un violino, una chitarra e tanta, tanta voglia di stupire.
«Per questo abbiamo deciso di non lasciar cadere nel ricordo di una semplice emozione questa esperienza - dice ancora la Turci - ma abbiamo deciso di lavorarci sopra, arrivando a questa piacevolissima conclusione: la tournée».
Paola Turci ci dice che questa sinergia artistica sia cominciata per gioco, si riferisce probabilmente, al precedente trio, quello che lei formò, all'epoca, sempre con Max Gazzè, ma con Carmen Consoli al posto dell'attuale Marina Rei. Era il 2001 e a questa conclusione la Turci arrivò dopo aver vinto parecchi premi e convinto tanta gente, critica compresa. La 43enne romana infatti sale agli onori della cronaca musicale poco più che ventenne, quando a Sanremo si aggiudica il premio della giuria con “L'uomo di ieri”. E non si tratta certo di un'eccezione, perché la giuria, a conferma delle sue ottime doti non solo timbriche, decide di insignirla dello stesso ambito riconoscimento anche nelle tre edizioni successive, con “Primo tango” (1987), “Sarò bellissima” (1998) e “Bambini” (1989).
«Con Max (Gazzé) e Marina (Rei) il rapporto però non si limita solo a questa meravigliosa condivisione scenica e strumentale - precisa - in comune abbiamo anche lo stesso manager, ad esempio, la stessa etichetta indipendente, produciamo la musica e tutto quello che a questa gira intorno all'incirca nello stesso modo, ma abbiamo soprattutto una voglia pazzesca di sperimentare nuovi campi, sondare nuovi umori, cercare di decifrare altre atmosfere». «Marina ad esempio - aggiunge - proprio recentemente, ha pubblicato un cd davvero bello, quasi sperimentale, rispetto al pop che ci contrassegna. Max è in continuo movimento artistico e io sto terminando di scrivere un libro, nel quale sto mettendo la stessa carica e le stesse emozioni che riesco ad emettere tutte le volte che ho la fortuna di esibirmi».
Al parco dell'Aringhese insomma la triplice manifestazione non sarà una novità, perché Paola, Marina e Max questo esperimento lo hanno già fatto ottenendo davvero molto successo. «A nessuno di noi però piace molto cullarsi sugli allori - aggiunge la cantante - siamo sempre motivati dalla volontà e dalla possibilità di poter arrivare oltre, per vedere nuovi orizzonti. Per questo crediamo che la nostra esperienza e quella più in generale della musica intesa come studio e ricerca non corra il rischio di estinzione».
E con un trio tanto assortito (Marina Rei è una polistrumentista), la formazione vanta anche alcuni sessionisti a supporto: un violino, una chitarra e tanta, tanta voglia di stupire.
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