Il Tirreno

Pistoia

LIBRI STRENNA

Niccolò Puccini, il romantico signore di Scornio

Paolo Gestri

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 PISTOIA. La Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, come suo solito, offre ai clienti ed amici una pregevole strenna natalizia. Raccolti in bel volume, elegantemente rilegato, pubblica i "Monumenti del giardino Puccini", con sottotitolo "Un luogo del Romanticismo in Toscana". Il volume, edito da Polistampa, quattrocento pagine coordinate de Cristina Tuci e Carlo Sisi, si compone di quattro capitoli sul luogo e sul suo proprietario, l'attivo e poliedrico Niccolò Puccini che, nella Toscana del primo Ottocento, svolse un ruolo di prima importanza. Il primo di questi capitoli, composto di tre paragrafi a firma Edgardo Donati, Giovanni Capecchi e Daniele Danesi è dedicato alla cultura che in quel giardino fiorì attorno al Puccini, ricco e illuminato signore del luogo, mecenate attento alle arti e non meno alla letteratura, con un occhio rivolto ai potenti ai quali chiedeva partecipazione ed uno al popolo che non mancava mai di aiutare. Il secondo capitolo "Un giardino incantato", è invece specificatamente attento proprio al giardino, alle sue eccellenze naturalistiche ed architettoniche (Laura Dominici) ed anche ai suoi ospiti dei quali si interessa Carlo Sisi, "spigolando" nel registro dei forestieri, che ora si trova nella biblioteca Forteguerriana.  A sua volta, la terza parte contempla "Le stagioni del giardino Puccini", in pratica un album fotografico a cura di George Tatge; infine, nel quarto ed ultimo capitolo, entra in scena il grande protagonista: Niccolò Puccini mecenate e filantropo. Quali furono le sue commitenze? Risponde Paola Luciani, mentre Elena Marconi ci dice come Giuseppe Bezzuoli e i suoi colleghi pittori interpretarono lo stesso Puccini e la sua età. Quanto poi al Puccini educatore e filantropo, ed alla "Festa delle spighe", la lui inventata e che ebbe straordinari successi di popolo, ci informa ampiamente Stefania Nerozzi.  Preziosa è anche l'appendice. Laura Dominici fa una "Descrizione e stima del vasto possedimento con villa e parco, denominato Scornio" cui seguono una bibliografia generale e un indice dei nomi.  Ma perchè parlare proprio di Niccolò Puccini? Perché egli fu anche patriota, nel senso che ebbe a cuore l'Italia come nazione. La Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, con questa pubblicazione, vuol partecipare al 150esimo anniversario dell'Unità, alla quale ricorrenza aggiunge il prossimo centoottantesimo genetliaco della propria nascita, grazie anche al "signore di Scornio" che fu uno dei soci fondaori.  Al Puccini si deve il risorgimento pistoiese, sul piano politico di cui fu seme attraverso le molteplici e articolate relazioni che ebbe con tanti grandi italiani di allora, ma anche su quello pratico che fu straordinario: basti pensare alla costruzione della via Leopolda ed all'acqua potabile portata in città.  «Egli fu romantico-risorgimentale - hanno spiegato i relatori Carlo Sisi e Marino Biondi in sede di presentazione -, anzi, di più: c'era il lui un sincretismo - che trasportava dalla meraviglia a finalità conoscitive e ad accensioni dell'animo; una fusione di culture per cui sognava il progresso come singoli avanzamenti ai quali, di volta in volta, impegnò la sua esistenza.

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