Il Tirreno

Pistoia

E’ in edicola l’atteso libro di Roberto Pioreschi dedicato alla storia del paese della Smi

La storia dei cento anni di Campo Tizzoro

Sauro Romagnani
Roberto Pioreschi
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Roberto Pioreschi

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 CAMPO TIZZORO. E' in edicola l'atteso libro di Roberto Prioreschi, dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Intitolato "Campo Tizzoro- Antologia dei 100 anni- gli Orlando, la Fabbrica. Un volume atteso in cui l'autore, architetto di professione, molto conosciuto in montagna, si è imbarcato in un'impresa dai contorni davvero vasti. Un'opera che sicuramente farà molto parlare di sé. Imprevedibile, arguto, spesso disarmante, Roberto Prioreschi, ha compiuto un lavoro appassionato e appassionante col quale ripercorre fotograficamente cento anni della vita di Campo Tizzoro.  Il libro nasce con l'intento e la volontà di dare un contributo tangibile al 150º anniversario dell'Unità d'Italia, ripercorrendo antologicamente gli ultimi cento anni di Campo Tizzoro e mostrandone un'inedita documentazione fotografica. Come è nello stile dell'autore, Prioreschi ha compiuto una ricerca, una ricostruzione di fatti, luoghi e circostanze, con rigorosa precisione e competenza. Niente è sfuggito alla sua attenzione, al suo occhio allenato a carpire immagini e situazioni che talvolta l'autore denuncia come ingiuste e ingiustificate. In questo lavoro, l'autore si lascia guidare da ciò che la costruzione della strada granducale prima e la realizzazione della ferrovia Porrettana dopo hanno significato per la montagna pistoiese e per il suo sviluppo.  L'autore rammenta uno scrittore a lui molto caro, Mario Rigoni Stern: «Una strada ha sempre portato sviluppo». Questo è il faro e la guida di questo libro. Per dimostrarlo, Roberto, ha raccolto un enorme quantità di materiale documentario: fotografie, cartoline d'epoca, vecchie incisioni, foto del tutto inedite. Materiale preziosissimo, e raro, che ci parla di com'era la montagna prima della costruzione della strada granducale. Prima della costruzione della ferrovia Porrettana. Prima della costruzione della Smi.  Ci parla anche del dopo. Del fascio, delle sue manifestazioni, dei giovani balilla, della costruzione della chiesa di Campo Tizzoro e della presenza delle suore e di don Nesi. C'è un'inedita documentazione fotografica dei diversi paesi montani così com'erano alle soglie del '900 e così come oggi sono. Il volume raccoglie in un unicum il materiale che era sparso per il territorio e che diversamente non sarebbe stato facilmente fruibile ai più. Roberto guarda alla sua gente, la gente di montagna, con occhio attento, implacabile.  In quest'opera di minuziosa ricostruzione storica non ci sono sconti per alcuno: «Gente dei monti, gente delle valli gente con pochi soldi e tanti calli d'una specie formata da un ambiente che chiede tutto e rende poco o niente... marracci, accette, arnesi da lavoro zappe e vanghe, consunti e logorati invecchiati, anche loro, con le persone voltando zolle e cocendo carbone. Fusi, rocche, vassoie e testaiole la loro storia narrano da sole la storia dei bei, duri, tempi andati». Questo recita, Roberto Prioreschi, citando i versi di una una lunghissima e appassionata poesia di un autore di Bardalone, Emilio Tamburini, intitolata Amarcord Toscano, che il poeta conclude chiedendosi: «Erano tempi "belli" veramente? erano tempi "duri", certamente rivisti da un lontano senza fine erano più le rose... o più le spine? Chissà! Senz'altro erano diversi ma nel mare del tempo si son persi».

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