Il Tirreno

Pistoia

Medici contro la Regione «Non siamo fannulloni...»

Cristiano Marcacci

Parte il monitoraggio quotidiano sul numero delle visite e dei contatti. «Dimostreremo quanto lavoriamo»

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Un totale di 8.900 assistiti per sette medici, che nei 19 giorni lavorativi intercorsi fra il 1º e il 30 aprile 2007 hanno registrato la bellezza di 8.721 contatti con i pazienti e di 927 visite domiciliari. Sono i numeri che l’Associazione Medici Montagna Pistoiese sbatte in faccia all’assessore regionale alla Salute Enrico Rossi, che da un paio di settimane sta costringendo i medici di famiglia a lavorare anche due ore al sabato mattina. Il monitoraggio è stato effettuato grazie allo “iatrometro” (in greco “iatros” significa medico), il nuovo strumento virtuale varato dagli stessi medici. Una sorta di registro su cui quotidianamente viene appuntato il numero di visite (ambulatoriali e domiciliari) e di semplici contatti, anche telefonici, per consigli o richieste di chiarimento. «Per dimostrare, dati alla mano, che non siamo dei fannulloni come ci vogliono invece far passare e per difenderci da chi ci accusa di lasciare dei vuoti nell’assistenza dal venerdì mattina al lunedì pomeriggio», precisano.

Con il passare dei giorni, il clima dei rapporti tra dottori e Regione sta peggiorando sempre di più. La vertenza si sta incancrenendo e l’associazione montana è la prima ad uscire allo scoperto con delle iniziative pubbliche di protesta. Non resterà probabilmente la prima. Nei prossimi giorni, quasi sicuramente, sarà imitata da altri gruppi e cooperative dell’area cittadina. L’inaugurazione dello “iatrometro” è collegata ad una presa di posizione inviata alla stampa, con cui i dottori della montagna vogliono far sapere a Rossi e all’intera cittadinanza quanto in realtà lavora un medico di famiglia. «Nessuno - affermano - sembra conoscere con precisione cosa facciamo noi medici di famiglia, considerati spesso con sufficienza e per i quali si propongono soluzioni stravaganti e di dubbia utilità (lavorare al sabato per due ore, dopo cinque giorni di contatti con i propri assistiti, ed aggiornarsi durante la settimana). Occorre ricordare che ogni utente che entra nello studio medico rappresenta un problema socio-sanitario: va accolto, ascoltato, esaminato e vanno individuate delle soluzioni, spesso in perfetta solitudine.

Ancor più nel corso di una visita domiciliare, dove, generalmente, i problemi sono assai più complessi, spesso correlati a gravi malattie croniche che impongono un costante monitoraggio. Con lo “iatrometro”, non ci poniamo l’obiettivo di essere considerati giustamente per quello che rappresentiamo, ma vorremmo almeno che si affievolissero gli insulti che vengono quotidianamente rivolti ad una categoria da sempre più indaffarata a fare che ad apparire. Pensate solamente un momento se improvvisamente facessimo solo ed esclusivamente quello che ci compete rispettando alla lettera il nostro mansionario e dimenticandoci che il cittadino, interloquendo con noi, vuole una risposta globare per il suo stato di benessere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web