Gioco
ATP
A Fochi attacchi personali di cattivo gusto
Paola Fortunati delegata Assemblea ATP
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Ho seguito sulla stampa locale il batti e ribatti tra Giovanni Fochi e Giuseppe Grattacaso. Dopo l'intervento di Fochi che segnala il suo ritorno in città con alcuni laboratori teatrali e l'espressione del suo rammarico per essere "stato ignorato a lungo" nella sua città, cui seguono alcune riflessioni critiche sulla gestione dell'ATP, il presidente Grattacaso rivendica il diritto a fare le scelte di cui risponde in prima persona: normale dialettica. Ciò detto, mi crea un sincero imbarazzo che il presidente Grattacaso, per rispondere a Giovanni Fochi, lo riduca al ruolo del piagnone, escludendo che la città possa utilizzare le sue esperienze e le sue capacità, innegabili e documentate. E'pur vero che nemo profeta in patria ma perché escludere una collaborazione? Perché contrapporsi muro contro muro ad un professionista nato nella nostra città che potrebbe aggiungere valore al valore che l'ATP ha creato? Ma di più mi dispiace che il presidente Grattacaso attacchi personalmente Giovanni Fochi, insinuando, non troppo finemente, la suggestione di una totale debacle sul piano lavorativo dell'attore-regista. Avrei gradito un maggiore fair play da parte di chi guida l'ATP con buoni risultati, specialmente se confrontati con le passate gestioni, ma con risorse pubbliche.
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