Sicurezza
Celle festeggia le 25 candeline con Fogliati e Sissi
Paolo Gestri
Per il quarto di secolo della Fattoria, anche un nuovo catalogo sulla collezione Gori
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PISTOIA. La Fattoria di Celle compie 25 anni anni e proprio ieri ha festeggiato il quarto di secolo con l’apertura di una mostra, un’installazione e un pranzo che per l’occasione è stato più propriamente una coloratissima e fantasiosa colazione d’artista. È stato presentato anche il neonato volume “Fattoria di Celle. Collezione Gori. Un percorso nell’arte ambientale”, guida a cura de Gli Ori, editori contemporanei, Prato. Costa 25 euro. La mostra si intitola “Un’utopia possibile?” ed è a firma del torinese Piero Fogliati. Divisa in due parti, presenta le opere, nella Cascina Terrarossa e i disegni nella sede espositiva di Casapeppe.
L’installazione è invece dell’artista trentenne bolognese Sissi. Con il primo evento la Fattoria rende anche omaggio ad uno che ha saputo scolpire la luce e che, peraltro, non è nuovo a Celle. Giuliano Gori ha già nel suo parco d’arte ambientale contemporanea due opere di Fogliati, “Latomie, sonata per sette strumenti per acqua e aria”, del 1990 (lodata tra gli altri da Luciano Boerio) e “Reale Virtuale” del 1993. Coniugando ancora una volta tecnologia ed arte, l’artista ha di nuovo costruiti macchine prodigiose, capaci di dare colori alla pura luce bianca, di trasformare una superfice piatta in visivamente rotonda, di creare arcobaleni e strisce multicolori col semplice movimento. L’incolore diventa colori, ciò che è piatto si fa sfera e quanto percepiamo cone tridimensionale, lo si può godere, quasta volta policromo, in due dimensioni. Lo stesso Gori fa capire di ritenere Fogliati il fiore all’occhiello di questa felice ricorrenza. «Volevo un evento - spiega - che confermasse la qualità delle attività finora svolte dalla Collezione, perciò ho invitato Fogliati, tra le più alte espressioni nel campo dell’arte visiva, come lo definì il noto paesaggista Pietro Porcinai, e per la sua rara aura poetica. Fogliati - conclude Gori - ha il pregio di non darci formule, ma di liberare la nostra fantasia».
E Lara Vinca Masini acutamento lo inscrive nelle pagine della cultura postmoderna. «Le nuove generazioni - osserva - non vedono più una gran differenza tra arte, architettura e scienza». Da ricordare solo che l’opera arte finita di Fogliati è sempre preceduta dalla costruzione materiale degli elementi necessari. È realizzabile la sua utopia di una città visibile e vivibile? I nuovi strumenti che lui stesso elabora non fanno dire di no. Anche l’opera di Sissi è stata molto applaudita. La sua temporanea installazione “Voliare” ha trovato spazio nella Cascina Terrarossa. Ha invaso le piccole stanze di tondini di ferro, costruito voliere. Il pensiero e la mente di chi vi entra si trovano inevitabilmente avvolti, come dire che ripercorre il tanto difficile quanto raccontato viaggio nel proprio io. «La scultura è un rovo. la stanza diventa una tana. I varchi sono difficili, ma le stanze comunicanti ed alla fine se ne può uscire, appunto perchè le voliere si aprono e si chiudono. Sono ferri minacciosi, ma tradotti anche in linee morbide: con la duplice valenza di una ricerca in se stessi ed una fiducia da non abbandonare verso il mondo esterno».
Da parlare infine del libro-guida. Si tratta di un volume agile che rivendica alla Fattoria di Celle il possesso di un’arte ambientale, tutt’altra cosa dell’arte ambientata. Installazioni e sculture perfettamente integrate nello spazio dato, immodificabile, che ogni artista deve rispettare così com’è. Il volume propone schede e foto, un sintetico regesto di tutti gli artisti ed una dettagliata mappa. È disponibile in italiano ed in inglese.
L’installazione è invece dell’artista trentenne bolognese Sissi. Con il primo evento la Fattoria rende anche omaggio ad uno che ha saputo scolpire la luce e che, peraltro, non è nuovo a Celle. Giuliano Gori ha già nel suo parco d’arte ambientale contemporanea due opere di Fogliati, “Latomie, sonata per sette strumenti per acqua e aria”, del 1990 (lodata tra gli altri da Luciano Boerio) e “Reale Virtuale” del 1993. Coniugando ancora una volta tecnologia ed arte, l’artista ha di nuovo costruiti macchine prodigiose, capaci di dare colori alla pura luce bianca, di trasformare una superfice piatta in visivamente rotonda, di creare arcobaleni e strisce multicolori col semplice movimento. L’incolore diventa colori, ciò che è piatto si fa sfera e quanto percepiamo cone tridimensionale, lo si può godere, quasta volta policromo, in due dimensioni. Lo stesso Gori fa capire di ritenere Fogliati il fiore all’occhiello di questa felice ricorrenza. «Volevo un evento - spiega - che confermasse la qualità delle attività finora svolte dalla Collezione, perciò ho invitato Fogliati, tra le più alte espressioni nel campo dell’arte visiva, come lo definì il noto paesaggista Pietro Porcinai, e per la sua rara aura poetica. Fogliati - conclude Gori - ha il pregio di non darci formule, ma di liberare la nostra fantasia».
E Lara Vinca Masini acutamento lo inscrive nelle pagine della cultura postmoderna. «Le nuove generazioni - osserva - non vedono più una gran differenza tra arte, architettura e scienza». Da ricordare solo che l’opera arte finita di Fogliati è sempre preceduta dalla costruzione materiale degli elementi necessari. È realizzabile la sua utopia di una città visibile e vivibile? I nuovi strumenti che lui stesso elabora non fanno dire di no. Anche l’opera di Sissi è stata molto applaudita. La sua temporanea installazione “Voliare” ha trovato spazio nella Cascina Terrarossa. Ha invaso le piccole stanze di tondini di ferro, costruito voliere. Il pensiero e la mente di chi vi entra si trovano inevitabilmente avvolti, come dire che ripercorre il tanto difficile quanto raccontato viaggio nel proprio io. «La scultura è un rovo. la stanza diventa una tana. I varchi sono difficili, ma le stanze comunicanti ed alla fine se ne può uscire, appunto perchè le voliere si aprono e si chiudono. Sono ferri minacciosi, ma tradotti anche in linee morbide: con la duplice valenza di una ricerca in se stessi ed una fiducia da non abbandonare verso il mondo esterno».
Da parlare infine del libro-guida. Si tratta di un volume agile che rivendica alla Fattoria di Celle il possesso di un’arte ambientale, tutt’altra cosa dell’arte ambientata. Installazioni e sculture perfettamente integrate nello spazio dato, immodificabile, che ogni artista deve rispettare così com’è. Il volume propone schede e foto, un sintetico regesto di tutti gli artisti ed una dettagliata mappa. È disponibile in italiano ed in inglese.
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