Sicurezza
La storia degli ospedali cittadini "in capite pontis"
Paolo Gestri
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Un momento della presentazione del libro alla Vibanca Tra archeologia e urbanistica il libro strenna 2011 targato ViBanca
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PISTOIA. Davvero di pregio il libro strenna 2011 della ViBanca, credito cooperativo di San Pietro in Vincio, "Hospitales in capite pontis". Il bel volume, edito da Settegiorni Pistoia ed impreziosito da artistiche foto di Fabrizio Antonelli, è a firma di Gianluca Iori, esperto di archeologia. Il titolo è chiaro: si parla degli spedali che la stessa dicitura latina colloca nel Medioevo: "in capite pontis" perchè agli inizi del XIII secolo era consuetudine costruire gli spedali in prossimità delle grandi vie di comunicazione, alle porte della città, vicino al ponte sul fossato di difesa, scelta che a Pistoia cadde nella zona est, lungo la strada romana che da Firenze, passando dalla Badia a Taona, raggiungeva Bologna. «Questi miei scritti - precisa l'autore - raccolgono studi storici sull'ospedale del Ceppo, dal primo insediamento duecentesco al Quattrocento». La storia racconta che nella parte orientale della prima Pistoia spadroneggiava la Brana, torrente di infide acque stagnati, tali che fin nella parte a nord l'intera zona era detta Pantano, aggiungendo però che in età romana lo stesso suolo era stato bonificato e che la bonifica aveva permesso il successivo sorgere di tanti edifici. E tra questi presero consistenza e significato splendidi monumenti quali la chiesa di Santa Maria delle Grazie, la chiesa e monastero della Vergine a San Lorenzo e la stessa pieve di San Bartolomeo, non per niente detto "in Pantano", tutti ben rappresentati in questa pubblicazione. Si potrebbe dunque parlare di una vittoria urbanistica. Infatti, quando oggi si dice "Spedali riuniti di Pistoia", ci si richiama al fatto che quegli antichi spedali furono nel tempo riuniti in uno stesso complesso da cui è nato l'odierno ospedale del Ceppo. S'intende bene, a questo punto, che quest'opera editoriale della ViBanca s'intriga e si esalta di valore storico, tanto più che lo Iori ha dissepolto segreti d'archivio ed ha chiamato a testimoni le originali architetture, ricreando, come detto, l'evoluzione urbanistica nell'odierna area ospedaliera. «Questa pubblicazione - spiega in proposito il presidente ViBanca Patrizio Rosi - è nel segno della nostra tradizione editoriale per valorizzare Pistoia, mettendo l'accento su monumenti (come in questo caso), personaggi e tradizioni di valore storico, magari (e spesso) poco conosciuti se non addirittura dimenticati».
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