Sicurezza
Marcello Magni protagonista al Funaro
Il perfomer presenta, con Katryn Hunter e Jozef Houben, "Arlecchino"
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PISTOIA. Domani e sabato, alle ore 21 il Centro Culturale Il Funaro di Pistoia presenta in prima nazionale uno spettacolo che può essere definito come un vero capolavoro del genere che va sotto il nome di "teatro fisico": "Arlecchino", di Marcello Magni, Kathryn Hunter, Jozef Houben. È lo straordinario performer Marcello Magni ad interpretare il carattere più irriverente della storia del teatro, mettendo a frutto anni di ricerca e lavoro sulle maschere. Magni ripropone Arlecchino in chiave contemporanea, nutrendosi dalla vitalità e ricchezza dell'antica tradizione della Commedia dell'Arte e partendo dal presupposto che essa è alla radice dei nostri moderni eroi del cinema muto e dei grandi comici contemporanei, da Charlie Chaplin a Eddy Murphy. E' un tipo di teatro che richiede uno straordinario livello di rigore fisico, precisione e immaginazione, qualità riconosciute a Magni dalla critica fin dagli esordi e che l'attore e regista mette da anni anche a disposizione di centinaia di allievi di tutto il mondo, con i suoi laboratori. Ne terrà uno insieme a Jozef Houben anche al Funaro di Pistoia fino al 15 aprile. Il titolo è "A body, a story/the comical body" e verterà sul "teatro fisico" ovvero su quella forma di recitazione in cui predomina la comunicazione del corpo su quella verbale. La maschera impone, oltre ad un uso specifico della voce, capacità di improvvisazione e doti comiche, il potenziamento della mimica e delle capacità acrobatiche. L'insieme di queste virtù interpretative fa sì che dalle maschere gelosia, rabbia, lussuria e meraviglia esplodano con tutta la loro carica di incontenibile vitalità. Nei quattro giorni di laboratorio si esploreranno la mezza maschera, i personaggi e le situazioni base della commedia dell' arte, trovando insospettabili quanto evidenti connessioni con le sensibilità contemporanea, attraverso la grande esperienza di Magni, che si è formato, a sua volta, alla scuola di Jacques Lecoq e ha studiato con Philippe Gaulier, Monika Pagneux, Pierre Byland, Yves LeBreton, Donato Sartori. Una curiosità: le maschere in cuoio usate nello spettacolo sono realizzate da Amleto e Donato Sartori, i più famosi realizzatori di maschere italiane che hanno collaborato, in oltre 70 anni di attività, fra gli altri con Giorgio Strelher e Dario Fo.
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