Italia
IL MUSEO E LA CITTÀ
Alla scoperta dei capolavori pistoiesi del Trecento
Paolo Gestri
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La chiesa di SantAndrea che ospita il magnifico pulpito 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Anche Pistoia ha avuto in pittura il suo grande tempo, ed esso è il secolo XIV». Lo ha detto l'assessore alla cultura Mirco Vannucchi, presentando il programma "Il museo e la città", seconda edizione, dedicata appunto al Trecento. A questo "siglo de oro", lontano sette secoli, ma sempre culturalmente molto presente nella vita culturale della città, viene ora dedicata la ricerca delle vicende artistiche pistoiesi, indicandone tracce, proponendone riflessoni ed, infine, presentandone i più recenti aggiornamenti. Il tutto a cura dell'assessorato alla cultura del comune e del museo civico, con la collaborazione del dipartimento di storia delle arti e dello spettacolo dell'università di Firenze ed il contributo della Regione Toscana. Battezzato giovedì 28 aprile, con una dotta conferenza di Andrea Marchi sulla decorazione trecentesca in San Francesco e San Domenico, l'intero programma andrà avanti fino alla fine di maggio, alternandosi conferenze e visite guidate. In buona sostanza, si vuol sottolineare, con giusta causa, che il panorama artistico che si delinea a Pistoia, tra la fine del XIII e per tutto il XIV secolo, costituisce una dei capitoli più interessanti nella storia delle arti figurative in Toscana. Il pulpito di Giovanni Pisano, in Sant'Andrea (1297 - 1319) è, in assoluto, il più straordinario capolavoro, ma è anche principio temporale di una felicissima e vasta messe che per tutto il secolo arricchirà Pistoia di opere di grande arte, in ogni campo, seppure anonime, come quelle del Maestro del 1310 e del Maestro del 1336, esempi di un gotico di primo splendore. Poi, nella seconda metà del secolo, ecco concretizzarsi, nelle nuove e maestose chiese degli ordini mendicanti, da Firenze gli influssi giotteschi, culminanti con Maso di Banco in san Francesco; e da Bologna, città a noi collegata dalla via Francigena, quelli emiliani. E certo, meritano un posto d'onore Giovanni di Bartolomeo Cristiani e il firmatario della cappella del Tau, Niccolò di Tommaso, al pari di Antonio Vite, ormai tardogotico, protagonista in San Francesco. Sede delle quattro conferenze in calendario, è il palazzo Fabroni, con ingresso da via Sant'Andrea, mentre le visite guidate partiranno dal museo civico del palazzo comunale in piazza Duomo. Al termine dei tre itinerari in programma, tutti i preziosi contenitori della nostra cittadina arte trecentesca, i citati Museo civico con le sottostanti sale affrescate, San Francesco, San Domenico, Sant'Andrea, con l'aggiunta di San Giovanni Fuorcivitas avranno mostrato eccellenze, evidenziato dettagli e regalato inattese sorprese. Ad ogni appuntamento può partecipare un massimo di trenta persone. Per le visite bisogna prenotare a Pistoiainforma: numero verde, 800012146. In occasione dell'ultima conferenza verrà presentata una pubblicazione con i testi della scorsa edizione 2010, sull'arte del XIII secolo. Analogalmente si procederà negli anni a venire, esaminado i secoli in successione e dando alle stampe i contributi via via acquisiti. Con il ciclo "Il museo e la città", prende avvio il più ampio programma "Primavera al Museo".
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