Toscana
Federico Pagliai parla del suo nuovo libro, che narra la vicenda di un uomo di 97 anni
«Tutti abbiamo sopra di noi un filo che pende»
Elisa Valentini
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S.MARCELLO. «Un libro iniziato senza pensare che divenisse tale. Un cavo a sbalzo che unisce in amicizia generazioni tanto distanti». In due frasi, l'anima genuina del nuovo libro di Federico Pagliai. "Come un filo che pende" è il curioso titolo, oltre che una metafora tratta dal grande dizionario della natura. Terzo in ordine di uscita dopo "I miei crinali" e "Rughe da salita" (3mila copie vendute), riprende certi spunti nella vicenda di Gildo, uomo di 97 anni che narra la sua vita trascorsa sempre con le mani sporche di terra. «Tutti abbiamo sopra di noi un filo che pende - spiega l'autore - stelo d'erba nato nel nostro passato che aspetta solo di essere visto e quindi afferrato per dare un senso compiuto alle nostre esistenze. Basta saper aspettare: la vita, quello che prima toglie, poi regala. Per me Gildo è stato il nonno che non ho avuto». «Soffriva, ma non si lamentava - racconta Pagliai - aveva le labbra viola come piuri e un orecchio morsicato: diceva che la morte giocava con lui come il gatto col topo, lo attaccava nelle parti tenere senza prenderlo». Un diario romanzato ne raccoglie le storie, rivisitate dall'autore. «Scrivo di persone umili - spiega Pagliai - ho capito che Gildo voleva lasciare delle testimonianze. Da amico più che da cronista ho raccolto storie di posseduti, lavoratori, preti, ladri, soldati, streghe, vergini. Fra boschi, Maremma, guerra, utopia industriale e malattia del figlio Valerio. Mi dispiace che la morte abbia portato via Gildo prima di leggerlo». Il testo, edito da Overture di Grosseto, contiene prefazioni di Matteo Serafin (Corriere della Sera) e Oreste Giurlani (presidente Uncem). Dopo la prima presentazione alla Ubik di Siena, le date in montagna: 17 dicembre (ore 17) a La Mutuo di Bardalone; 22 dicembre in Comune a Cutigliano, 27 dicembre a Gavinana; 30 dicembre a Piteglio; 5 gennaio a San Marcello; 7 gennaio a Fiumalbo.
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