Il Tirreno

Pistoia

Poste, annullati i trasferimenti

Tiziana Gori

Accordo con il sindacato: i 40 dipendenti rimangono in via Pratese

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PISTOIA. Nessun trasferimento da Pistoia a Firenze per i lavoratori del centro postale operativo di via Pratese interessati dal processo di riorganizzazione di Poste Italiane. Il 26 giugno le organizzazioni (Slc Cgil, Slp Cisl, Uil Post e Ugl Comunicazioni) hanno sottoscritto un accordo con l’azienda Poste che definisce il nuovo assetto del centro di via Pratese e salva i posti di lavoro a Pistoia. «Un risultato importante», sostiene Giuseppe Totaro, della Cisl. «Una mezza vittoria», dice con una soddisfazione più moderata Teresa Palermo, di Cgil Poste. «Non possiamo fare salti di gioia, ma salvaguardiamo i posti su Pistoia», commenta Giuseppe Genna, della Uil. La conversione della struttura organizzativa dell’ex Cpo dovrebbe partire a metà luglio. L’accordo di tre giorni fa è frutto di mesi di polemiche, incontri tra vertici aziendali e sindacati, interessamento alla questione di rappresentanti delle istituzioni a livello locale e regionale.

Poste Italiane intende chiudere tutti i Centri postali operativi toscani ad eccezione di Firenze e Pisa. «Adesso è in corso di dismissione Massa - informa Teresa Palermo - Prato è già chiuso e gli altri sono stati ridimensionati e ridotti». Riorganizzazione ed ottimizzazione delle risorse è la parola chiave dell’azienda, che sta accentrando gran parte delle lavorazioni al centro del movimento postale di Sesto Fiorentino. A fine ottobre 2006 una comunicazione della direzione regionale avvertiva i lavoratori dell’imminente chiusura del Cpo. Una mazzata tra capo e collo, anche perché la data fissata per “sgomberare i locali” era il 6 novembre, solo pochi giorni dopo. Si trattava di una mossa aziendale per far capire che stavolta eravamo davvero arrivati al capolinea. Senza confronti con i sindacati, il Cpo non poteva chiudere in quella data, ma il messaggio mandato era chiaro. Sono stati mesi di disagio per i lavoratori, sempre in ansia per il loro futuro, e di trattative aspre tra azienda e sindacati. Dei 55 dipendenti interessati dal processo di mobilità, dopo 7 mesi, grazie a trasferimenti e prepensionamenti, siamo arrivati a. Un numero comunque alto, in maggioranza persone con anzianità di servizio di 25-30 anni che rischiava di dover ripartire da zero in un’altra città, con un mal sopportabile aggravio di spese sui bilanci familiari.

L’accordo stipulato il 26 giugno lascia i dipendenti a Pistoia, con mansioni in parte diverse rispetto a prima e una nuova organizzazione della struttura di via Pratese. «La logistica di Pistoia - spiega Teresa Palermo - va a Firenze. Alle loro mansioni rimangono solo i 12 dipendenti addetti ai Grandi Clienti, i 2 all’Unep e i 3 dello staff. La posta della provincia di Pistoia arriverà già divisa per comuni da Firenze. I ripartitori dovranno smistare le varie zone dei postini della Piana e della montagna». Questa nuova organizzazione è stata chiamata “Pistoia 2”. Sono in corso lavori nei locali del Cpo per accogliere i postini di Agliana, Montale, Casalguidi e Serravalle, che da metà luglio partiranno direttamente da via Pratese. Gli autisti continueranno a svolgere la loro mansione, ma con nuovi modelli di lavoro. Spariscono il Promoposta e i servizi notturni, cambiamenti che hanno suscitato grosse polemiche e recriminazioni da parte di molti dipendenti. «Il nostro compito - afferma Totaro - era tutelare i posti di lavoro, non la perequazione dei redditi. Riteniamo di aver fatto il nostro dovere».

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