Il Tirreno

Pistoia

Medici di famiglia, in campo il prefetto

Cristiano Marcacci

Convocate Asl e Fimmg: chieste garanzie sull’assistenza ai cittadini

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PISTOIA. Basta coi litigi e con le minacce sulla pelle dei cittadini e dei pazienti. Il prefetto ha detto stop. L’altro giorno ha convocato nel palazzo del governo in piazza Duomo i due principali protagonisti dell’aspra battaglia sui medici di famiglia costretti dall’assessore regionale alla Salute Enrico Rossi a prolungare il proprio orario di lavoro di due ore (dalle 8 alle 10) il sabato mattina. E così il dottor Alessandro Scarafuggi, direttore generale dell’azienda Usl 3 di Pistoia, e il collega Beppino Montalti, segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (la Fimmg), si sono ritrovati faccia a faccia davanti alla massima autorità territoriale, il dottor Antonio Recchioni. Quest’ultimo, evidentemente, aveva maturato una certa preoccupazione rispetto a quanto letto precedentemente sulla stampa (delibere-truffa, cellulari di reperibilità tenuti spenti, opera di delegittimazione della figura del medico) e ha voluto saperne di più dai diretti interessati.

«Da parte del prefetto - spiega il leader sindacale dei medici di famiglia pistoiesi, Beppino Montalti - ci è stato rivolto un invito a moderare i toni della discussione e del dibattito che si sono scatenati in questi ultimi giorni. Inoltre, il dottor Recchioni voleva garanzie sul fatto che i livelli di assistenza sanitaria nei confronti dei cittadini rimanessero inalterati. Sotto questo profilo, lo abbiamo tranquillizzato, anche perché le esigenze dei pazienti continuano ad essere il nostro principale punto di riferimento, anche durante lo stato di agitazione che la categoria è stata costretta a proclamare in tutta la regione. Per quanto riguarda il prolungamento dell’orario di lavoro al sabato mattina, posso dire che la novità non ha trovato il minimo riscontro. Sabato scorso, primo giorno di attivazione del servizio, il sottoscritto, che ha un bacino di 1.300 mutuati, non ha ricevuto nemmeno una telefonata. E come a me è successo al 90% degli altri medici operanti sul territorio provinciale».

Dal lunedì al venerdì, nella pratica quotidiana, le minacce di disservizi o disagi hanno trovato scarsa applicazione. Per la verità, la stragrande maggioranza dei medici di famiglia non ha mai spento i cellulari dopo le 10 di ogni giorno, continuando a garantire la reperibilità come ha sempre fatto finora, oltre quanto richiesto dall’accordo nazionale. Anche se il motto della categoria continua ad essere “Non mollare”, la lotta nei confronti della Regione è un po’ in stand-by. Molto del futuro della battaglia dipenderà dall’udienza di fronte alla magistratura del lavoro in programma giovedì prossimo a Firenze. In quell’occasione il giudice si pronuncerà sulla denuncia per comportamento antisindacale che la Fimmg regionale ha presentato contro l’assessore alla Salute Enrico Rossi. Nel frattempo, non sono pochi i medici che stanno spingendo perché si cominci a lavorare alla realizzazione di un libro bianco sulla sanità pistoiese, in cui si stigmatizzino le distorsioni e le carenze che i cittadini sono costretti a sopportare affrontando i loro percorsi assistenziali. L’idea del libro bianco è peraltro contenuta tra i progetti da promuovere inseriti nell’ordine del giorno approvato dal direttivo toscano della Federazione italiana medici di medicina generale nella riunione dello scorso 31 maggio.

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