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Anticorpi "armati" per combattere il tumore al seno

Gian Ugo Berti

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 PISTOIA. Ogni giorno dieci donne in Toscana scoprono di avere un tumore al seno (il primo per mortalità sotto i 55 anni). Al di là della validità della prevenzione con i controlli soggettivi, clinici e tecnologici, passi avanti sta compiendo la ricerca,come tesimoniato dallo studio dell'Istituto tumori di Milano, coordinato da Luca Gianni.  Nella forma HER2 (un caso su 5), il T-DM1 è il primo anticorpo denominato "armato" in grado di eseguire due compiti insieme: farsi portare sul bersaglio esattamente da parte del farmaco, il trastuzumab (da qui il termine armato) ed agire in sede come tossina, altrimenti lesiva delle cellule se usata da sola.  Secondo il presidente dell'Aiom, Marco Venturini, è l'inizio di una nuova strategia, da un lato un'arma rivoluzionaria nel tumore HER2 positivo, dall'altro un esempio di veicolazione specifica della chemioterapia alle cellule bersaglio. Un percorso che può essere applicato anche ad altri tipi di tumore.  Sempre nell'ambito del Congresso europeo di oncologia conclusosi a Milano, si è parlato dei progressi nella cura delle recidive del tumore all'ovaio (un caso al giorno nella nostra regione).  Il bevacizunab, inibendo l'angiogenesi ovvero la creazione di nuovi vasi sanguigni da parte del tumore, si è dimostrato capace di aumentare del 15% ad un anno la probabilità per le donne di vivere più a lungo senza che la malattia peggiori (come avviene nell'80% dei casi). Una novità importante, ha sottolineato Sandro Pignata dell'Istituto tumori Fondazione "G.Pascale" di Napoli, perché in questa situazione la diagnosi precoce appare difficile in assenza sopratutto di chiari sintomi iniziali. Il più delle volte s'interviene, infatti, con un ritardo medio di circa quindici mesi.  Anche se non ci sono chiari fattori di rischio, si è detto, è importate però puntare sulla prevenzione. Attenzione quindi agli stili di vita, seguendo un'alimetazione corretta ed evitando il fumo di sigaretta. Sappiamo inoltre che le donne con una parente di primo grado colpita da carcinoma ovarico hanno un rischio più elevato di svilupparlo. Si tratta di situazioni causate da mutazioni genetiche ereditarie ed oggi sono disponibili test per accertare tali alterazioni. Il farmaco è già stato approvato in Europa per il trattamento degli stadi avanzati di quattro tipi di tumori: colon-retto, seno, polmone e rene.

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di Redazione web