Il Tirreno

Pistoia

IL LIBRO

Anna Agostini racconta il cardinal Fabroni

Paolo Gestri
Una sala della biblioteca Fabroniana
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Una sala della biblioteca Fabroniana

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 PISTOIA. A cura della Brigata del Leoncino è stato recentemente presentato il libretto "Carlo Fabroni", di Anna Agostini, in 500 esemplari a ricordo, appunto, del cardinale fondatore della Biblioteca Fabroniana. La nuova edizione entra a far parte della serie "Personaggi pistoiesi", arrivata al 32esimo libretto. Anna Agostini, con ricerche approfondite e rigore metodologico, ricostruisce la biografia dell'importante prelato pistoiese, evidenziando il ruolo fondamentale che svolse nella politica della Chiesa agli inizi del Settecento. «Mi è sembrato opportuno - ha detto l'autrice - tornare a parlare di questo ecclesiastico di primo piano, essendo ormai passati centoquindici anni dall'ultima pubblicazione su di lui, firmata dal Beani nel 1896. Straordinariamente precoce - sottolinea l'Agostini - già a 15 anni meravigliava la corte papale per le sue approfondite argomentazioni teologiche, mentre in età matura fu tra i massimi difensori della Chiesa cattolica, soprattutto contro il Giansenismo».  Nella seconda parte, l'Agostini analizza il rapporto che il cardinale ebbe con la sua città natale, soffermandosi sulla fondazione della biblioteca che da lui prese nome. Si rese conto, l'eminentisso colto Fabroni, che Pistoia aveva bisogno di cultura: ecco perché fece arrivare tanta ricchezza libraria. Era il 1727 quando da Roma arrivarono a Pistoia ottomila volumi. Per giungere a destinazione, il porporato benefattore "requisì" alcune galere papali che trasportarono il prezioso carico via mare, da Civitavecchia a Livorno. Avvertendo, nel contempo, la flotta dei Cavalieri di Santo Stefano, che proteggesse dai pirati tanta cultura in viaggio.

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