Il Tirreno

Pistoia

AMICI DI GROPPOLI

A palazzo dei vescovi conversazione su Cino da Pistoia

Paolo Gestri

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 PISTOIA. Appuntamento con il nostro gentil poeta Guittoncino de' Sinibuldi, in arte Cino da Pistoia. Lo si incontra, idealmente, nella sala sinodale del palazzo dei vesacovi, oggi alle 17,30, ospite dell'associazione Amici di Groppoli che lo ha inserito nel calendario della prorie manifestazioni di maggio 2011. "Cino da Pistoia dentro e fuori lo stilnovo" è infatti oggetto letterario della conversazione di Giuseppe Marrani, docente di flilogia della letteratura italiana all'università di Siena.  Nato prima del 1270, Cino da Pistoia fu il cantore di Selvaggia, come Dante e Petrarca lo furono di Beatrice e Laura. Anche nel nostro caso fu un amore platonico (Cino aveva sposato tale Margherita degli Ughi dalla quale ebbe peraltro cinque figli), ma con accenti di un nuovo Umanesimo, una scelta di poesia che da un lato lo lega all'Alighieri e dall'altra ne fa precursore del poeta aretino.  Ebbe insomma uno stile "cangiante", cioè bilanciato tra il vecchio e il nuovo. La sua poesia appare perciò piuttosto varia e sfumata nello stile e negli stessi temi e fin nei cambiamenti repentini di umore dinanzi alla donna amata ma irrangiungibile: versi dall'incanto alla pena, dalla sepranza alla melanconia. E' dunque oggetto, la sua lirica di transizione oltre lo stilnuovo, di spunti di studio e riflessione sempre nuovi, come dimostrerà la lezione di oggi.  Il relatore di oggi è appunto un attento ricercatore dello Stilnovismo e, specificatamente, della tradizione manoscritta di Cino con il fine di dare alle stampe una nuova edizione critica delle sue rime. Dello stesso Cino, Marrani ha anche curato, recentemente, bibliografie per le opere giuridiche.

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