Sicurezza
D'Arrigo: «La Pistoiese che vorrei»
Una squadra combattiva, votata al sacrificio e al lavoro
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PISTOIA. In attesa dei primi movimenti in entrata, dopo la cessione di Collacchioni alla Reggina, mister Francesco D’Arrigo e il diesse Giovanni Botteghi l’altro ieri si sono visti per mettere a punto i piani pe la prossima stagione. La squadra è tutta da rifondare. In pratica, come aveva detto il diesse, occorrono 14-15 titolari, più 5-6 giovani per integrare la rosa. Una rosa sulla quale dovrà poi lavorare il tecnico. E Francesco D’Arrigo come vorrebbe la sua Pistoiese? «La vorrei combattiva - dice - e votata al sacrificio e al lavoro. «È ovvio che servono due portieri. Uno, Mareggini, lo abbiamo già, ma vedremo con quale compito potrà darci una mano».
Per questo ruolo si sono fatti i nomi di Luca Capecchi, che ha conquistato la B in questa stagione con il Ravenna, e di Giuseppe Aprea che quest’anno ha difeso la porta del Venezia. Per quanto riguarda la difesa, D’Arrigo ha le idee molto chiare. «La difesa - aggiunge - sarà a quattro, con un esterno destro bloccato dietro, mentre il sinistro avrà il compito di spingere. Al centro invece prediligo gente fisicamente prestante e atletica. In totale occorrono 6 titolari, tre esterni e tre centrali». Se dovesse restare Ghinassi, un posto toccherebbe a lui, altrimenti, con la partenza di Collacchioni, occorrerà rimettere mano all’intero reparto. Venturelli è uno dei candidati alla conferma perché, «quest’anno ha fatto un buon campionato - dice D’Arrigo - è integro fisicamente ed ha l’esperienza che serve in questo ruolo».
Anche Boccaccini potrebbe restare in orgnico, ma il nome nuovo potrebbe essere quello dell’esterno destro Andrea Turato, quest’anno a Sangiovanni Valdarno, così come quello del pisano Riccardo Bolzan, per l’altra fascia, se non dovesse andare a Lucca con Braglia. Ma occorre anche pensare al centrocampo. «Anche qui - precisa D’Arrigo - sono 6 o 7 gli uomini che servono: tre centrali e tre esterni. Naturalmente si giocherebbe a quattro, con due centrali, uno che costruisce, bravo tecnicamente e che detta i tempi, mentre l’altro più incontrista, ma abile negli inserimenti. Sulle fasce invece preferisco a destra avere uno che copre l’intera fascia, mentre a sinistra lo voglio più offensivo e capace di chiudere anche verso il centro». Tra i centrali i nomi che si fanno con più gettonati sono il ravennate Sciaccaluga, l’ex pisano Daniele Buzzegoli, il lucchese Marco Napolioni e Stefano Bono del Venezia. Ma in questo ruolo potrebbe anche esserci il ritorno di Alex Pederzoli dal Manfredonia. Per il ruolo di esterno invece si è puntato lo sguardo su Basso della Sangiovannese e su Alessandro Campo del Cittadella, che potrebbe rientrare in uno scambio con Fabio Alteri che piace molto in Veneto.
Infine occorrerà pensare bene anche al reparto avanzato. «Occorrerà saper scegliere - conclude il tecnico luccese - l’uomo che dovrà affiancare Motta. Io penso ad uno che possa partire leggermente alle spalle della prima punta, rapido e che si sappia inserire negli spazi creati da Motta». Un identikit che potrebbe corrispondere al nome del lucchese Simone Masini, ma anche a quello di Gianluca Porro della Sangiovannese, così come a quello di Luca Vigna, così come a quello di Marco Sansovini del Manfredonia. Insomma, una Pistoiese che inizia a prendere forma, in attesa degli sviluppi relativi alle cessioni di Catacchini, per il quale si è fatto avanti anche il Frosinone, dopo Rimini, Bologna e Ravenna, di Wolf, sul quale è sempre di attualità l’interessamento del Torino e del Parma, e di Ghinassi, con Parma e Torino in prima fila.
Per questo ruolo si sono fatti i nomi di Luca Capecchi, che ha conquistato la B in questa stagione con il Ravenna, e di Giuseppe Aprea che quest’anno ha difeso la porta del Venezia. Per quanto riguarda la difesa, D’Arrigo ha le idee molto chiare. «La difesa - aggiunge - sarà a quattro, con un esterno destro bloccato dietro, mentre il sinistro avrà il compito di spingere. Al centro invece prediligo gente fisicamente prestante e atletica. In totale occorrono 6 titolari, tre esterni e tre centrali». Se dovesse restare Ghinassi, un posto toccherebbe a lui, altrimenti, con la partenza di Collacchioni, occorrerà rimettere mano all’intero reparto. Venturelli è uno dei candidati alla conferma perché, «quest’anno ha fatto un buon campionato - dice D’Arrigo - è integro fisicamente ed ha l’esperienza che serve in questo ruolo».
Anche Boccaccini potrebbe restare in orgnico, ma il nome nuovo potrebbe essere quello dell’esterno destro Andrea Turato, quest’anno a Sangiovanni Valdarno, così come quello del pisano Riccardo Bolzan, per l’altra fascia, se non dovesse andare a Lucca con Braglia. Ma occorre anche pensare al centrocampo. «Anche qui - precisa D’Arrigo - sono 6 o 7 gli uomini che servono: tre centrali e tre esterni. Naturalmente si giocherebbe a quattro, con due centrali, uno che costruisce, bravo tecnicamente e che detta i tempi, mentre l’altro più incontrista, ma abile negli inserimenti. Sulle fasce invece preferisco a destra avere uno che copre l’intera fascia, mentre a sinistra lo voglio più offensivo e capace di chiudere anche verso il centro». Tra i centrali i nomi che si fanno con più gettonati sono il ravennate Sciaccaluga, l’ex pisano Daniele Buzzegoli, il lucchese Marco Napolioni e Stefano Bono del Venezia. Ma in questo ruolo potrebbe anche esserci il ritorno di Alex Pederzoli dal Manfredonia. Per il ruolo di esterno invece si è puntato lo sguardo su Basso della Sangiovannese e su Alessandro Campo del Cittadella, che potrebbe rientrare in uno scambio con Fabio Alteri che piace molto in Veneto.
Infine occorrerà pensare bene anche al reparto avanzato. «Occorrerà saper scegliere - conclude il tecnico luccese - l’uomo che dovrà affiancare Motta. Io penso ad uno che possa partire leggermente alle spalle della prima punta, rapido e che si sappia inserire negli spazi creati da Motta». Un identikit che potrebbe corrispondere al nome del lucchese Simone Masini, ma anche a quello di Gianluca Porro della Sangiovannese, così come a quello di Luca Vigna, così come a quello di Marco Sansovini del Manfredonia. Insomma, una Pistoiese che inizia a prendere forma, in attesa degli sviluppi relativi alle cessioni di Catacchini, per il quale si è fatto avanti anche il Frosinone, dopo Rimini, Bologna e Ravenna, di Wolf, sul quale è sempre di attualità l’interessamento del Torino e del Parma, e di Ghinassi, con Parma e Torino in prima fila.
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