Il dolore
EDITORIA
Cipriani racconta il Risorgimento
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PISTOIA. È stato presentato l'ultimo libro dello storico Alberto Cipriani dal titolo "Verso la modernità. Pistoia prima, durante e dopo gli anni del Risorgimento nazionale" (2011, Editore Settegiorni). Nel testo sono raccolti e illustrati dettagli di eventi, di miti e di pensieri di questo periodo storico. Come evidenzia il volume, nel periodo risorgimentale nacquero le accademie di cultura che dagli aspetti letterari e storici si concentrarono su quelli politici. Si fece inoltre tesoro delle esperienze riformatrici lorenesi e ricciane ed anche dell'amministrazione francese. Nel circondario di Pistoia si acquisì consapevolezza di un cambiamento che era nell'aria per ottenere il quale si doveva lottare. Il testo ripercorre e descrive quei momenti, dà conto dei personaggi locali che li vissero, della prima guerra d'Indipendenza cui parteciparono molti pistoiesi, diversi dei quali morirono, furono feriti a Curtaton e Montanara, sopportarono prigionia e rientrarono in patria consapevoli di aver vissuto una vicenda storica. Poco dopo Pistoia ebbe sei duri anni (1849-1855) di occupazione austriaca, durante la quale, per una vera e propria strategia del terrore, avvennero le uccisioni di Attilio Frosini, Sergio Sacconi e Torello Bellandi. Poi andò avanti il processo verso l'unità, grazie all'aiuto francese ottenuto per la politica di coinvolgimento cavouriana. E quando si arrivò alla seconda guerra d'Indipendenza (1859) il granduca lorenese lasciò la Toscana. Fu una rivoluzione pacifica, ben descritta dai testi locali. Un cronista coevo commentò che "alle sei la rivoluzione andò a desinare", ma la notizia suscitò grandi festeggiamenti ed "allegrezze" a Pistoia. Infine, ci fu il plebiscito: anche Pistoia (ma con qualche distinguo) scelse a grande maggioranza il regno unito sotto i Savoia. Non tutto era fatto, perché mancavano Venezia e Roma. Si aprì quindi la questione romana e l'epopea garibaldina di cui il libro narra gli aspetti pistoiesi, con i forti contrasti tra le autorità religiose e civili. Il periodo risorgimentale si chiuse con gli elementi che, sul piano locale, attivarono quel processo da cui è scaturita la Pistoia moderna.
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