Suona Riccardo Tesi, su il sipario
Luigi Scardigli
Concerto di inaugurazione per i 100 anni degli Istituti raggruppati
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PISTOIA. Festa della musica, festa della solidarietà e la ricorrenza del primo centenario degli Istituti raggruppati. All’organetto diatonico di Riccardo Tesi e al resto della sua nobile “Banditaliana” l’onore di aprire le danze. L’appuntamento è per domani sera, a partire dalle ore 21 al piccolo teatro “Bolognini”. Daranno il via a queste tre feste in una con un concerto che terranno al cospetto di un pubblico che possiamo facilmente immaginare numeroso e dotto. La festa della musica e della solidarietà sono appuntamenti molto attesi. Quanto al centenario degli Istituti raggruppati invece è doveroso ricordarne gli esordi. Gli Istituti nascono grazie alla riunificazione in un’unica amministrazione del Conservatorio degli orfani di Niccolò Puccini e della Pia Casa del lavoro di Tommaso Conversini.
Un sodalizio, profondamente e congenitamente sociale, che ha operato a Pistoia nel corso di venti lustri. Un lavoro profondo e silenzioso, e proprio per questo il presidente, Giancarlo Niccolai, ha voluto, nell’occasione del centenario, dargli il giusto risalto. E chi meglio della musica etnica studiata, rivisitata e intonata da uno dei più profondi cultori delle origini e delle tradizioni, Riccardo Tesi appunto, avrebbe mai potuto avere l’onore di brindare ad una ricorrenza tanto solenne? A Tesi dunque l’onore di aprire il programma dei festeggiamenti. Tanto per rispolverare gli annali sarà bene ricordare gli esordi artistici di Riccardo Tesi, quasi trent’anni di carriera. La sua prima apparizione ufficiale imbracciando l’organetto diatonico infatti risale al 1978, in compagnia di un’altra cultrice della folkmusic, Caterina Bueno.
Questa unione sfociò, tre anni dopo, nell’incisione di “Il ballo della lepre”. Da quel momento in poi Riccardo Tesi si attestò, immediatamente, nel novero dei saggi di musica colta, inanellando una serie impressionante di partecipazioni e sontuose collaborazioni. Da ricordare un picco particolarmente nobile, quello che lo vide stretto collaboratore dell’inimitabile Fabrizio De André. Nel 1988 poi nasce “Banditaliana” e l’esperienza e gli esperimenti di Riccardo Tesi diventano orchestra.
Un sodalizio, profondamente e congenitamente sociale, che ha operato a Pistoia nel corso di venti lustri. Un lavoro profondo e silenzioso, e proprio per questo il presidente, Giancarlo Niccolai, ha voluto, nell’occasione del centenario, dargli il giusto risalto. E chi meglio della musica etnica studiata, rivisitata e intonata da uno dei più profondi cultori delle origini e delle tradizioni, Riccardo Tesi appunto, avrebbe mai potuto avere l’onore di brindare ad una ricorrenza tanto solenne? A Tesi dunque l’onore di aprire il programma dei festeggiamenti. Tanto per rispolverare gli annali sarà bene ricordare gli esordi artistici di Riccardo Tesi, quasi trent’anni di carriera. La sua prima apparizione ufficiale imbracciando l’organetto diatonico infatti risale al 1978, in compagnia di un’altra cultrice della folkmusic, Caterina Bueno.
Questa unione sfociò, tre anni dopo, nell’incisione di “Il ballo della lepre”. Da quel momento in poi Riccardo Tesi si attestò, immediatamente, nel novero dei saggi di musica colta, inanellando una serie impressionante di partecipazioni e sontuose collaborazioni. Da ricordare un picco particolarmente nobile, quello che lo vide stretto collaboratore dell’inimitabile Fabrizio De André. Nel 1988 poi nasce “Banditaliana” e l’esperienza e gli esperimenti di Riccardo Tesi diventano orchestra.
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