La protesta
Quaranta negozianti si ribellano «Il Centro commerciale non funziona»
Francesco Albonetti
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PISTOIA. Così non va. Se il Comune non rivedrà alcune sue scelte della passata legislatura e il Centro commerciale naturale non uscirà dall’attuale impasse, per noi commercianti sarà difficile riuscire a sopravvivere. E’ una protesta e un appello quello che sta scoppiando in questi giorni da un nutrito gruppo di negozianti del centro storico. Sono una quarantina, almeno per ora, e stanno preparando una petizione con raccolta di firme da consegnare al sindaco e al presidente del Ccn Sergio Barghini. A capo della protesta c’è Aldemaro Arcangeli, titolare del negozio di calzature Pietro l’Artigiano di via Buozzi. Molti di questi commercianti non sono ancora diventati soci del Centro commerciale, non perché non ci credono, ma perché non è quel motore di iniziative che auspicavano.
La nuova giunta si formerà il 2 luglio e, fra le prime gatte da pelare, avrà proprio la questione del commercio nel centro, minacciato dalla crisi dei consumi e dalla concorrenza ormai irrefrenabile della grande distribuzione. Ma nel mirino del gruppo di negozianti c’è anche il consorzio che non riesce a decollare, con le iniziative più importanti, fra cui la fidelity card, ancora al palo per via dell’impossibilità di prendere decisioni da quando il consiglio direttivo è rimasto in dodici, dei sedici previsti per statuto. «I negozi storici di Pistoia stanno scomparendo tutti - lamenta Arcangeli - Abbiamo avuto altre due chiusure recentemente ed altre se ne aggiungeranno alla fine dell’anno. Si riesce a lavorare un po’ soltanto nei giorni di mercato e nei periodi di saldo, ma in altri giorni, soprattutto se piove, alcuni di noi potrebbero chiudere bottega e andare a casa. Non ne faccio un caso personale perché, anche se ho calato il lavoro, non posso lamentarmi come altri».
L’obiettivo, dicevamo, è duplice: Comune e Centro commerciale naturale. «Ci appelliamo al sindaco e alle istituzioni perché rivedano alcune loro scelte sui parcheggi. E’ impensabile, e neppure noi lo vogliamo, riportare le auto in centro. Ma non si può pensare di non prevedere parcheggi che consentono in pochi minuti di raggiungere i negozi. Oppure far funzionare davvero le navette, non che vado a S.Agostino e devo aspettare un quarto d’ora per vedere passare il primo autobus».
Ancora più pressanti le richieste al consorzio commerciale, che ancora non ha preso campo a dovere: «Noi ci abbiamo creduto all’inizio, ma io non mi sono mai iscritto né ho pagato un euro - incalza il negoziante del Globo - Mi sembra che facciano come i politici, litigano fra loro e non guardano agli interessi della categoria, che poi sono gli stessi per tutti. Il Centro commerciale naturale è paralizzato, non vediamo iniziative veramente importanti, come potrebbe e doveva essere quella della carta fedeltà per i clienti. Per ora vediamo le stesse cose che facevano le associazioni prima per conto loro. Allora che bisogno c’era di formare il consorzio?»
La nuova giunta si formerà il 2 luglio e, fra le prime gatte da pelare, avrà proprio la questione del commercio nel centro, minacciato dalla crisi dei consumi e dalla concorrenza ormai irrefrenabile della grande distribuzione. Ma nel mirino del gruppo di negozianti c’è anche il consorzio che non riesce a decollare, con le iniziative più importanti, fra cui la fidelity card, ancora al palo per via dell’impossibilità di prendere decisioni da quando il consiglio direttivo è rimasto in dodici, dei sedici previsti per statuto. «I negozi storici di Pistoia stanno scomparendo tutti - lamenta Arcangeli - Abbiamo avuto altre due chiusure recentemente ed altre se ne aggiungeranno alla fine dell’anno. Si riesce a lavorare un po’ soltanto nei giorni di mercato e nei periodi di saldo, ma in altri giorni, soprattutto se piove, alcuni di noi potrebbero chiudere bottega e andare a casa. Non ne faccio un caso personale perché, anche se ho calato il lavoro, non posso lamentarmi come altri».
L’obiettivo, dicevamo, è duplice: Comune e Centro commerciale naturale. «Ci appelliamo al sindaco e alle istituzioni perché rivedano alcune loro scelte sui parcheggi. E’ impensabile, e neppure noi lo vogliamo, riportare le auto in centro. Ma non si può pensare di non prevedere parcheggi che consentono in pochi minuti di raggiungere i negozi. Oppure far funzionare davvero le navette, non che vado a S.Agostino e devo aspettare un quarto d’ora per vedere passare il primo autobus».
Ancora più pressanti le richieste al consorzio commerciale, che ancora non ha preso campo a dovere: «Noi ci abbiamo creduto all’inizio, ma io non mi sono mai iscritto né ho pagato un euro - incalza il negoziante del Globo - Mi sembra che facciano come i politici, litigano fra loro e non guardano agli interessi della categoria, che poi sono gli stessi per tutti. Il Centro commerciale naturale è paralizzato, non vediamo iniziative veramente importanti, come potrebbe e doveva essere quella della carta fedeltà per i clienti. Per ora vediamo le stesse cose che facevano le associazioni prima per conto loro. Allora che bisogno c’era di formare il consorzio?»
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