Il Tirreno

Pistoia

Via al Berti 2 con tre punti interrogativi

Alberto Vivarelli

La Margherita cede sulla presidenza del consiglio che va a Vettori

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PISTOIA. La giunta è pronta ma solo stamani il sindaco renderà nota la lista. L’accordo è stato raggiunto sabato sera intorno alle 21,30 dopo ore di confronto. Alla fine Renzo Berti, di fronte all’elenco dei nomi che i partiti gli hanno presentato si è preso la domenica per decidere uomini e deleghe. Poi, oggi alle 15, tutti nella sala di Grandonio per l’insediamento del nuovo consiglio comunale.

Vediamo gli assetti.
Lo schema. L’accordo tra i partiti prevede il seguente schema: tre assessori ai Democratici di sinistra, due alla Margherita, uno ciascuno a Riformisti-socialisti, Comunisti italiani, Rifondazione comunista. Marco Vettori, ex capogruppo dei Comunisti italiani sarà proposto alla presidenza del consiglio comunale. Confermata la presidenza della circoscrizione 2 a Stefano Bindini, conquistata a suon di voti (una lezione di comunicazione, la sua, di cui si dovrebbe far tesoro), c’è incertezza per le altre. L’accordo prevede la circoscrizione 1 alla Margherita con Comunisti italiani, Rifondazione comunistae la circoscrizione 3 ai Comunisti italiani con il votatissimo Silvano Pocci, ma per Rifondazione la partita è ancora aperta e punta i piedi per la circoscrizione 1 dove vorrebbe confermare Filippo Mazzoni. Nelle prossime ore anche questo nodo dovrebbe essere sciolto. Nello schema c’è un posto in meno per la Margherita che sarebbe ricompensata tra qualche mese con la presidenza (a Giuliano Guiducci) del Copit. Ivo Lucchesi, che non è in scadenza di mandato ma che è persona ragionevole, potrebbe immolarsi alla causa.

I nomi. A dire il vero, lo schema era accompagnato anche da nomi precisi. Per i Democratici di sinistra due conferme: Silvia Ginanni e Rino Fragai, e una novità, Samuele Bertinelli, ex capogruppo della Quercia in consiglio comunale. La Margherita ha chiesto la conferma di Tommaso Braccesi e l’ingresso di Mario Tuci che passerebbe così direttamente dalla segreteria provinciale della Cisl ad un assessorato. I Comunisti italiani, gli unici vincitori nella coalizione del centrosinistra, hanno chiesto (e dovrebbero ottenerla) la conferma di Rosanna Moroni che dovrebbe avere anche l’incarico di vice sindaco. Anche Rifondazione comunista ha chiesto la conferma dell’assessore Stefano Cristiano. Un assessorato hanno chiesto anche i socialisti che dopo il no di Alberto Niccolai, hanno proposto Osvaldo Innocenti, direttore delle risorse umane della Conad e membro di Confcommercio nell’Ente bilaterale per il terziario.

Il sindaco. Almeno tre di queste proposte non convincono il sindaco Renzo Berti, per gli altri nomi via libera. Proprio sulle colonne di questo giornale aveva assicurato che, una volta stabilito lo schema, i nomi li avrebbe scelti lui senza condizionamenti perché per lavorare insieme cinque anni occorre qualcosa di più che la fiducia dei partiti di appartenenza. Berti potrebbe scegliere Tuci per due motivi: per l’appoggio avuto dal segretario della Cisl in campagna elettorale e perché la sua presenza risolverebbe il problema Fragai la cui riconferma non convince Berti. La presenza di due ex segretari sindacali in giunta, tra l’altro, non sarebbe gradita alle categorie imprenditoriali. L’unico problema è che la nomina di Tuci non piace alla minoranza interna della Margherita. In bilico, invece, Tommaso Braccesi. Berti non avrebbe gradito l’atteggiamento dell’ex assessore (tra le altre cose è stato l’unico a disertare l’incontro che il sindaco ha avuto venerdì con tutti gli ex colleghi di giunta) nel corso delle trattative per l’esecutivo. L’esclusione di Braccesi potrebbe portare in giunta Simona Laing, sempre della Margherita. Nemmeno la proposta di Innocenti convince Berti. Innocenti ha incarichi di peso nel settore della grande distribuzione e questo potrebbe creargli qualche problema di equilibrio.

I tasselli. Ieri il sindaco ha lavorato l’intero pomeriggio a mettere a posto questi tasselli. In sostanza ha lavorato per trovare tre assessori: un diessimo, un socialista e uno della Margherita. Il resto sono solo conferme. Ed ha lavorato anche alla questione non facile delle deleghe. Tutti vorrebbero evitare quella dei lavori pubblici che si porta dietro la questione velenosissima del traffico. E poi ci sono le preferenze. Silvia Ginanni, ad esempio vorrebbe rimanere all’urbanistica (dove ha lavorato bene), assessorato su cui punterebbe anche Bertinelli. Tutto da decidere anche per il capogruppo dell’Ulivo. Tre in ballottaggio: Nicola Gonfiantini (Margherita), Riccardo Pallini e Mirko Vannucchi (Ds). Una scelta che verrà definita solo questa mattina.

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