Il Tirreno

Pistoia

«Un mix tra giovani ed esperti»

r.ago.

Ecco i piani del nuovo diesse, Giovanni Botteghi

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PISTOIA. È stato ufficializzato ieri il nuovo direttore sportivo della Pistoiese. Si tratta di Giovanni Botteghi, 52 anni, con alle spalle una lunga carriera, prima da calciatore, poi da dirigente. Come atleta aveva calcato i campi di Arezzo, Modena, Pisa e Mantova. Poi è passato dietro la scrivania ricoprendo i ruoli di direttore sportivo e osservatore. Negli ultimi due anni a mezzo ha infatti esercitato queste funzioni nell’organico del Chievo, come capo degli osservatori, sia per l’Italia che per l’estero. Una esperienza molto importante. Prima aveva lavorato con successo per 10 anni alla Spal, due a Pisa, uno a Modena e ancora come osservatore alla Juventus.

Tre campionati vinti, due con la Spal e uno con il Pisa. Insomma, un curriculum di tutto rispetto, con il quale si presenta a Pistoia per riportare la squadra arancione ai fasti di un tempo. Il primo contatto con i Braccialini, l’altro ieri a Milano, per la risoluzione delle comproprietà, ieri invece era in città per iniziare subito a lavorare. «Ho avuto subito - inizia il diesse - una ottima impressione della società e della serietà dei nuovi proprietari della Pistoiese». Appean arrivato, neancora presentato ufficialmente, ma già al lavoro per aiutare la nuova proprietà nel difficile compito di allestire e gestire la squara che tenterà di fare un buon campionato la prossima stagione.

Appunto, programmi per il futuro? «Lavorare seriamente - sottolinea Botteghi - con grande impegno e grande costanza». Ma scende anche nei dettagli. «Intanto cercare di allestire - aggiunge - un buon settore giovanile, dal quale in futuro poter attingere per la prima squadra. Nel frattempo, per il prossimo anno cercheremo di mettere in piedi una squadra competitiva». E secondo il suo modo di intendere il calcio, la competitività significa un giusto mix tra giovani e giocatori esperti. «Cercheremo - precisa - giocatori giovani bravi, da inserire in un organico nel quale i più anziani dovranno fare loro da guida. E’ solo così che si possono ottenere buoni risultati, anche se la certezza non ce la può dare nessuno».

E quindi si passa al capitolo allenatore. La prossima mossa sarà infatti quella di scegliere la guida tecnica, cui affidare la squadra. «Lo faremo - dice ancora Botteghi - non prima di lunedì o martedì. Non ci vuole fretta. Occorre valutare bene la scelta per non sbalgiare. I tempi sono stretti, ma non ci corre dietro nessuno. L’identikit? Può essere quello di un emergente bravo, così come di uno esperto che abbia già vinto qualcosa nella sua carriera». Infine, una sua impressione personale. «Il nostro programma - conclude - è pluriennale, tre/quattro anni per arrivare al salto di categoria. Adesso cercheremo di creare le basi per andare in B nei prossimi anni. Io sono ottimista di natura...». Oltre all’abilità, quindi, anche la buona stella, ci vuole. Ecco la ricetta del nuovo direttore sportivo arancione, scelto dalla nuova proprietà per la per riportare entusiasmo e calore intorno alla squadra arancione.

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