Il Tirreno

Pistoia

A San Giovanni le foto di Frintino e Vallecchi

Paolo Gestri
Una delle foto di Antonio Frintino esposte a San Giovanni
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Una delle foto di Antonio Frintino esposte a San Giovanni

Esposte anche le immagini delle sculture di Antonio Di Tommaso

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 QUARRATA. "Tre amici per l'arte" è il titolo, solidale, dell'attuale mostra nell'ex chiesa di San Giovanni Battista, in corso Gramsci.  Ne sono protagonisti due pistoiesi in veste di fotografi, Antonio Frintino e Riccardo Vallecchi e lo scultore fiorentino Antonio Di Tommaso, invitati dalla fondazione Conservatorio San Giovanni Battista, di Pistoia, e dalla "Fyr gallery" di Firenze.  Tutte pervase di liricità pura le foto di Frintino, da sempre corteggiatore delle belle immagini fotografiche e non solo, anche pittoriche e in ogni forma d'arte: una lunga militanza che gli ha permesso infine una capacità di elaborare collage, evidenziando le potenzialità estetiche della materia.  Così queste ultime foto sono il punto d'arrivo di autonome "ideazioni photopercettive", immagini fotografiche di un lungo e complesso percorso ideativo e costruttivo durante il quale frammenti di materiale (carta, tessuto, vetroresina, plastica ecc) vengono ricomposti in rinnovati spazi e forme, un'organizzazione in cui primeggia sovrana la luce.  Perchè il metodo che segue Frintino è una sorta di "carpe diem", depurato da ogni spirito profano. Anzi, guardando al suo procedimento pratico, dovremmo dire "Carpe lucem diéi" (carpisci la luce del giorno). Alla fine ci si trova davanti ad immagini ex novo, creazioni appunto d'artista.  A sua volta, Riccardo Vallecchi mette in mostra una bella serie di foto che indagano forme architettoniche fino a ricreare in se stesse nuovi elementi percettivi che l'autore porta alla luce. Ne risultano immagini in spazi selezionati e pertanto ricreati come autonome forme d'arte  Infine, Di Tommaso. Di questo scultore noto in Italia e oltre, vediamo esempi d'arte moderna figurativa in un paio di teste animate da un pensoso dinamismo della vita. Ma la maggior parte delle opere in mostra tendono all'astrazione, una scelta che, al contrario di rinnegare il figurativo, ce lo ricorda sempre in virtù di un dinamismo, qui quasi rasserenato, che pervade le opere astratte.  L'esposizione chiuderà i battenti venerdì prossimo, alle 21,15, con le sonorità del percussionista Carlos Alberto Perez.

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