Il Tirreno

Pistoia

L’ARTISTA EMERGENTE

Il quarratino Leonardo Gori "pittore della realtà"

Stefano Fiori
Leonardo Gori al lavoro nel suo studio
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Leonardo Gori al lavoro nel suo studio

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 QUARRATA. Leonardo Gori, trentasettenne di Campiglio di Quarrata, può essere considerato come uno tra i più interessanti artisti pistoiesi attuali. A settembre una sua personale ha riscosso molto successo a Casalguidi e ora le sue opere si possono vedere anche sul sito internet www.leonardogori.it.  Diplomato all'istituto d'arte di Pistoia, sposato con Chiara, dalla quale ha avuto due figlie gemelle, questo giovane pittore emergente che predilige lo stile figurativo in famiglia ha anche papà Giulio che si occupa da sempre di sculture sacre in legno. L' artista quarratino dipinge dal 1995, quando cioè iniziò a frequentare la bottega montecatinese del maestro Massimo Callosi e quindi a ad avere frequenti contatti con il maestro fiorentino Romano Stefanelli. All'attivo di Gori figurano due mostre personali nel 2004 a Quarrata presso il circolo La Civetta e quella del 2010 a Casalguidi, oltre a numerose mostre collettive come quella di Ginevra nel 2002.  «Una volta alla settimana, preferibilmente di martedì, noi pittori della bottega di Callosi ci ritroviamo e andiamo a dipingere all'esterno - ci spiega Leonardo Gori - i miei dipinti al 90% li realizzo fuori e il mio studio serve appunto soltanto come...studio, per affinare le tecniche e riflettere sulla preparazione dei quadri. Ci siamo recati all'Elba, a Chioggia o in Maremma. Comunque il luogo che frequentiamo maggiormente è il Padule di Fucecchio».  Gori parla volentieri dei suoi metodi di lavoro. «Siamo dei pittori della realtà, come diceva Pietro Annigoni; dipingiamo quello che vediamo con tecniche che a qualcuno possono forse sembrare superate; uso molto il lapis, la penna d'oca e la mia fortuna è di avere incontrato degli artisti completi, a tutto tondo, che spaziano dal disegno all'affresco, alla tempera grassa che utilizza ancora l'uovo e fino alla scultura».  Tra gli artisti preferiti e ai quali Gori si è ispirato figurano ovviamente Romano Stefanelli e i grandi Pietro Annigoni e Giorgio Morandi.

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