Il Tirreno

Pistoia

Allestita nel battistero in piazza Duomo, sarà inaugurata domenica

In mostra l'opera documentaria di Pacini, francescano-compositore

Paolo Gestri
Leonardo Pacini
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Leonardo Pacini

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 PISTOIA. Finalmente conosceremo nella sua interezza di frate devoto ed ottimo musicista, padre Leonardo Pacini, di Chiesina Montalese ove nacque il 26 maggio del 1885. E' infatti in programma una mostra documentaria, nel battistero di Pistoia, da domenica 19 giugno al 2 luglio, aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.  L'esposizione metterà in luce la sua personalità di francescano-compositore che, rivolgendo grazie al Signore, dette vita ad eccellenti opere di musica sacra. Dieci teche faranno vedere tanti spartiti originali e manoscritti di varia provenienza, in particolare dalla Verna e dall'archivio della provincia Toscana dei frati mionori di Firenze, una lettera a lui indirizzata da Giacomo Puccini, una serie di rare fotografie, la sua tonaca da frate ed un piccolo armonium che aveva donato alla Misericordia di Viareggio. Alla mostra, a cura di Laura Meozzi e Marco Fruzza ed allestita dall'associazione Clivis musica e cultura, di Viareggio, sarà presente Simonetta Puccini, nipote del grande compositore di Torre del Lago.  Avuta di recente l'intitolazione della piazza di Chiesina Montalese, il buon frate Leonardo ottiene questo riconoscimento come secondo e centrale nel novero delle manifestazioni previste in suo onore, tutte in questo mese di giugno: presentazione del libro "Sulla scia di san Francesco", di Laura Meozzi, mercoledì 22, alle 21, sempre in battistero, e concerto celebrativo in cattedrale, sabato 25, ancora alle 21.  Padre Pacini fu maestro di cappella al collegio di san Francesco a Fiesole e si diplomò in direzione d'orchestra e composizione con il massimo dei voti al conservatorio G.B.Martini di Bologna.  Apprezzato critico musicale ed organista, conquistò la fama come compositore, anche all'estero, scrivendo di tutto: quartetti, quinteti e molta musica per archi. Giacomo Puccini e Ildebrando Pizzetti gli furono sinceri amici. Mandato nel convento di Viareggio, nel 1919, vi resterà fino alla morte, sopravvenuta per un tumore, il 13 aprile 1937. Viareggio fu per lui la seconda patria. Vi creò una corale, una scuola di musica ed un'orchestra d'archi. Quando morì fu proclamato il lutto cittadino e la radio nazionale di allora, la Eiar, diffuse la notizia per tutta l'Italia.  Nonostante sia morto a soli 52 anni, compose oltre venti messe per coro e orchestra, tra cui la messa "Sit nomen Domini benedictus", medaglia d'oro ad un concorso nazionale a Pavia ed altrettanti tra oratori, cantate e laudi.  Ricordiamo, a titolo di esempio di una produzione vastissima assai diffusa in Italia negli anni Venti e Trenta del Novecento, il dramma sacro "La Passione di Cristo", su testo del poeta Enrico Pea, del 1923. Infine, compose tre melodrammi. Fu insomma un talento a gloria di Dio.

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