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I giovani pistoiesi e il Risorgimento Petracchi parla di Attilio Frosini
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PISTOIA. La sera del 29 giugno 1849 nel cortile della Fortezza di Santa Barbara fu fucilato dagli austriaci il pistoiese Attilio Frosini, di soli 16 anni, colpevole di aver pronunciato le parole "Viva Kossuth", riferite all'eroe dell'indipendenza ungherese Lajos Kossuth, chiaramente un nemico giurato dell'impero austriaco. Undici anni dopo, il 2 luglio 1860, la salma di Frosini venne traslata nel corso di una solenne cerimonia, nella cappella della Confraternita dei Dolori, annessa alla chiesa dei Servi di Maria, oggi Santissima Annunziata. Il discorso pronunciato in quell'occasione dal parroco Vincenzo Marraccini, che assisté il giovane negli ultimi momenti della sua vita, venne tradotto dalla signora Theodosia Trollope, della comunità britannica fiorentina, e pubblicato in "Athenaeum", la più importate rivista letteraria edita allora a Londra. Il poeta inglese George Dunbar Haughton, apprendendo la storia, ne fu commosso al punto da eternarne la memoria in una ballata-poema dal titolo "The Martyr-Boy of Pistoia". Della vicenda - non molto conosciuta neanche a Pistoia - parlerà il professor Giorgio Petracchi durante la conferenza "Se non partissi anch'io: i giovani pistoiesi nel Risorgimento", che si terrà domani pomeriggio alle 17 alla biblioteca Forteguerri. L'opuscolo, donato dallo stesso Petracchi a Giancarlo Niccolai, scomparso pochi anni fa, è esposto nella mostra "Viva l'Italia" presso la stessa biblioteca.
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