Il Tirreno

Pistoia

Dipinti pistoiesi esposti ad Ajaccio

Il trasporto di una delle opere del Museo civico destinate alla mostra in Corsica
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Il trasporto di una delle opere del Museo civico destinate alla mostra in Corsica

Due opere del Seicento di Jacopo da Empoli e Cecco Bravo

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 PISTOIA. Opere d'arte pistoiesi in giro per l'Europa. Due grandi tele del Museo civico, tra gli esempi più significativi della pittura fiorentina del Seicento conservati a Pistoia, saranno esposte alla mostra "Florence au Grand Siècle" che si terrà presso il Musée des Beaux-Arts/Palais Fesch di Ajaccio da giovedì al 4 ottobre prossimi.  L'esposizione intende offrire una rassegna ampiamente articolata dell'intreccio tra pittura e letteratura che caratterizzò questa stagione dell'arte toscana, ancora poco conosciuta fuori d'Italia.  Ecco dunque che il dipinto di Jacopo da Empoli con "Il giudizio di Mida" - soggetto mitologico tratto dall'XI libro delle Metamorfosi di Ovidio - comparirà nella sala dedicata alla ricostruzione della collezione del cardinal Carlo de' Medici, in cui episodi tratti dai poemi dell'Ariosto e del Tasso dialogavano con Ovidio e la Bibbia. La tela con "Erminia fra i pastori" di Cecco Bravo sarà invece ospitata a testimoniare la fortuna di uno dei massimi capolavori della letteratura italiana, la Gerusalemme liberata, insieme al dipinto di Lorenzo Lippi di analogo soggetto in prestito dal Museo Rospigliosi.  Il Musée des Beaux-Arts/Palais Fesch di Ajaccio, sede della mostra, è ospitato nel palazzo fatto costruire dal cardinale Joseph Fesch, zio materno di Napoleone.  Il nucleo principale del museo è formato dalle opere (soprattutto dipinti) provenienti dalla collezione del cardinale e lasciate in eredità alla città di Ajaccio alla sua morte: un patrimonio artistico che rappresenta peraltro la raccolta di pittura italiana più ricca in territorio francese dopo quella del Louvre di Parigi.  Le due opere del Museo Civico hanno lasciato venerdì scorso il grande salone all'ultimo piano del Palazzo comunale, affidate alle sapienti mani di Carmine Pepe, dipendente della ditta Arteria, considerato oggi uno dei professionisti più apprezzati nella movimentazione di opere d'arte, tra cui i capolavori di Giotto, Leonardo, Raffaello e di altri maestri in trasferta per il mondo.  Il prestito delle due opere è destinato a rafforzare i rapporti storici tra la Corsica e Pistoia, rapporti sviluppatisi soprattutto nel secolo scorso, quando intere famiglie soprattutto dalla montagna pistoiese emigrarono in Corsica alla ricerca di lavoro e maggiori fortune.

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