Italia
Il Gad al Manzoni col "Don Chisciotte della Mancia"
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Gli attori del Gad nello spettacolo sulla rivolta di Napoli La compagnia pistoiese presenta l'ultimo spettacolo firmato da Checchi
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PISTOIA. Il Gad di Pistoia al teatro Manzoni venerdì prossimo, 8 aprile alle 21. La compagnia fondata da Fabrizio Rafanelli, presenterà "Don Chisciotte della Mancia", adattamento in due tempi di Franco Cecchi che ne ha curato anche la regia. Le scene sono di Edoardo Salvi. Don Chisciotte sarà interpretato da Paolo Nesi, mentre Elvio Norcia vestirà i panni di Sancio Panza. Gli altri attori che saliranno sul palco del Manzoni, sono Rossella Fedi, Caterina Morelli, Umberto Ponzio, Nicola Buti, Deborah Guidi, Andrea Sabatini, Ilaria Vettori, Giacomo Del Bino, Fabio Gonfiantini, Clarissa Tredici. Fabio Gonfiantini ha curato l'allestimento dei costumi, Gioia Ciardi la sartoria, Michele Galante è lo scenotecnico, Giovanni Pratesi il tecnico della luci, Mariella Biagini il tecnico del suonoi, Quirino Trovato per le richerche musicali e Giulia Pacini ha curato i movimenti ritmici. Sulle note musicali di una marcia del tempo di Cervantes, arriva la compagnia di comici intervenendo e interrompendo le parole evocate da Alonso Chisciano, alias Don Chisciotte, che sta leggendo l'Orlando Furioso e, con questa lettura, sta caricando la sua mente malata, ma non troppo, di desiderio di avventura e di giustizia: «Avanti dunque, resuscitiamo i gloriosi paladini della Tavola Rotonda, Sancio! Corriamo per il mondo a vendicare i soprussi commessi dagli uomini crudeli e potenti a danno degli impotenti e dei deboli. Ci batteremo per difendere l'onore oltraggiato, per rendere al mondo ciò che esso ha perduto: la giustizia». Le scene vengono montate a vista e diventano per Don Alonso maghi mostruosi da combattere e distruggere. Questa scelta di "teatro nel teatro" è il filo conduttore che unisce le avventure rappresentate nel nuovo spettacolo del Gad e risente della suggestione che sento per il palcoscenico vuoto da animare con le figure della mia fantasia e della mia passione per il teatro. Don Chisciotte della Mancia, scritto da Cervantes nel carcere di Siviglia, dove si trovava recluso per una delle tante sfortunate vicissitudini della sua vita, nel 1602 e pubblicato nel 1605 (la prima parte) e nel 1615 (la seconda parte) è una pietra miliare della letteratura mondiale. Ancora oggi parla a tutti, è di tutti ed è... tutti noi, ma rappresentarlo in teatro non è per niente semplice, ma era un desiderio che mi portavo dietro da sempre. Ho seguito la riduzione che ne fece Bulgàkov nel 1938, in piena dittatura stalinista, ma ho scelto, nella materia infinita del romanzo, anche cose diverse da quelle dello scrittore russo, sempre cercando di rendere quanto più teatrale possibile il linguaggio, ovviamente letterario, dell'opera. E, visto in questa ottica, non ho potuto e voluto rinunciare a rappresentare il famoso teatro di burattini di Mastro Pedro, che è un pezzo formidabile, che testimonia, tra l'altro, l'amore di Cervantes per il teatro. «Credo ne sia venuto un lavoro interessante - dice il regista - Franco Checchi - che, con l'apporto del bravissimo scenografo-pittore Salvi, un appassionato del Don Chisciotte, e, con la disponibilità di un cast artistico e tecnico di valore, abbia le carte in regola per ben figurare nella galleria dei tanti spettacoli prodotti dal Gad».
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