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CURIOSITÀ
Anche alla fine del '200 tasse pesanti per i pistoiesi
Paolo Gestri
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La biblioteca Forteguerri in piazza della Sapienza 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIa. E' stato recentemente presentato alla Biblioteca Forteguerriana il "Liber hominum et personarum comitatus pistorii", edizioni Olschki, Firenze, a cura di Giampaolo Francesconi. Si tratta di uno dei pochi censimenti fine Duecento nell'Italia centro-settentrionale dei cittadini in grado di pagare tasse e gabelle, in modo da rimettere in sesto le finanze di una città, quale era allora Pistoia, dissanguata dalle lotte politiche. Il "Liber hominum et personarum", datato 1293/1294 e redattto da tali ser Pietro di Pietro e da ser Riccardo da San Gimignano, è conservato nell'archivio di Stato di Pistoia. Il curatore Francesconi accompagna la pubblicazione del documento con un'ampia introduzione storica, indispensabile alla conoscenza dei fatti e del loro contesto storico, politico, economico e sociale. Il volume riporta dunque alla fine del secolo XIII, durante la podesteria del fiorentino Giano della Bella. Per Pistoia sono tempi convulsi e drammatici, appunto per le divisioni sociali, in città e nel suo territorio, che hanno scritto, purtroppo, tante pagine di lacrime e sangue. "Dissanguata": per quella Pistoia è davvero il termine giusto; oltre che per le finanze, proprio per il sangue che veniva versato. Chi governava la città doveva per forza drenare risorse economiche per porre fine allo stato di distruzione e desolazione che avvolgeva l'intera comunità. Ecco perché furono tutti censiti e schedati gli uomini con ricchezza tale da assolvere alle richieste fiscali degli amministratori. Gli elenchi dei contribuenti non sono accompagnati dalle cifre richieste ad ognuno, tuttavia fanno capire in quali zone e paesi c'era un maggior benessere. In montagna, ad esempio, erano in molti a dover sborsare denaro nei paesi allora detti Pitellio, Pupillio, Cavinana, Sancto Mamme, Satornana; ma anche il piano contruibuiva: Vignuole, Quarrata, Alliana, Casale erano per il Comune di Pistoia ottimi contribuenti. Francesconi accompagna la pubblicazione del documento con un'ampia introduzione storica. Un'organizzazione siffatta, spiega lo studioso, era anche, ovviamente, una questione politica, ed una dimostrazione che, in piena età comunale, i ceti dirigenti avevano ormai acquisito una mentalità moderna nell'amministrazione della cosa pubblica. Con tale censimento la ducentesca Pistoia si poneva caso eccezionale fra le città comunali italiane e come esempio di laboratorio precocissimo di inquadramento del territorio. La pubblicazione è stata resa possibile dal finanziamento dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.
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